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Copertina del romanzo collettivo del gruppo dei dieci Lo zar non è morto, 1929

I Dieci o Il gruppo dei Dieci è un collettivo di narratori italiani, attivo dal 1928, composto da scrittori futuristi e d'avanguardia, formato su iniziativa di Filippo Tommaso Marinetti.

AderentiModifica

Nascita e finalitàModifica

L'iniziativa di radunare un gruppo di autori desiderosi di promuovere valori patriottici fu presa, nel 1928, da Filippo Tommaso Marinetti attraverso Esotica, mensile di letteratura coloniale diretto da Mario Dei Gaslini: qui, il Marinetti propose di riunire «Dieci romanzieri italiani et fascisti» come «Gruppo d'azione per servire il Romanzo italiano in Italia ed all'estero». Secondo le parola di Marinetti, infatti, "soltanto alcuni scopi di patriottismo artistico (non raggiungibili in altro modo) hanno avvicinato e solidarizzato questi dieci scrittori italiani che appartengono alle più tipiche e opposte tendenze della letteratura contemporanea (futurismo, intimismo, ecc.)"[1]

Il Gruppo dei Dieci si dedicò a un esperimento di scrittura collettiva, il romanzo Lo zar non è morto (1929).

Il telegramma a MussoliniModifica

Come atto di nascita, il Gruppo inviò un telegramma a Benito Mussolini:

«Dieci romanzieri italiani et fascisti uniti da questa sera in Gruppo d'azione per servire il Romanzo italiano in Italia ed all'estero devotamente salutano il Duce meraviglioso augurando che dai romanzi dell'Era Fascista esca un giorno il poeta della nuova epopea come già dalla storia sparsa del martirio in camicia rossa uscì nella Marcia trionfale il creatore di una più grande Italia.»

(24 maggio 1928[2])

OpereModifica

  • I Dieci, Lo zar non è morto: grande romanzo d'avventure, Edizioni dei Dieci, Roma, Sapientia, 1929. Sironi Editore, 2005, ISBN 978-88-518-0054-3.

NoteModifica

  1. ^ Filippo Tommaso Marinetti, "Lo zar non è morto" dei Dieci, in Collaudi futuristi, Guida Editori, 1977, pp. 51-56, GGKEY:TWFLSECZHGU.
  2. ^ Telegramma del Gruppo dei Dieci a Benito Mussolini, datato 24 maggio 1928 e conservato presso l'Archivio Centrale dello Stato (Fondo S.P.D.C.O. 509.446).

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica