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Traiano: Æ Sesterzio[1]
TRAIANUS RIC II 461-84001016.jpg
IMP CAES NERVAE Traiano AUG GER DAC P M TR P COS V P P, testa laureata a destra con drappeggo su spalla; S P Q R OPTIMO PRINCIPI, l'Abundantia (o l'Annona) in piedi verso destra, pone la sua mano su un bambino alla sua destra mentre presenta un altro bambino a Traiano, seduto verso sinistra su una sedia curule, tiene uno scettro; ai lati la scritta S C, ALIM ITAL in esergo.
30 mm, 26.86 gr, 6 h, coniato nel 103 nella zecca di Roma.
Traiano: Aureo[2]
TRAIANUS RIC II 93-86000702.jpg
IMP Traiano AUG GER DAC P M TR P, testa laureata a destra con corazza e drappeggo su spalla; COS V P P S P Q R OPTIMO PRINCIPI, Traiano con la toga in piedi verso sinistra, tiene un rotolo nella sua mano sinistra, la mano destra è tesa verso un ragazzo ed una ragazza verso sinistra, i quali gli stanno di fronte, il ragazzo tende all'imperatore la sua mano sinistra, la ragazza entrambe le mani; ALIM ITAL in esergo.
18 mm, 7.18 gr, 6 h, coniato nel 111 nella zecca di Roma.

L'«Institutio Alimentaria» fu un provvedimento preso nel 103 dall'imperatore Traiano in favore dei bambini bisognosi dell'Italia romana.[3] L'imperatore, che passò alla storia come optimus princeps, prelevò dal suo patrimonio personale le somme necessarie a garantire un avvenire sereno a centinaia di bambini bisognosi, legittimi e illegittimi, soprattutto nelle campagne. Tracce storiche dell'avvenimento sono rimaste sull'Arco di Traiano di Benevento, dove è raffigurata la distribuzione di viveri ai bambini poveri per via dell' institutio; gli stessi episodi sono rappresentati nel Foro Romano. Traiano prelevò personalmente dei fondi dal suo patrimonio e li diede in prestito ai proprietari agricoltori dei vari municipi d'Italia, chiedendo un interesse del 5% per alimentare il fondo e garanzie sotto forma di ipoteche sui terreni. I soldi degli interessi vennero poi usati per comprare il cibo ai bambini bisognosi; garantendo un flusso continuo negli anni per dar loro un futuro.

Cenni storiciModifica

Per via delle guerre molti bambini soffrivano della fame e quindi l'imperatore decise di intervenire. Prima di allora erano già stati presi vari provvedimenti, ma di ordine generale e non specifici per l'infanzia.

Obligatio praediorumModifica

Traiano ricorse ad una operazione finanziaria conosciuta come obligatio praediorum. L'imperatore avrebbe sottratto denaro dal proprio patrimonio personale e, contro la garanzie di ipoteche immobiliari e ad un interesse del 5%, l'avrebbe dato in prestito agli agricoltori dei vari Municipi d'Italia, i quali dovevano a loro volta iscrivere scrupolosamente i loro fondi nei registri cittadini.

Quaestores alimentorumModifica

«L'institutio Alimentaria» poteva contare sui quaestores alimentorum, dipendenti a loro volta dal praefectus alimentorum.

Tavola di VelleiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Tabula alimentaria traianea.

Nella Tavola di Velleia si leggono due iscrizioni: quella del 49 a.C. contiene la Lex Rubria; la seconda, del tempo di Traiano, spiega la procedura del prestito imperiale. A fronte di una somma raccolta di 72.000 sesterzi, gli interessi, 3.600 sesterzi, vennero dati a 18 ragazzi e a una ragazza, tutti figli legittimi. Successivamente, la somma da dividere fu di 52.000 sesterzi e venne divisa fra 245 ragazzi e 34 ragazze, legittimi, più un maschio e una femmina, illegittimi.[4]

Arco di Traiano (Benevento)Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Arco di Traiano (Benevento).

L'arco di Traiano a Benevento mostra molti coloni che portano i loro figli davanti al tavolo, dove il «curator» distribuisce i doni. Si alcuni personaggi tornano indietro, mentre la personificazione della città di Benevento, insieme ad alte figure simboliche, osserva la scena.

NoteModifica

  1. ^ RIC Traianus, II 461; Banti 12.
  2. ^ RIC Traianus, II 93 var. (senza corazza); MIR 14, 345f; Strack 155; Calicó 984; BMCRE 380; BN 427.
  3. ^ RIC Traianus, II 461; Banti 12. RIC Traianus, II 93 var. (senza corazza); MIR 14, 345f; Strack 155; Calicó 984; BMCRE 380; BN 427.
  4. ^ CIL XI, 1147.

BibliografiaModifica

  • L'arte nel Sannio, Mario Rotili, Ente P.T. 1952, Benevento
  • Historia n.261, novembre 1979, grafica Cino del Duca (I bimbi più poveri sono miei figli,di Maria Zaniboni)

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica