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Hauntology
Origini stilistiche Musica per sonorizzazioni, musica psichedelica, musica concreta
Origini culturali Anni 2000, Regno Unito
Strumenti tipici Computer,[1] campionatore,[1] sequencer[1]
Popolarità Scarsa
Generi correlati
Mash-up, pop ipnagogico, vaporwave
Categorie correlate

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Hauntology (parola macedonia inglese di "haunting" e "ontology", ovvero "fantasma"/"ossessione" e "ontologia") è un concetto coniato dal filosofo Jacques Derrida nel suo libro Spettri di Marx del 1993. Esso si riferisce alla situazione di disgiunzione temporale, storica e ontologica in cui la presenza apparente dell'essere è sostituita da una non-origine rinviata, rappresentata dalla figura del "fantasma come ciò che non è né presente, né assente, né morto".[2] Il concetto è derivato dal metodo decostruttivo di Derrida, in cui qualsiasi tentativo di localizzare l'origine dell'identità o della storia deve inevitabilmente trovarsi dipendente da un insieme di condizioni linguistiche sempre esistenti, rendendo così "inquietante lo stato come tale."[3]

Negli anni 2000, il concetto è stato ripreso dalla critica in riferimento ai paradossi trovati nella postmodernità, in particolare il persistente riciclaggio della retro-estetica e l'incapacità di sfuggire alle vecchie forme sociali.[3] Critici come Mark Fisher e Simon Reynolds hanno usato il termine per descrivere l'arte spaventata da questa disgiunzione temporale e che si traduce in una "nostalgia per il futuro perduto".[2]

Indice

Nella musicaModifica

Reynolds ha riutilizzato la parola hauntology per definire un genere musicale d'avanguardia nato negli anni duemila e che avrebbe lo scopo di rievocare un passato che "infesta" il presente. Questo stile, che fa uso di vecchie fonti sonore musicali distorte e messe in loop, si ispira alla psichedelia,[4] alla musica per sonorizzazioni,[5] alla musica concreta[1] e ai film di informazione pubblica.[1] Gli artisti hauntology sono britannici e includono i Boards of Canada, The Caretaker, The Focus Group e The Advisory Circle, mentre un'etichetta di riferimento per il genere è la Ghost Box.[6] All'infuori del Regno Unito, negli anni 2010, sono nate almeno due scene musicali strettamente correlate all'hauntology: il pop ipnagogico, nato negli USA da artisti contaminati dalla new age come James Ferraro,[7] e la cosiddetta psichedelia occulta italiana, scena molto sotterranea in qualche modo vicina al post-punk.[8][9]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e (EN) Autori vari, Folk Horror Revival: Field Studies - Second Edition, Lulu.com, 2018, p. 17.
  2. ^ a b (EN) Hauntology: A not-so-new critical manifestation, su theguardian.com. URL consultato il 6 settembre 2018.
  3. ^ a b (EN) The Metaphysics of Crackle: Afrofuturism and Hauntology, su dj.dancecult.net. URL consultato il 6 settembre 2018.
  4. ^ Dieci anni tra i fantasmi, su noisey.vice.com. URL consultato il 6 settembre 2018.
  5. ^ Scarfolk, città fantasma, su prismomag.com. URL consultato il 6 settembre 2018.
  6. ^ (EN) Musica Globalista: Simon Reynolds on undead hauntology, su wired.com. URL consultato il 6 settembre 2018.
  7. ^ (EN) Autori vari, William Basinski [drone & ambient musician]: Musician Snapshots, Stone Blue, 2015, capitolo 3: The Disintegration Loops, Hauntology, & Hipnagogic Pop.
  8. ^ NUOVA PSICHEDELIA ITALIANA: CINQUE DISCHI PER L’ESTATE, su xl.repubblica.it. URL consultato il 6 settembre 2018.
  9. ^ (EN) weirdness-from-italy Italian Occult Psychedelia, su louderthanwar.com. URL consultato il 6 settembre 2018.

BibliografiaModifica

  • Jacques Derrida, Spettri di Marx, Cortina, 1994.
  • Simon Reynolds, Retromania, Minimum Fax, 2017.
  • (EN) Mark Fischer, Ghosts of My Life: Writings on Depression, Hauntology and Lost Futures, Zero, 2014.
  • (EN) Katy Shaw, Hauntology: The Presence of the Past in Twenty-First Century English Literature, Springer, 2018.
  • (EN) Grafton Tanner, Babbling Corpse: Vaporwave And The Commodification Of Ghosts, John Hunt, 2016.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica