Scrittrice

Il termine scrittrice è il femminile del termine "scrittore". Per molti secoli la cultura letteraria fu considerata un'esclusiva maschile con l'ammissione di rarissime eccezioni.[1] Nell'ambito degli studi letterari l'idea che il contributo delle scrittrici vada considerato come un genere autonomo si è ormai affermato tra i critici almeno dal XVIII secolo.[2] Ma sono state le stesse donne scrittrici a rintracciare la "tradizione femminile" nella letteratura. Mary Scott nel 1774 scrive il poemetto The Female Advocate.[3] Nel 1803, Mary Hays ha pubblicato Female Biography[4] un'opera in sei volumi sulle donne illustri di ogni epoca e paese. Nel XX secolo, Virginia Woolf con Una stanza tutta per sé del 1929 esplora la condizione femminile in rapporto alla produzione letteraria.

MedioevoModifica

 
Herrada di Landsberg

Nel Medioevo si ricordano per la poesia religiosa Rosvita di Gandersheim (sec. X), e Herrada di Landsberg,(sec. XII); per quella profana Maria di Francia, che compone dei lais (racconti in versi), e Beatrice de Dia. Da ricordare anche Trotula de Ruggiero della Scuola Medica Salernitana per alcuni trattati a lei attribuiti: De passionibus mulierum ante in et post partum, De ornatu mulierum e Practica secundum Trotam.

In ambito europeo, Cristina da Pizzano, nata a Venezia nel 1364 ma cresciuta e vissuta in Francia, è stata la prima scrittrice di professione e la prima storica laica.[5]

ItaliaModifica

Poetesse del Rinascimento e dell'ArcadiaModifica

Nel Quattrocento e nel Cinquecento c'è stato un fiorire di poetesse: Gaspara Stampa, Vittoria Colonna, Isabella di Morra, Veronica Franco, Veronica Gambara. Questa tradizione si interruppe nel seicento, per riprendere, poi nel settecento con l'alto numero di poetesse dell'Arcadia.

Poetesse dell'Arcadia[6]Modifica

FranciaModifica

 
Simone de Beauvoir Le deuxième sexe, 1949

In Francia il termine più usato a partire dal XVII secolo fu femme de lettres in concomitanza con il diffondersi dei salotti letterari luogo di incontro e di dibattiti tra gli intellettuali parigini, dove non era raro che la padrona di casa svolgesse un ruolo culturale, in prevalenza letterario.[13]

A cavallo del XVIII e XIX secolo, spicca la figura della scrittrice Madame de Staël che, con i suoi viaggi, le sue opere e le sue frequentazioni, influenzò la letteratura europea dell'epoca diffondendo lo spirito del romanticismo.[14]

La scrittura al femminile ebbe una svolta radicale con la pubblicazione de Le deuxième sexe (Il secondo sesso, 1949) di Simone de Beauvoir (1908-1986). La de Beauvoir, legata allo scrittore e filosofo Jean-Paul Sartre (1905-1980), era un'esistenzialista che, da questa prospettiva, indagava sulle cause della condizione di inferiorità in cui si trova la donna e sulle sue possibili vie di uscita.

Ciascun essere umano, nella sua propria individualità, è necessariamente «altro» (indicato convenzionalmente in minuscolo) rispetto a ogni (altro) individuo, ma in questa ovvia considerazione di alterità non vi è alcuna connotazione di valore, né indicazione di una condizione di subordinazione: l'«Altro» (maiuscolo), per la Beauvoir è invece l'essere connotato come irriducibilmente inferiore che, in quanto tale, va tenuto distinto e individuato con chiarezza in modo da essere collocato in un piano inferiore e separato. In questo contesto l'«Altro» è la donna, è l'appartenente a un sesso diverso da quello che ha connotato e connota di sé il mondo, è perciò «il secondo sesso», essendo naturalmente quello maschile il primo.

Regno UnitoModifica

SloveniaModifica

 
Luiza Pesjak, (1828 - 1898) Scrittrice slovena

In lingua slovena le prime scrittrici compaiono nel XIX secolo: Josipina Turnograjska (1833-1854) che nella sua breve vita scrisse 38 racconti oltre a diverse poesie; Pavlina Pajk (1854-1901) che scrisse novelle, racconti e sei romanzi; Luiza Pesjak (1828-1898) la cui opera si ricollega al romanzo femminile tedesco.

Pseudonimi maschiliModifica

Nonostante la non trascurabile presenza di scrittrici, uno stereotipo diffuso era che l'attività di scrivere fosse una prerogativa maschile, per questo nel secolo XIX era pratica diffusa tra alcune scrittrici l'usare pseudonimi maschili per pubblicare le loro opere (vedi il caso delle sorelle Brontë, di George Sand e di George Eliot o di Jane Austen).

Libri per ragazziModifica

La presenza delle donne nella letteratura per ragazzi è diventata di rilievo anche in epoche in cui scrivere libri era pressoché una prerogativa esclusivamente maschile. Un certo ritardo lo si è avuto invece in Italia, dove nell'intero Ottocento non si hanno figure di particolare importanza.

Scrittrici per ragazziModifica

Libri per ragazzi scritti da donneModifica

NoteModifica

  1. ^ Ne è segno l'uso di pseudonimi maschili soprattutto nel primo ottocento
  2. ^ In Inghilterra George Ballard (Memoirs of Several Ladies of Great Britain Who Have Been Celebrated for their Writing or Skill in the Learned Languages, Arts, and Sciences (1752) Memorie di parecchie signore di Gran Bretagna che sono state celebrate per le loro abilità di scrittura o nelle lingue ecc.) e John Duncombe (Feminiad, un catalogo delle donne scrittrici del 1754) danno un largo spazio alle scrittrici
  3. ^ (EN) Miss Mary SCOTT, The Female Advocate; a Poem Occasioned by Reading Mr. Duncombe's Feminead, 1774. URL consultato il 7 luglio 2020.
  4. ^ (EN) Mary Hays, Female Biography; Or Memoirs of Illustrious and Celebrated Women, of All Ages and Countries: Alphabetically Arranged, Richard Phillips, 1803. URL consultato il 7 luglio 2020.
  5. ^ Jean-Yves Tilliette, CRISTINA da Pizzano, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 31, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1985. URL consultato il 6 luglio 2020.
  6. ^ Per la determinazione delle corrispondenze tra nomi arcadici e nomi nomi secolari, si fa riferimento principalmente a Weller (1856), (1862) e a Lancetti (1836).
  7. ^ Ibid. pag. 17
  8. ^ Weller, 1977, cit. pag. 199
  9. ^ G.M. Crescimbeni, L'Istoria della volgar poesia, vol. VI, Venezia 1730, p. 365
  10. ^ Ibid. pag. 86
  11. ^ Vincenzo Lancetti, cit. pag. 368
  12. ^ Gaetano Melzi, Dizionario di opere anonime e pseudonime di scrittori italiani, Tip. Pirola, Milano 1848, p. 332.
  13. ^ Molière scrisse come parodia Les femmes savantes
  14. ^ Anne-Louise-Germaine Necker, baronessa di Staël-Holstein, su www.treccani.it. URL consultato il 6 luglio 2020.
  15. ^ (EN) Julia Kavanagh, English women of letters: biographical sketches, Tauchnitz, 1862. URL consultato il 10 luglio 2020.

BibliografiaModifica

  • Virginia Woolf, Une Chambre à soi (A Room of One's Own, 1929), traduit par Clara Malraux, 10/18, 2001
  • Arthur Schopenhauer, Essai sur les femmes, 1854
  • John Stuart Mill, La Sujétion des femmes, 1869
  • Laure Adler et Stefan Bollmann, Les Femmes qui écrivent vivent dangereusement, Paris, Flammarion, 2007. ISBN 978-2-08-011641-3
  • Camille Aubaude, Lire les femmes de lettres, Paris, Dunod, 1993.
  • Geneviève Brisac, La marche du cavalier, Paris, éditions de l'Olivier, 2002.
  • Angela Carter, The Sadeian Woman: An Exercise in Cultural History, Londres, Virago, 1979.
  • Hélène Cixous, Entre l'écriture, Paris, éditions des Femmes, 1986.
  • —, 'Le Rire de la méduse, L'Arc, Simone de Beauvoir et la lutte des femmes 61, 1975.
  • Colette Cosnier, Le Silence des filles: de l'aiguille à la plume, Fayard, 2001.
  • Béatrice Didier, L'Écriture-femme, Paris, PUF, 1981.
  • Xavière Gauthier, Surréalisme et sexualité, Paris, Gallimard, 1971.
  • Sandra M. Gilbert et Susan Gubar, The Madwoman in the Attic: The Woman Writer and the Nineteenth Century Imagination, New Haven, Yale University Press, 1979.
  • —, No Man's Land. The Place of the Woman Writer in the Twentieth Century, vol. 2, Sexchanges, New Haven et Londres, Yale University Press, 1989.
  • Claudine Hermann, Les Voleuses de langue, Paris, éditions des Femmes, 1976.
  • bell hooks, Talking Back, Boston, South End Press, 1989.
  • —, Yearning: Race, Gender and Cultural Politics, Londres, Turnabout, 1991.
  • Annie Le Brun, À distance, Paris, Pauvert/Carrère, 1984.
  • —, Vagit-prop, Lâchez tout et autres textes, Paris, Ramsay/Pauvert, 1990.
  • Nancy K. Miller, The Heroine's Text: Readings in the French and English Novel, 1722-1782, New York, Columbia University Press, 1980.
  • —, The Poetics of Gender, New York, Columbia University Press, 1986; 1987.
  • Christine Planté, La Petite Sœur de Balzac, essais sur la femme auteur, Paris, Seuil, 1989.
  • Joanna Russ, How to Suppress Women's Writing, Austin, University of Texas Press, 1983.
  • Liesel Schiffer, Femmes remarquables du XIXe siècle, Paris, Vuibert, 2008. ISBN 978-2-7117-4442-8
  • Elaine Showalter (dir.), The New Feminist Criticism: Essays on Women, Literature, and Theory, New York, Pantheon, 1985.
  • Gayatri Chakravorty Spivak, In Other Worlds: Essays in Cultural Politics , Londres, Methuen, 1987; Routledge, 2006.
  • Robyn R. Warhol & Diane Price Herndl (éd.), Feminisms, an Anthology of Literary Theory and Criticism, Houndmills (Basingstoke, Hampshire), Macmillan Press, 1997.
  • AAVV. Lo spazio della scrittura: Letterature comparate al femminile ISBN 88-7115-271-9

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Letteratura