il Post

quotidiano online italiano
il Post
Logo
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità quotidiano
Genere stampa nazionale online
Formato sito web, blog
Fondatore Luca Sofri
Fondazione 19 aprile 2010[1]
Sede Milano
Direttore Luca Sofri
Sito web www.ilpost.it
 

il Post è un quotidiano online italiano, edito dal 2010 e diretto da Luca Sofri. La redazione è composta dai giornalisti Arianna Cavallo, Francesco Costa (vicedirettore), Emanuele Menietti, Giulia Balducci, Elena Zacchetti, Luca Misculin, Gianni Barlassina, Gabriele Gargantini oltre che da Luca Sofri e una serie di collaboratori.[2]

Parte della redazione al FLA di Pescara (2017)

Il modello di business si basa sugli inserzionisti, dato che la lettura del quotidiano è gratuita e non richiede iscrizione, e il quotidiano è sostenuto da una società di imprenditori. La raccolta pubblicitaria dal settembre 2016 è affidata a WebSystem24.[3] Gli utenti unici mensili medi nel 2016 sono stati circa 9 milioni (dati Google Analytics) .

Indice

Logo e nomeModifica

Il logo del progetto ha richiami grafici diretti alle testate degli storici quotidiani statunitensi, a cui il nome del progetto fa riferimento: post come il Washington Post[4] ma anche come i post dei blog, l'unità di misura della scrittura su internet.

La testata si è ispirata nell'approccio alla capacità di aggregazione e confezione di contenuti esistenti sfruttata in alcuni progetti americani come l'Huffington Post[5] e allo stile di testate online come Slate o The Daily Beast. Sofri ha presentato il progetto come «Un prodotto elitario per maggioranze: alla fine siamo sempre ai fatti e alle opinioni, anche se non c'è più separazione: i fatti insieme alle opinioni», e lo ha indicato innovatore perché «per metà aggregatore (altro termine equivoco), per metà editore di blog».[6]

Cenni storiciModifica

Aperto dal 19 aprile 2010, è stato ideato come un aggregatore dei migliori contenuti della stampa italiana e internazionale, selezionati e commentati dalla redazione, affiancati da contenuti originali prodotti dalla stessa redazione e da numerosi collaboratori, come Massimo Mantellini, Filippo Facci, Ivan Scalfarotto, Giuseppe Civati, Simona Siri, Antonio Dini. La testata ospita anche i blog di alcuni illustratori e vignettisti, tra cui Makkox che ha pubblicato a lungo vignette di attualità, Gipi o Stefano Tartarotti. Dal 2015 il Post ha un accordo di syndication e traduzione con il quotidiano americano Washington Post.

Nel 2010 il Post ha vinto la terza edizione del Premio Ischia Social Network per l'informazione online, assegnato nel corso del Premio Ischia Internazionale di Giornalismo.[7]

Secondo Alexa risulta essere tra i primi 200 siti web più visitati in Italia.[8] Secondo Audiweb a gennaio 2012 ha registrato un aumento dei visitatori giornalieri del 61 per cento rispetto al gennaio dell'anno precedente, uno dei tassi di crescita più alti in Italia tra i giornali online[9] e a novembre 2014 ha avuto 283 mila visitatori unici.[10]

Da maggio del 2012 è l'unico quotidiano italiano - online o cartaceo - a pubblicare ogni giorno le strisce a fumetti dei Peanuts e di Doonesbury.[11]

Nel maggio 2013, a seguito di una ricapitalizzazione a fronte delle perdite della società - rispettivamente di 360mila e di 480mila euro nel 2011 e 2012 - la presidenza del CdA è passata a Paolo Ainio, amministratore delegato di Banzai S.p.A., che detiene la maggioranza relativa del capitale. La notizia è stata pubblicata il 23 luglio da Italia Oggi in un breve articolo, nel quale si dava anche conto della nuova ripartizione delle quote societarie, come segue: Banzai 30,53%, Kme e View different Inc. circa 24% ciascuno, Giorgio Gori 10,9% e Sofri 8%.[12][13] Il giorno successivo Paolo Ainio ha scritto a Italia Oggi, giudicando "romanzata" la ricostruzione delle vicende societarie del Post fatta dalla testata, e precisando come in seguito all'avvenuto riassetto sia Banzai sia Sofri avessero aumentato le loro quote, passando rispettivamente al 24% e al 22%.

Il 2014 segna un anno di svolta per la crescita del Post, dopo il miglioramento progressivo e continuo degli anni precedenti. Con un incremento dei ricavi pubblicitari di oltre il 100% rispetto al 2013 (passando ai 776.540 euro rispetto ai 378.741 dell'anno precedente) e a una stabilizzazione dei costi di produzione (834.988 euro nel 2014 a fronte degli 846.770 del 2013) il Post chiude l'esercizio 2014 con un Ebitda in sostanziale pareggio, e chiuderà poi quello del 2015 in attivo.[14]

Politica dei commentiModifica

La testata dà ai propri lettori la possibilità di pubblicare commenti personali in calce agli articoli, attraverso utenze registrate sulla piattaforma Disqus. La possibilità riguarda gli articoli più strutturati, mentre fanno eccezione quelli relativi a notizie brevi o flash.

A tale proposito, la politica del sito ha subito notevoli cambiamenti nel tempo.[15][16] In principio, era prevista la sola post-moderazione[15], in cui ogni commento diventava subito visibile al pubblico e, solo in un secondo momento, poteva subire l'oscuramento temporaneo (in pendenza di giudizio di moderazione) o la rimozione definitiva qualora fosse ritenuto non conforme alle regole decise dal sito (tali interventi moderatori poteva avvenire in via autonoma o su segnalazione di altri utenti). Durante questo regime di post-moderazione si era andata aggregando e fidelizzando una vivace comunità di utenti commentatori, la cui attività si faceva notare per la qualità delle discussioni, divenute perfino un motivo di attrattiva per i fruitori del sito, proprio mentre altre testate andavano incontro a degenerazioni e derive nella qualità dei commenti on line,[17] Nel corso del 2016, una decisione editoriale imprimeva una netta svolta a tale politica iniziale, con il passaggio a un nuovo regime che prevedeva la pre-moderazione di ogni commento: tale scelta, facendo cadere l'istantaneità degli scambi tra utenti, tendeva a obliterare l'aspetto "comunitario" e la funzione di aggregazione sociale dei commenti (che, nel precedente regime, potevano muoversi anche non in rigida pertinenza rispetto ai temi trattati nell'articolo. con vette di notevole qualità raggiunte proprio grazie alla "vena social"[15]). Tale scelta editoriale ha determinato l'abbandono di una parte dei commentatori storici, che si è organizzata con un sito autonomo in cui fosse permessa la pubblicazione istantanea dei commenti agli articoli proposti dal Post (ma anche di altre testate, proposti di volta in volta dalla stessa comunità) senza interventi di pre-moderazione (in base a politiche di auto-moderazione volontaria degli utenti, con possibilità di intervento della post-moderazione).[17]

NoteModifica

  1. ^ Testata registrata presso il Tribunale di Milano il 28 settembre 2009.
  2. ^ il Post - Chi siamo, su ilpost.it. URL consultato il 26 novembre 2016.
  3. ^ La nuova concessionaria del Post, Il Post.it, 2 settembre 2016.
  4. ^ Nasce "Il Post", il giornale on-line di Luca Sofri, Varese News, 16 aprile 2010.
  5. ^ Nasce il Post, il giornale on line diretto da Luca Sofri, l'Unità, 16 aprile 2010. URL consultato il 7 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 10 dicembre 2014).
  6. ^ Luca Sofri, In questi Post, Il Post, 19 aprile 2010. URL consultato il 7 dicembre 2014.
  7. ^ Premio Ischia Social Network: vince il Post.it di Luca Sofri, su denaro.it. URL consultato il 12 gennaio 2012.
  8. ^ Statistiche su ilpost.it da Alexa, su alexa.com. URL consultato il 31 maggio 2015.
  9. ^ Audiweb, partenza fiacca a gennaio, ItaliaOggi, 2 marzo 2012.
  10. ^ Anna Momigliano, Cos’è il Post, spiegato bene, Rivista Studio, 27 febbraio 2015. URL consultato il 16 gennaio 2015.
  11. ^ "Non chiamarmi capo!", Il Post, 14 maggio 2012
  12. ^ Paolo Ainio (Banzai) presidente del Post al posto di Luca Sofri, Italia Oggi, 23 luglio 2013.
  13. ^ Ainio di Banzai presidente del Post di Sofri, Affaritaliani.it, 23 luglio 2013.
  14. ^ Il bilancio 2014 del Post, in pareggio, su Il Post. URL consultato il 15 gennaio 2016.
  15. ^ a b c Massimo Mantellini, Premoderati al Post, su manteblog, 24 settembre 2014.
  16. ^ La casa dei moderati, in il Post, 22 settembre 2014.
  17. ^ a b Dan Marinos, Il Post la deve smettere, su Libernazione, 20 maggio 2016.

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