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Per intesa restrittiva della libertà di concorrenza si intendono, secondo la legge italiana (art.2 legge 287/90), gli accordi e/o le pratiche concordanti tra imprenditori nonché le deliberazioni che hanno per oggetto e per effetto quello di falsare e restringere la concorrenza tra imprese.

Il concetto si applica anche a livello internazionale in base all'art. 81 n. 1 del Trattato istitutivo della CEE[1](ora art.101 TFUE[2]).

Indice

Definizione di intesaModifica

Perché venga ad esservi un'intesa è sufficiente vi sia un unico incontro, tra le imprese coinvolte, in cui vi sia stata presa la decisione di adottare un comportamento lesivo della concorrenza.[3]

VigilanzaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Autorità garante della concorrenza e del mercato e Commissario europeo per la Concorrenza.

In Italia, l'organo deputato alla vigilanza affinché non avvengano tali tipi di intese è l'Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Nell'Unione europea è stato costituito un commissario con poteri volti a tutelare la libera concorrenza nel mercato comunitario.

Concorrenza e pubblica amministrazioneModifica

La giurisprudenza italiana si è posta il problema se tale pratica, possa essere posta in essere da una pubblica amministrazione nel corso di aggiudicazione di appalto. La tesi prevalente è la non sussistenza di tali obblighi in quanto, qualsiasi pubblica amministrazione, durante la procedura d'appalto, rispetta criteri fissati da una norma di pari grado.[4]

Intese sanzionate nell'ordinamento italianoModifica

Nell'ordinamento italiano, a titolo esemplificativo, sono state oggetto di sanzione gli accordi presi da esercenti cinematografici volti ad ottenere un medesimo prezzo per l'ingresso nelle sale medesime.[5] L'Agcm ha chiesto di liberalizzare il servizio di soccorso stradale in autostrada, gestito dal 1964 dall'ACI, ipotizzando abuso di posizione dominante e intesa restrittiva

NoteModifica

  1. ^ Articoli 81 e 82 del Trattato istitutivo della Comunità Europea
  2. ^ (EN) EUR-Lex - 12012E/TXT - EN - EUR-Lex, su eur-lex.europa.eu. URL consultato il 3 marzo 2019.
  3. ^ Tratto da Guida al diritto del 20 giugno 2009, n. 25, pag. 104 - 106.
  4. ^ In tal senso si è pronunciato il Consiglio di Stato nella sentenza emessa il 18 ottobre 2002, n. 5714.
  5. ^ T.A.R. del Lazio, 25 settembre 2002, n. 8235, visionabile presso il sito istituzionale Archiviato il 13 dicembre 2009 in Internet Archive..

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica