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Haseki Emetullah Râbia Gülnuş Valide Sultan

Haseki Emetullah Râbia Gülnuş Valide Sultan
Portrait of Rabia Gülnuş.jpg
Valide Sultan
In carica 6 febbraio 1695-6 novembre 1715
Predecessore Saliha Dilaşub Sultan
Successore Saliha Sultan
Nome completo Devletlu İsmetlu Emetullah Rabia Gülnûş Valide Sultan Aliyyetü'ş-şân Hazretleri
Nascita Retimo, 1642[1]
Morte Edirne, 6 novembre 1715
Sepoltura Istanbul
Luogo di sepoltura Yeni Cami
Consorte Mehmed IV
Religione greco-ortodosso poi islam

Haseki Emetullah Râbia Gülnuş Valide Sultan, (nome completo: Devletlu İsmetlu Emetullah Rabia Gülnûş Valide Sultan Aliyyetü'ş-şân Hazretleri) (Retimo, 1642Edirne, 6 novembre 1715), è stata la consorte di Mehmed IV e la Valide Sultan dei loro figli Mustafa II e Ahmed III[2][3].

BiografiaModifica

Rabia Gülnuş[4] nacque a Retimo, sull'Isola di Creta, quando l'isola era sotto il dominio veneziano; il suo nome era Evmania Voria ed era di etnia greca, figlia di un sacerdote greco-ortodossa. È stata catturata dagli ottomani durante l'invasione di Creta nel 1645.

Durante l'invasione dell'isola durante la guerra di Creta, venne catturata dall'esercito ottomano. Resa schiava, venne portata a Costantinopoli. È stata ribattezzata Mahpare (che significa "una fetta di luna") e ricevette un'educazione accuratamente turca e musulmana nell'harem del Palazzo Topkapı e ben presto attirò l'attenzione del sultano, Mehmed IV. Il sultano era famoso per le sue battute di caccia nei Balcani ed era solito sceglierla per accompagnarlo, in quanto preferita[5]. Ebbero quattro figli:

  • Hatice Sultan (1662-9 maggio 1743), sposò in primo nozze Mustafa Pasha e in secondo nozze Murali Enista Hasan Pasha;
  • Mustafa II (1664-1703);
  • Ahmed III (1673-1736);
  • Fatma Sultan (1681-6 dicembre 1700), sposò in primo nozze Xerxes Ibrahim Pasha Tirnakij e in secondo nozze Topal Yusuf Pascià.

La sua rivalità con Gülbeyaz, un'odalisca di Mehmed IV ha portato a una tragica fine. Mehmed IV era profondamente innamorato di lei, ma dopo l'arrivo di Gülbeyaz nell'harem, la sua attenzione andò su di lei. Gülnuş, innamorata del sultano, divenne follemente gelosa. Un giorno, mentre Gülbeyaz era seduta su una roccia e guardare il mare, Gülnuş la spinse giù dalla scogliera e l'annegò[6][7][8][9], o secondo altri ha ordinato lo strangolamento di Gülbeyaz nel Palazzo Kandilli. Alcuni autori sottolineano il fatto che Gülnuş fosse una persona spietata, sostenendo che avesse tentato di strangolare i fratelli del marito, Solimano II e Ahmed II, dopo la nascita del suo primogenito Mustafa, ma Turhan Hatice Sultan ostacolò questi tentati omicidi[10].

Valide SultanModifica

Divenne Valide Sultan nel 1695, quando suo figlio maggiore, Mustafa, è diventato il nuovo sultano. Quando Mustafa II è stato detronizzato nel 1703 la popolazione ha accusato Gülnuş, per la sua preferenza per Edirne su Costantinopoli come luogo di residenza.

Ha avuto qualche importanza politica. Nel 1703, le fu chiesto di confermare e approvare la successione di suo altro figlio, Ahmed III, al trono, ciò che ha fatto. E, così al suo ritorno da Edirne, andò a vivere al Palazzo Vecchio per un certo tempo. Ha visitato le sue figlie nei loro palazzi, ha preso parte al matrimonio di sua figlia Fatma Sultan al fianco di suo figlio, ha visitato la figlia Hatice Sultan in compagnia del sultano, dopo che lei aveva dato alla luce una figlia. Mustafa mantenne stretti contatti con la madre, l'ha onorata dimostrativamente ogni volta che c'era l'occasione.

Nel 1709, Carlo XII di Svezia si stabilì a Bender durante la sua guerra con la Russia, desiderando allearsi con il sultano contro la Russia. Il 9 febbraio 1711, l'impero dichiarò guerra contro la Russia, siccome il sultano era stato consigliato da sua madre.

MorteModifica

Morì il 6 novembre 1715 a Edirne. È sepolta in una tomba che è aperta al cielo, che si trova vicino alla moschea che ha lasciato in eredità ad essere costruita a Üsküdar nella parte asiatica di Istanbul, chiamata Yeni Cami.

NoteModifica

  1. ^ Verlag, K.G. Saur – Çıkar, Jutta R. M., Türkischer biographischer Index, Saur, 2004, p. 417, ISBN 3-598-34296-9.
    «Rabia Gülnus; Emetullah Rabia Gülnûş Sultan as wefl (c. 1642 (1052) - 6 November 1715)».
  2. ^ Sultan II. Mustafa Han, Republic of Turkey Ministry of Culture and Tourism. URL consultato il 6 febbraio 2009 (archiviato dall'url originale il 13 agosto 2014).
  3. ^ Sultan III. Ahmed Han, Republic of Turkey Ministry of Culture and Tourism. URL consultato il 6 febbraio 2009 (archiviato dall'url originale il 13 agosto 2014).
  4. ^ M. Orhan Bayrak, İstanbul'da gömülü meşhur adamlar: VIII. yüzyıl-1998, Mezarlıklar Vakfı, 1998, p. 178.
  5. ^ John Freely, Inside the Seraglio: private lives of the sultans in Istanbul, Penguin, 2000, p. 163.
  6. ^ Narodna biblioteka "Sv. sv. Kiril i Metodiĭ. Orientalski otdel, International Centre for Minority Studies and Intercultural Relations, Research Centre for Islamic History, Art, and Culture, Inventory of Ottoman Turkish documents about Waqf preserved in the Oriental Department at the St. St. Cyril and Methodius National Library: Registers, Volume 1 of Inventory of Ottoman Turkish Documents about Waqf Preserved in the Oriental Department at the St. St. Cyril and Methodius National Library, Rumen Kovachev, Narodna biblioteka "Sv. sv. Kiril i Metodiĭ, 2003.
  7. ^ FATEMA MERNISSI, Nasci num Harém, Leya, 2013, ISBN 978-989-23-2324-4.
  8. ^ Fatema Mernissi, The harem and the West, New storytellers, Giunti Editore, 2011, ISBN 978-88-09-76641-9.
  9. ^ Jennifer Harding, Emotions: a cultural studies reader, Routledge, 2009, ISBN 978-0-415-46930-2.
  10. ^ Necdet Sakaoğlu, Famous Ottoman women, Avea, 2007, p. 155.

BibliografiaModifica

  • Anthony E. Baker, The Bosphorus, Redhouse Press, 1993, p. 146, ISBN 975-413-062-0.

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