Island Records

etichetta discografica anglo-giamaicana

La Island Records è un'etichetta discografica fondata nel 1959 da Chris Blackwell in Giamaica. Fu la casa discografica che lanciò il reggae a livello internazionale e divenne presto famosa per il successo di Bob Marley, che la fece diventare l'etichetta di riferimento per tale musica.

Island Records
Logo
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StatoGiamaica Giamaica
Fondazione1959 a Kingston
Fondata daChris Blackwell
Sede principaleLondra
GruppoThe Island Def Jam Music Group (1999-2014)
Universal Music Group (2014-presente)
SettoreMusicale
Sito webwww.islandrecords.com

StoriaModifica

Quando l'azienda fu fondata, la Giamaica faceva parte della Federazione delle Indie Occidentali britanniche. Nel 1962 il Paese guadagnò l'indipendenza e Blackwell spostò la Island nel Regno Unito, dove nel corso degli anni avrebbe mantenuto la sede più importante.[1]

Fra gli anni sessanta e gli anni ottanta pubblicò le prime incisioni degli U2, dei Traffic, di Robert Palmer, dei Jethro Tull. Dall'inizio degli anni '70 fu distribuita in Italia da Ricordi.

Nel 1990 fu acquistata dalla PolyGram, a sua volta assorbita nel 1998 dalla Universal Music Group. Negli anni novanta annoverava tra gli artisti prodotti anche The Cranberries, Melissa Etheridge e PJ Harvey. Quando nel 1999 l'etichetta divenne la capofila di altre etichette, si aggiunsero al suo parco artisti altre celebrità quali Bon Jovi, Lionel Richie e i Def Leppard.

Attualmente, l'etichetta è di proprietà della major Universal Music Group e negli USA ha operato come una divisione della Island Def Jam Music Group sino al 2014, anno in cui il gruppo è stato chiuso e le sue sussidiarie Island, Def Jam e Motown sono diventate dipendenti direttamente dalla Universal.

Island StudiosModifica

Grande prestigio ottennero gli Island Studios fondati da Blackwell nel 1969 in una chiesa sconsacrata di Notting Hill, a Londra, che era diventata un magazzino per le statue obsolete di Madame Tussauds.[2] Tra i maggiori musicisti della Island che incisero negli studi vi furono gli Iron Maiden, Bob Marley, Steve Winwood, i Free, i Bad Company, Robert Palmer, Jimmy Cliff, Nick Drake, i Fairport Convention, Amy Winehouse, John Martyn, i Mott the Hoople, i Roxy Music, Brian Eno, gli Sparks, Cat Stevens, gli Spooky Tooth, i Traffic e i Jethro Tull.

Molti furono anche gli artisti che incisero negli studi e non avevano un contratto con la Island, tra i quali i Clash,[3] gli Eagles, i Dire Straits, gli Emerson, Lake & Palmer, The Rolling Stones, i Genesis, gli Yes, i Led Zeppelin e Joan Armatrading.

Nel 1982 gli studi furono venduti da Blackwell a una società facente capo al musicista Trevor Horn e furono incorporati nella rete di studi discografici della SARM Studios. Nel corso degli anni, gli studi sono stati poi ridimensionati dai nuovi proprietari ma hanno continuato ad ospitare incisioni di artisti di fama internazionale.[2]

NoteModifica

  1. ^ Perrone, Pierre, Island: The record label that changed the world, su independent.co.uk, 1º maggio 2009. URL consultato il 18 agosto 2018.
  2. ^ a b (EN) Trevor Horn interview: ‘Computers haven't killed the recording studio yet’, su independent.co.uk
  3. ^ (EN) Bennett, John G, A Journey Through Whitechapel and Spitalfields (PDF), Nottingham, Five Leaves Publications, 2009, p. 45, ISBN 1905512546 (archiviato dall'url originale il 20 dicembre 2014).

Collegamenti esterniModifica

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