Incontro dei fidanzati e partenza per il pellegrinaggio

dipinto di Vittore Carpaccio
Incontro dei fidanzati e partenza per il pellegrinaggio
Accademia - Incontro e partenza dei fidanzati - Vittore Carpaccio.jpg
AutoreVittore Carpaccio
Data1495
Tecnicatempera su tela
Dimensioni280×611 cm
UbicazioneGallerie dell'Accademia, Venezia

L'Incontro dei fidanzati e partenza per il pellegrinaggio è un telero (tempera su tela, 280x611 cm) di Vittore Carpaccio, firmato e datato 1495 e conservato nelle Gallerie dell'Accademia di Venezia. Si tratta del quinto episodio dipinto per le Storie di sant'Orsola, già nella Scuola di Sant'Orsola a Venezia, nonché del più vasto della serie.

DescrizioneModifica

La cristiana Orsola, figlia del re di Bretagna, accettò di sposare Ereo, principe pagano d'Inghilterra, a patto che il futuro sposo si convertisse e andasse con lei in pellegrinaggio a Roma. La scena mostra come, dopo le intermediazioni degli ambasciatori, i due si incontrino e inizino il pellegrinaggio verso la città di Roma, dove papa Ciriaco (personaggio leggendario) avrebbe convertito Ereo e incoronato la coppia.

 
Dettaglio: Antonio Loredan e un altro giovane

La scena è bipartita dal pennone, che si trova in posizione leggermente decentrata verso destra, ma che fa da asse di simmetria delle masse pittoriche, aperte al centro sull'apertura di una trafficata insenatura. La divisione ottenuta con questo stratagemma permette al pittore di contrapporre due tipi di paesaggi: a sinistra l'Inghilterra, patria di Ereo, con i suoi castelli e le sue rupi scoscese; a destra una fantastica città della Bretagna, patria di Orsola, con architetture in stile veneziano.

 
Dettaglio: l'imbarco
 
Dettaglio

Il telero condensa ben sei scene delle storie della santa. In primo piano un pontile di legno ospita numerosi personaggi, in larga parte veneziani, ben identificati nel loro status sociale. A sinistra in primo piano Ereo si congeda dal padre, inginocchiandosi davanti a lui, tra una folla di dignitari in cui sicuramente sono effigiati vari dignitari e confratelli veneziani. A sinistra del pennone ad esempio, seduto sul parapetto, spicca il bel ritratto del giovane con sulla manica l'impresa dei Fratelli Zardinieri (si legge la sigla F.[ratelli] Z.[ardinieri]), una delle compagnie della Calza, che sarebbe Antonio Loredan, il massimo finanziatore dell'opera.

Subito a destra del pennone, in rapida successione, si susseguono l'incontro dei due fidanzati e il commiato di Orsola dai genitori, all'estremità destra. Le storie proseguono in secondo piano, dove un lungo corteo sta attraversando una fondamenta per seguire l'imbarco per il pellegrinaggio su una scialuppa a dodici remi che li condurrà al vascello più indietro. A sinistra del pennone si vede lo stesso vascello che esce dal porto con le vele spiegate, su cui si legge la malaugurante scritta "Malo", presagio della tragica sorte dei pellegrini.

Tra i dettagli tratti dalla realtà spiccano le notazioni nei paesaggi, che rimandano a edifici reali, come le due torri dei cavalieri di Rodi e di San Marco di Candia, allusioni alle guerre nel Levante contro i Turchi, oppure gli edifici veneziani della città bretone, ispirati alle architetture che proprio in quegli anni coi fratelli Lombardo e con Mauro Codussi stavano rinnovando in senso moderno e rinascimentale la città lagunare. Più fiabesca è la metà "inglese", con un brulicante sistema di costruzioni difese da mura, torri e castelli. La grande nave inclinata sul fianco a sinistra dell'insenatura mostra una delle attività tipiche del porto veneziano, cioè la calafataggio per riparare le falle.

StileModifica

L'amplissima composizione è impostata in modo da far scorrere nel modo più naturale i vari momenti della storia, cadenzati con un ritmo ben ordito, che evita di affaticare troppo l'osservatore grazie a pause calcolate. La luce vibra liberamente su tutti i dettagli, generando quella particolare atmosfera in cui sembra che l'aria circoli liberamente. Straordinaria è la capacità di mantenere un'unità ambientale integra riuscendo al tempo stesso a concentrarsi nei più minuti particolari.

BibliografiaModifica

  • Francesco Valcanover, Vittore Carpaccio, in AA.VV., Pittori del Rinascimento, Scala, Firenze 2007. ISBN 888117099X

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