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Helen Walsh (Warrington, 1977) è una scrittrice e regista britannica.

BiografiaModifica

Nata a Warrington nel 1977 da madre infermiera malaysiana e padre autista e musicista irlandese[1], vive e lavora nella penisola di Wirral[2].

Trasferitasi a 16 anni a Barcellona ha lavorato come agente nel quartiere a luci rosse per pagarsi gli studi di lingue e due anni dopo è tornata in Inghilterra, a Liverpool, per assistere adolescenti socialmente esclusi[3].

Laureata all'Università di Liverpool, nel 2004 ha esordito nella narrativa con il romanzo di formazione Senza pudore[4], al quale hanno fatto seguito altre 3 opere[5].

Finalista nel 2005 al Betty Trask Award[6], nel 2009 ha vinto il Somerset Maugham Award con Once Upon a Time in England[7].

OpereModifica

RomanziModifica

  • Senza pudore (Brass, 2004), Torino, Einaudi, 2005 traduzione di Cristiana Mennella ISBN 88-06-17150-X.
  • Once Upon a Time in England (2008)
  • Go to Sleep (2011)
  • Il limoneto (The Lemon Grove), Torino, Einaudi, 2014 traduzione di Stefania Di Mella ISBN 978-88-06-22006-8.

FilmografiaModifica

  • The Violators (2016) (regia e sceneggiatura)

Premi e riconoscimentiModifica

  • Betty Trask Award: 2005 finalista con Senza pudore
  • Somerset Maugham Award: 2009 vincitrice con Once Upon a Time in England

NoteModifica

  1. ^ (EN) Colin McPherson, Helen Walsh: Young, gifted, bold as brass, su independent.co.uk, 7 marzo 2008. URL consultato il 29 agosto 2019.
  2. ^ (EN) Pagina dedicata all'autrice, su literature.britishcouncil.org. URL consultato il 29 agosto 2019.
  3. ^ (EN) Scheda della scrittrice, su fantasticfiction.com. URL consultato il 29 agosto 2019.
  4. ^ (EN) Profilo dell'autrice, su encyclopedia.com. URL consultato il 28 agosto 2019.
  5. ^ (EN) Biografia e bibliografia, su goodreads.com. URL consultato il 29 agosto 2019.
  6. ^ (EN) Albo d'oro, su my.christchurchcitylibraries.com. URL consultato il 29 agosto 2019.
  7. ^ (EN) Helen Walsh wins Somerset Maugham Award, su curtisbrown.co.uk, 22 giugno 2009. URL consultato il 29 agosto 2019.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN6064300 · ISNI (EN0000 0001 1872 5673 · LCCN (ENno2004061749 · GND (DE131375911 · BNF (FRcb16279200h (data) · WorldCat Identities (ENno2004-061749