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Happy Mondays
Happy Mondays June 30 2006.jpg
La band in concerto nel 2006
Paese d'origineRegno Unito Regno Unito
GenereMadchester[1][2][3][4]
Dance rock[1][5][6]
Periodo di attività musicale1980 – 1993
1999 – 2000
2004 – 2010
2012 – in attività
Album pubblicati13
Studio5
Live3
Raccolte5
Sito ufficiale

Gli Happy Mondays sono un gruppo formato a Manchester nel 1980. Sono i maggiori esponenti della scena dance underground ed uno dei primi gruppi che fusero la musica dance con il rock e portavoce della corrente Madchester insieme agli Stone Roses.

Indice

StoriaModifica

Sono stati scoperti e lanciati da Tony Wilson e dalla sua Factory Records. Wilson li notò nel 1985 in un concorso per band organizzato nel suo locale la Haçienda, e nonostante il gruppo si fosse classificato ultimo decise di produrre il loro primo EP.

La formazione originale della band era composta da Shaun Ryder (cantante), suo fratello Paul Ryder (bassista), Mark Day (chitarrista), Paul Davis (tastierista), Gary Wherlan (batterista) e Mark "Bez" Berry. La band ha rivisto quattro reincarnazioni, tutte con Shaun Ryder, Wherlan e Bez, accompagnati di volta in volta da nuovi musicisti. Nel 2012 gli Happy Mondays sono ritornati alla loro prima formazione, con l'aggiunta della corista Rowetta Satchell, già nella band tra il 1999 e il 2001[7].

Nel film del 2002 24 Hour Party People, dedicato alla figura di Tony Wilson ed alla scena musicale di Manchester, il regista Michael Winterbottom dedica ampio spazio alle loro vicende musicali e alle leggende legate alla storia della band.

Stile musicaleModifica

Unici veri esponenti della scena "Madchester" insieme agli Stone Roses,[3] gli Happy Mondays hanno proposto un dance rock[1][2][5][6] che fonde musica indipendente a ritmi ballabili e a sincopi dell'hip-hop,[4] questo facendo leva sul cantato rude di Shaun[2][3] e sulla chitarra wah-wah del chitarrista Mark Day.[8] Si ispirano anche a vari stili di musica degli anni sessanta quali la psichedelia[8] e il guitar pop,[3] il funk degli anni settanta[8] la musica house[2] nonché ad artisti quali i Joy Division.[2][4] A partire da Bummed (1988) e soprattutto Pills 'n' Thrills and Bellayaches (1990), definirono la loro componente Madchester[3][4] citando anche la musica africana e quella di Donovan.[8][9] Sono inoltre citati fra gli esponenti della dance e del rock alternativi.[1][10]

FormazioneModifica

AttualeModifica

  • Shaun Ryder - voce (1980-1993, 1999-2001, 2004-2010, 2012-presente)
  • Gary Wherlan - batteria (1980-1993, 1999-2001, 2004-2010, 2012-presente)
  • Mark "Bez" Berry - maracas (1980-1993, 1999-2001, 2004-2010, 2012-presente)
  • Paul Ryder - basso (1980-1993, 1999-2001, 2012-presente)
  • Mark Day - chitarra (1980-1993, 2012-presente)
  • Paul Davis - tastiera (1980-1993, 2012-presente)
  • Rowetta Satchell - cori (1999-2001, 2012-presente)

Ex membriModifica

  • Paul "Wags" Wagstaff - chitarra (1999-2001)
  • Kavin Sandhu - chitarra (2004-2010)
  • Mikey Shine - basso (2004-2010)
  • Julie Gordon - cori (2004-2010)
  • Dave Parkinson - tastiera (2004-2005)
  • Jonn Dunn - chitarra (2004-2010)
  • Dan Broad - tastiera (2006-2010)

DiscografiaModifica

Album in studioModifica

Album dal vivoModifica

  • 1991 - Live
  • 2005 - Step On - Live in Barcelona
  • 2012 - Hallelujah It's The Happy Mondays

RaccolteModifica

  • 1993 - Double Easy - The US Singles
  • 1995 - Loads
  • 1999 - Greatest Hits
  • 2005 - The Platinum Collection
  • 2012 - Double Double Good: The Best of Happy Mondays

EPModifica

  • 1985 - Forty Five
  • 1989 - Madchester Rave On
  • 1989 - Hallelujah
  • 1990 - The Peel Sessions 1989
  • 1991 - The Peel Sessions 1991

NoteModifica

  1. ^ a b c d (EN) Happy Mondays, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 14 dicembre 2013.
  2. ^ a b c d e Happy Mondays - Pills 'N' Thrills And Bellyaches :: Le Pietre Miliari di OndaRock, su ondarock.it. URL consultato il 29 dicembre 2016.
  3. ^ a b c d e (EN) Paul du Noyer, The Illustrated Encyclopedia of Music, Ted Smart, 2003, p. 99.
  4. ^ a b c d Eddy Cilía, Enciclopedia Rock - '90 (quinto volume), Arcana, 2001, pp. 311-312.
  5. ^ a b (EN) Joel Whitburn, Rock Tracks, Record Research, 2002, p. 211.
  6. ^ a b (EN) Roni Sarig, The Secret History of Rock, Billboard, 1998, p. 109.
  7. ^ (EN) Happy Mondays confirm they are reforming with original line-up for new live dates, NME, 29 gennaio 2012. URL consultato il 14 dicembre 2013.
  8. ^ a b c d (EN) Steve Taylor, The A to X of Alternative Music, A&C Black, 2006, pp. 122-123.
  9. ^ Eddy Cilía, Federico Guglielmi, Rock 500 dischi fondamentali, Giunti, 2002, p. 109.
  10. ^ (EN) Sputnick Music: Happy mondays, su sputnikmusic.com. URL consultato il 29 dicembre 2016.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN147607071 · ISNI (EN0000 0001 0725 8125 · LCCN (ENn92031726
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