Grand Hotel et de Milan

albergo di Milano
Grand Hotel et de Milan
3668MilanoGrandHotel.JPG
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàMilano
Indirizzovia Manzoni, 29
Coordinate45°28′12.05″N 9°11′32.94″E / 45.470014°N 9.192483°E45.470014; 9.192483Coordinate: 45°28′12.05″N 9°11′32.94″E / 45.470014°N 9.192483°E45.470014; 9.192483
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzioneanni 1850-1860
Inaugurazione1863
Distruzionesolo il quarto piano, 1943
Ricostruzionesolo il quarto piano, 1946
Realizzazione
ArchitettoAndrea Pizzala (1862)
Giovanni Muzio (1946)
ProprietarioGino Polli e Polli

Il Grand Hotel et de Milan è un hotel di lusso situato al centro di Milano, in Via Manzoni.[1]

StoriaModifica

La costruzione fu commissionata all'architetto Andrea Pizzala (1798-1862)[2] e fu ispirata dallo stile neogotico. L'albergo aprì i battenti il 23 maggio 1863 e verso la fine del XIX secolo guadagnò notorietà in quanto fu l'unico ad offrire un servizio telegrafico e postale ai suoi clienti; per questo motivo fu spesso frequentato da diplomatici e uomini d'affari.

L'hotel, inizialmente appartenente a Carlo Guzzi, divenne particolarmente noto al grande pubblico a partire dal 1872 quando il compositore Giuseppe Verdi, amico della famiglia di melomani, vi stabilì la propria dimora quando si trovava a Milano, beneficiando della prossimità dell'albergo al teatro alla Scala e componendo qui gran parte dell'Otello. La stanza, la n. 105 al primo piano, rimase riservata ai Verdi sino alla morte del maestro, che avvenne proprio nella sua stanza all'albergo il 27 gennaio 1901.

Fra il 1900 e il 1901 venne ristrutturato l'atrio di ingresso che venne allargato per renderlo confacente ai bisogni del grande movimento di forestieri che frequentavano l'albergo. A tal scopo fu chiamato l'architetto Augusto Brusconi che, coadiuvato dall'ingegner Francesco Bellorini, demolì gran parte dei muri del pianterreno per ottenere un ambiente più vasto e lussuoso; furono inoltre aggiunti un pavimento alla veneziana e un grande lucernario con velario di vetri colorati.[3]

L'edificio fu poi completamente ristrutturato nel 1931, quando ogni camera fu dotata di telefono e acqua corrente. Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1943, l'albergo fu bombardato e il quarto piano fu completamente distrutto; una volta terminata la guerra, l'architetto Giovanni Muzio fu incaricato della ricostruzione e del rinnovo dello stabile. In gestione alla famiglia Bertazzoni dai primi anni'60, l'albergo divenne famoso negli anni '60 e '70, quando fu frequentato dagli stilisti che partecipavano alle annuali settimane della moda milanesi.

Un'ultima importante ristrutturazione ebbe luogo nei primi anni '90, quando un muro di difesa dell'antica Mediolanum risalente al terzo secolo fu portato alla luce e utilizzato come elemento stilistico in uno dei ristoranti dell'albergo.[4]

L'albergo fa parte del gruppo The Leading Hotels of the World[5].

Ospiti illustriModifica

Nel corso dell'attività dell'Hotel, diversi personaggi celebri vi hanno soggiornato, fra cui:

NoteModifica

  1. ^ Grand Hotel et de Milan - Sito ufficiale, Vega SpA. URL consultato il 20 marzo 2014.
  2. ^ La cultura architettonica nell'età della restaurazione, Mimesis, 2002, p. 476, ISBN 88-8483-199-7.
  3. ^ Il nuovo atrio d'ingresso nel Grand Hôtel Milan in Milano, in L'Edilizia moderna, Anno X, fasc. II, Milano, 1901 Febbraio, pp. 6-7.
  4. ^ History, Grand Hotel et de Milan. URL consultato il 16 settembre 2013 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2013).
  5. ^ Gran Hotel et de Milano, su it.lhw.com. URL consultato il 30 aprile 2020.

BibliografiaModifica

- Francisco Giordano, L'origine dell'isolato, la costruzione dell'albergo e gli ampliamenti, in Il Grand Hotel ed de Milan. Storia e restauro di un albergo ottocentesco, a cura di Paola Alberti e Carlo Salomoni, ed. Marsilio, 1993, Venezia.

- Francisco Giordano, Grand Hotel ed de Milan (prefazione) , in Grand Hotel ed de Milan. Un secolo di storia milanese attraverso gli ospiti illustri del suo albergo più famoso, ed. F. M. Ricci, 1995?, Milano.

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