Docente

figura professionale che insegna presso la scuola secondaria di secondo grado (superiori)
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Un docente (dal latino docēre, insegnare) o insegnante, è chi nella sua attività professionale ha il compito di insegnare una qualsiasi materia o argomento in strutture apposite come scuole e università.

Indice

Nel mondoModifica

ItaliaModifica

Il percorso di formazione necessario per insegnare nella scuola dell'obbligo può essere così generalmente riassunto:

  • Per insegnare nelle scuole materne ed elementari: laurea magistrale in scienze della formazione primaria (quinquennale, con tirocini a partire dal secondo anno di corso, a numero programmato con prova di accesso. Consente di conseguire l'abilitazione per la scuola primaria e dell'infanzia).
  • Per insegnare nelle scuole medie e superiori: laurea triennale + laurea magistrale (biennale), o laurea magistrale a ciclo unico (di durata almeno quinquennale).

Sulla base della legge 107/2015, iI conseguimento del titolo di dottore magistrale con l'acquisizione di almeno 24 cfu in materie antropo-psico-peda-didattiche è condizione indispensabile per poter accedere al concorso riservato ai docenti di scuola primaria e secondaria.

Il superamento del concorso permette di accedere al FIT, un triennio di tirocinio teorico-pratico retribuito, al termine del quale viene conseguito il diploma di specializzazione all'insegnamento e avviene, previo superamento di un esame finale, l'immissione in ruolo per la specifica classe di concorso.

Iter analogo è previsto per gli ITP (insegnanti tecnico pratici), a differenza del titolo di accesso. In questo caso per poter accedere al FIT basta essere in possesso di specifiche lauree triennali (con acquisizione dei 24 cfu didattici) coerenti con le classi di concorso di riferimento.

UniversitàModifica

Per insegnare nell'università italiana o in altre istituzioni superiori universitarie (come ad esempio le scuole superiori universitarie) è generalmente necessario (ma non obbligatorio) aver conseguito il terzo livello di studi universitari, ossia il dottorato di ricerca.

Il titolo di dottore di ricerca è dunque corsia preferenziale per il superamento di un concorso, bandito da singolo ateneo previo conseguimento di una idoneità scientifica nazionale prevista dalla legge 30 dicembre 2010 n. 240[1].

La carriera universitaria prevede tre step fondamentali per cui, di volta in volta, si concorre: ricercatore, professore associato e professore ordinario. Quest'ultimo costituisce il gradino più alto dell'attività di docenza.

Tuttavia, in alcuni casi è possibile esercitare attività di docenza nelle ipotesi previste dalla legge[2], come ad esempio per i lettori di lingua straniera, oppure la chiamata di studiosi di chiara fama[3].

Prestigio della professioneModifica

Un sondaggio pubblicato su Repubblica nel 2013 ha confermato l'insegnamento, sia scolastico che universitario, tra le professioni considerate più prestigiose dagli italiani, insieme alla professione medica, a quella in magistratura e alla dirigenza pubblica e privata[4].

NoteModifica

  1. ^ Art. 16 comma 1 legge 30 dicembre 2010 n. 340
  2. ^ Art. 1-bis decreto legge 10 novembre 2008, n. 180 convertito in legge 9 gennaio 2009, n. 1
  3. ^ La chiamata «per chiara fama» fu sottratta dal giugno 1935 alla competenza delle Facoltà ed affidata all'arbitrio ministeriale: ciò fu giudicata una vera e propria «truffa accademica», attraverso la quale «per sole benemerenze politiche, riuscirono a entrare nelle Università uomini che per i loro titoli scientifici avrebbero forse potuto aspirare a un buon posto di bidello»: Piero Calamandrei, Il Consiglio superiore e le nomine per chiara fama (La vertenza tra gli studiosi italiani e il Ministro dell'Istruzione Gonella). Discorso pronunciato alla Costituente, il 15 luglio 1947, in «Belfagor», I, 1947, 6, pp. 736 ss., in particolare p. 738.
  4. ^ Il prestigio sociale delle professioni (PNG), giovannacosenza.files.wordpress.com.

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