Harambaša

Harambaša[1] (in serbo: Харамбаша?) era il grado di comandante anziano di una banda di aiduchi (o hajduk, bande di briganti).[2][3]

EtimologiaModifica

Deriva dalla parola turca haramibaşı (capo bandito), dall'unione delle parole haram ("bandito") e baş, ("testa"), ed era adottato, come vari altri titoli turchi ottomani, nelle milizie irregolari dei ribelli montenegrini, serbi e croati (bimbaša, serdar, buljubaša).

In italiano è anche trascritto come arambassa, carambascià,[4] arambascià[5] e talvolta associato al grado di capitano.[6][7]

UtilizzoModifica

  • Hajduk montenegrini
  • Hajduk serbi
  • Frontiera militare: Serenaner, Pandur e altri.
  • Rivoluzione serba, la maggior parte dei comandanti supremi erano ex harambaša
  • Militari del Principato del Montenegro
  • Tradizione serbo-ortodossa di Čuvari Hristovog Groba ("Custodi della tomba di Cristo") a Vrlika, Croazia

Termini correlatiModifica

  • Harambašić, cognome serbo e croato
  • Ussaro, cavalleria leggera di origine ungherese in Europa, parola che significa "il migliore dei venti" o nell'etimologia slava "pirata"
  • Voivoda, amministratore civile e militare dei serbi nella monarchia asburgica
  • Korun Aramija, figura epica serba
  • Atamano, grado militare

NoteModifica

  1. ^ Carlo A. Parcic, Vocabolario Illirco-Italiano, Abelic, 1858, p. 134. URL consultato il 17 gennaio 2022.
  2. ^ Ernesto Monaci e Cesare De Lollis, Studi di filologia romanza, E. Loescher, 1904, p. 716. URL consultato il 17 gennaio 2022.
  3. ^ Stevka Šmitran, Gli Uscocchi: pirati, ribelli, guerrieri tra gli imperi ottomano e asburgico e la Repubblica di Venezia, Marsilio, 2008, p. 102, ISBN 978-88-317-9705-4. URL consultato il 17 gennaio 2022.
  4. ^ I Morlacchi nella letteratura europea, p. 86. URL consultato il 17 gennaio 2022.
  5. ^ Studia Romanica Et Anglica Zagrabiensia, Seminar za taljansku filologiju, 2001, p. 211. URL consultato il 17 gennaio 2022.
  6. ^ Annuario dalmatico, 1859, p. 12. URL consultato il 17 gennaio 2022.
  7. ^ (EN) Ludica: annali di storia e civiltà del gioco, Viella Libreria, 1997, p. 83. URL consultato il 17 gennaio 2022.