Incudine (anatomia)

Incudine
Gray917.png
Incudine di sinistra visto A) medialmente e B) anteriormente
Gray915.png
La tuba uditiva di Eustachio, sezionata lungo l'asse maggiore ed aperta. (L'incudine è visibile in alto a sinistra).
Anatomia del Gray(EN) Pagina 1044
SistemaSistema scheletrico
Localizzazione anatomicacavo del timpano
Ossa in contattoMartello, staffa
ArticolazioniArticolazione incudo-malleolare, articolazione incudo-stapediale
LegamentiLegamenti posteriore[1] e superiore dell'incudine
Sviluppo embriologicoPrimo arco branchiale[2]
Identificatori
MeSHIncus
A09.246.397.247.362
TAA15.3.02.038
FMA52752

L'incudine è un piccolo osso (circa 0,7 cm) pari e simmetrico contenuto all'interno dell'orecchio medio. Fa parte della catena degli ossicini dell'udito, frapponendosi tra il martello e la staffa e trasmettendo le vibrazioni prodotte dalle onde sonore a quest'ultima. Fu descritto per la prima volta da Alessandro Achillini. Presenta un corpo e due radici (dette anche rami, branche o, più genericamente, apofisi o processi)

AspettoModifica

CorpoModifica

Il corpo dell'incudine ha una forma cuboidale, essendo leggermente schiacciato in senso trasversale. La sua superficie anteriore mostra una faccetta articolare profonda concavo-convessa che va a costituire l'articolazione a sella con il martello (articolazione incudo-malleolare). Dal corpo si distaccano i due rami, pressoché ortogonalmente l'uno all'altro. Dal corpo si stacca il legamento superiore dell'incudine, che si porta al recesso epitimpanico.

Ramo breveModifica

Il processo più corto, superiore, ha una forma conica e si proietta indietro quasi orizzontalmente verso l'ingresso all'antro mastoideo (aditus ad antrum). Si attacca alla fossetta dell'incudine, nella porzione posteroinferiore del recesso epitimpanico, mediante il legamento posteriore dell'incudine.[1]

Ramo lungoModifica

Il processo più lungo, inferiore, decorre lungo il basso in maniera quasi verticale, posto parallelamente dietro al manico del martello e quindi, piegandosi medialmente, termina con un'estremità arrotondata, detta processo lenticolare, ricoperta di cartilagine. Mediante questa superficie si articola con la testa della staffa, a formare l'articolazione incudo-stapediale.

OssificazioneModifica

Embriologicamente l'incudine deriva dal primo arco faringeo, così come il resto delle ossa coinvolte nella masticazione (quali l'osso mascellare e la mandibola). La cartilagine di Meckel derivante da esso, posteriormente, va a formare l'abbozzo che, durante il quarto mese di gestazione verrà sostituito da tessuto osseo per ossificazione encondrale.

EvoluzioneModifica

L'incudine è presente esclusivamente nei mammiferi e deriva da un osso della mascella superiore presente nei rettili, detto osso quadrato.[senza fonte]

Ulteriori immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Secondo alcuni Autori, il legamento posteriore dell'incudine può essere suddiviso in una porzione laterale ed in una mediale. Cfr. Pasqualino A, Panattoni GL, 2002, pp.923-924
  2. ^ Immagini embriologiche - Università del North Carolina, su syllabus.med.unc.edu. URL consultato il 30-08-2012.

BibliografiaModifica

  • Henry Gray, Anatomy of the human body, 20ª ed., Philadelphia, Lea & Febiger, 1918, ISBN 1-58734-102-6 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2012).
  • Léo Testut, Octave Jacob, Trattato di anatomia topografica con applicazioni medico-chirurgiche, Volume primo. Testa - colonna vertebrale - collo - torace, UTET, 1933.
  • Susan Standring, Gray's Anatomy: The Anatomical Basis of Clinical Practice, 39ª ed., Churchill Livingston, 2004, ISBN 1-58734-102-6.
  • Arcangelo Pasqualino, Gian Luigi Panattoni, Capitolo 19. Osteologia, in Anatomia Umana. Citologia Istologia Embriologia Anatomia sistematica, Torino, UTET Scienze mediche, 2002, ISBN 978-88-02-08183-0.
  • Luigi Bucciante, Anatomia umana, Piccin, 1986, ISBN 978-88-299-1862-1.

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