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Avvertenza
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Herpes labiale
Herpes(PHIL 1573 lores).jpg
Herpes labiale a livello del labbro inferiore
Specialitàinfettivologia
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM054.9
ICD-10B00.1
MeSHD006560

La malattia infettiva denominata herpes labiale è causata prevalentemente dal virus Herpes simplex 1 (HSV-1) appartenente alla sottofamiglia degli Alphaherpesvirinae; in minor misura è sostenuto da Herpes simplex 2 (HSV-2), solitamente causa di herpes genitale.

TrasmissioneModifica

Viene contratto attraverso saliva, baci o in generale tramite contatto interumano durante la fase infettiva. Una volta che l'herpes ha infettato l'organismo rimane latente fino al momento di manifestarsi.

CauseModifica

Il virus dell'herpes labiale può manifestarsi a causa di diversi fattori scatenanti:

  • bruschi sbalzi di temperatura
  • esposizione prolungata e non controllata ai raggi solari (sia in estate sia in inverno)
  • attacchi febbrili, stati influenzali e parainfluenzali
  • periodi prolungati di forte stress
  • alimentazione scorretta
  • stato di gravidanza e improvvisi sbalzi ormonali

CronicizzazioneModifica

Si insedia a livello del nucleo del ganglio di Gasser del nervo trigemino, dove rimane in forma latente per poi subire riattivazioni in situazioni di leggera immunodepressione, soprattutto nel caso di stress, e dare un'ulcera fredda sul labbro.

Nei pazienti immunodeficienti e nei neonati può dare origine a una riattivazione centripeta e causare un'encefalite. Utilizza il recettore p75 dei neuroni per entrare nella cellula (lo stesso usato dal virus della rabbia).

Presentazione clinicaModifica

Si presenta come un'eruzione formata da numerose vescicole, seguita dalla formazione di croste. È dolorabile alla pressione. Durante la fase clinica le vescicole contengono il virus vivo e vi è dunque la possibilità di trasmissione.

LocalizzazioneModifica

Generalmente si situa a livello della giunzione del labbro e nella cute circostante.

PrognosiModifica

Dura normalmente una settimana. In caso di sovrainfezione può durare più a lungo.

TrattamentoModifica

La malattia è cronica e non sono state individuate cure definitive. Tuttavia la durata delle manifestazioni può essere ridotta da farmaci antivirali, anestetici e creme (come quelle all'ossido di zinco o al solfato di zinco) applicati tempestivamente sull'area cutanea interessata[1]. Tra gli antivirali sono efficaci l'ibacitabina, l'aciclovir[2] e il penciclovir, che può velocizzare la guarigione anche del 10%[3]. Il famciclovir e il valaciclovir, assunti per via orale possono risultare più efficaci con una somministrazione singola ad alte dosi, rispetto al trattamento tradizionale a basse dosi per 5-7 giorni[4].

La lisina è stata proposta per il trattamento sulla base di buoni risultati in vitro; tuttavia si è dimostrata inefficace nell'uomo[5]. Il virus dell'herpes labiale come altri virus incapsulati in una membrana lipidica risulta disattivato da alcoli grassi saturi a lunga catena oltre che dal BHT [6]. Di questi solo il docosanolo è stato approvato dalla Food and Drug Administration nel trattamento dell'herpes labiale dell'adulto immunocompetente, essendosi dimostrato di un'efficacia pari a quella degli antivirali topici.[7][8]. Visto il meccanismo di azione, presenta un rischio di farmacoresistenza nullo o minimo.[7].

L'uso di uno stimolatore elettrico trans-cutaneo TENS sui siti di lesione è stato suggerito per il trattamento dell'herpes labiale sia in associazione con i farmaci antivirali, sia in sostituzione[9][10].

PrevenzioneModifica

È possibile riconoscere, già 12-16 ore prima che il virus compaia in superficie, i primi sintomi: prurito, bruciore, irritazione e dei puntini doloranti nell'area cutanea interessata dall'infezione. Sarebbe bene, a questo punto, applicare tempestivamente i relativi farmaci prima che l'infezione stessa si sviluppi completamente e il virus si duplichi.

Se non si riesce a intervenire in tempo, si possono applicare creme a base di penciclovir per ridurre l'entità del sintomo.

NoteModifica

  1. ^ (EN) Opstelten, et al, Treatment and prevention of herpes labialis., in Can Fam Physician, vol. 54, nº 12, 2008, pp. 1683-7.
  2. ^ Raborn GW, Chan KS, Grace M, Treatment modalities and medication recommended by health care professionals for treating recurrent herpes labialis [collegamento interrotto], in J Am Dent Assoc, vol. 135, nº 1, gennaio 2004, pp. 48–54, PMID 14959874.
  3. ^ (EN) Harmenberg, et al, Prevention of ulcerative lesions by episodic treatment of recurrent herpes labialis: A literature review., in Acta Derm Venereol., vol. 90, nº 2, 2010, pp. 122-130.
  4. ^ (EN) Gilbert, Management and prevention of recurrent herpes labialis in immunocompetent patients, in Herpes, vol. 14, nº 3, 2007, pp. 56-61.
  5. ^ C Robb-Nicholson, Does lysine prevent cold sores?, su Harvard Health Newsletters, Harvard Women's Health Watch, 3 gennaio 2007. URL consultato il 31 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 16 luglio 2011).
  6. ^ Snipes W, Person S, Keller G, Taylor W, Keith A, Inactivation of lipid-containing viruses by long-chain alcohols, in Antimicrob Agents Chemother., vol. 11, nº 1, gennaio 1977, p. :98-104.
  7. ^ a b (EN) Treister, et al., Topical n-docosanol for management of recurrent herpes labialis., in Expert Opin Pharmacother, vol. 11, nº 5, 2010, pp. 853-60.
  8. ^ Katz DH, Marcelletti JF, Khalil MH, Pope LE, Katz LR., Antiviral activity of 1-docosanol, an inhibitor of lipid-enveloped viruses including herpes simplex., in Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America., vol. 88, nº 83, 1991, p. 10825-10829.
  9. ^ M. Kolšek, TENS - an alternative to antiviral drugs for acute herpes zoster treatment and postherpetic neuralgia prevention., in Swiss Med Wkly, vol. 141, 2012, pp. w13229, DOI:10.4414/smw.2011.13229, PMID 22250036.
  10. ^ RH. Dworkin, No alternative to antiviral drugs for acute herpes zoster., in Anesth Analg, vol. 89, nº 6, dicembre 1999, pp. 1585-6, PMID 10589658.

BibliografiaModifica

  • Harrison, Principi di medicina interna, Milano, McGraw-Hill, 2005.
  • Murray, Rosenthal, Microbiologia, Napoli, EdiSES, 2007.

Voci correlateModifica

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