Genesis

gruppo musicale britannico
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Genesis
Gemesis Lamb Tour.jpg
I Genesis in concerto nel 1975. Da sinistra: Steve Hackett, Peter Gabriel, Mike Rutherford, Phil Collins, Tony Banks.
Paese d'origineRegno Unito Regno Unito
GenereRock progressivo
Pop rock
Periodo di attività musicale1967 – 1998
2006 – 2007
EtichettaCharisma
Virgin Europa
Atlantic Stati Uniti
Album pubblicati30
Studio15
Live6
Raccolte9
Logo ufficiale
Sito ufficiale

I Genesis (IPA: [ˈd͡ʒɛn.ə.sɪs]) sono stati un gruppo musicale rock britannico.

Approdati al mercato discografico nel 1968, nella prima metà degli anni settanta divennero fra i principali esponenti del rock progressivo britannico assieme a gruppi come King Crimson, Yes e Emerson, Lake & Palmer.[1] Negli anni ottanta e novanta raggiunsero il vertice della popolarità e del successo commerciale, anche grazie a produzioni più accessibili al grande pubblico.[2] Scioltisi di fatto nel 1999, si rinunirono nel 2006-2007 per un'ultima tournée mondiale, senza aver prodotto nuovo materiale in studio.

Tra i musicisti che in archi di tempo diversi militarono nelle file del gruppo, alcuni raggiunsero popolarità e successo commerciale anche come artisti solisti o in progetti paralleli: il cantante e cofondatore Peter Gabriel, che lasciò definitivamente il gruppo nel 1975; il batterista cantante Phil Collins, che sostituì Gabriel nel ruolo di frontman e, dal 1981 in poi, affiancò la propria carriera da solista a quella con i Genesis e il bassista/chitarrista Mike Rutherford – anch'egli cofondatore e, assieme al tastierista Tony Banks, elemento stabile lungo l'intera storia del gruppo – il quale ottenne vari successi di classifica anche come leader del complesso Mike + The Mechanics.

Nel Regno Unito, su quindici album in studio pubblicati in totale dai Genesis, undici consecutivi si classificarono nei primi dieci posti della Official Albums Chart e cinque di essi raggiunsero la prima posizione.[3] Negli Stati Uniti d'America, secondo la certificazione della RIAA, i lavori del gruppo (comprese raccolte e dischi dal vivo) hanno venduto nel complesso circa 21,5 milioni di copie, sei album hanno ottenuto almeno un disco di platino, e altri otto almeno un disco d'oro.[4] Nel 2010 la formazione fu inserita nella Rock and Roll Hall of Fame.[5]

Storia del gruppoModifica

1967-1970: dalle origini ai primi albumModifica

La CharterhouseModifica

 
La Charterhouse School

Il nucleo originario del gruppo si costituì nel 1967 a Godalming, nel Surrey, presso la Charterhouse School, collegio di un certo prestigio caratterizzato da sistemi educativi rigidi e tradizionali[6][7] e all'epoca frequentato esclusivamente da studenti maschi, per lo più di estrazione sociale medio-alta:[8] se da un lato tale ambiente austero e relativamente ostile indusse i futuri membri del gruppo a ricercare uno sfogo nella musica, l'alta formazione che l'istituzione scolastica vantava era destinata a influenzare almeno in parte la loro poetica e il loro stile, specie per quanto riguarda i primi lavori.[8]

Già dal 1966, in due diverse ali della scuola chiamate Lockites e Girdlestonites si erano formati due gruppi musicali: nella prima gli Anon, composti da Mike Rutherford (chitarra), Richard McPhail (voce) Rivers Jobe (basso) e Rob Tyrell (batteria), nella seconda i Garden Wall con Tony Banks (pianoforte), Peter Gabriel (voce) e Chris Stewart (batteria); quest'ultima sezione era frequentata anche da Anthony Phillips (chitarra), di un anno più giovane, il quale ebbe occasione di suonare in entrambe le formazioni.[9]

Dopo che McPhail e Tyrell ebbero lasciato il collegio, nel 1967 i due gruppi si fusero in uno solo, ancora senza nome, composto da Banks, Gabriel, Phillips, Rutherford e Stewart. I cinque registrarono in uno studio amatoriale a Chiswick[10] un demo di brani inediti tra cui She Is Beautiful, poi incluso nel primo album dei Genesis con un nuovo testo e il titolo The Serpent, nonché primo brano in assoluto scritto assieme da Banks e Gabriel.[11] Questi ultimi, anni dopo, raccontarono come in questa prima fase si considerassero più «una cooperativa di autori» che un vero e proprio gruppo[12] e che la loro idea fosse proporre brani ad altri artisti, piuttosto che inciderli a proprio nome.[13]

Jonathan King, la Decca e i primi singoliModifica

 
Jonathan King nel 1969

Proprio all'inizio del 1967 tornò in visita alla Charterhouse l'ex allievo Jonathan King, divenuto nel frattempo cantante – con all'attivo il singolo di successo Everyone's Gone to the Moon – e produttore artistico per la Decca Records tramite le edizioni musicali JonJo Music da lui fondate assieme a Ken Jones e Joe Roncoroni nel 1965.[14]

I membri del gruppo, troppo timidi per avvicinarlo direttamente, incaricarono un compagno di classe di consegnargli una copia del loro demo.[14] King, riconoscendo buone potenzialità in alcuni brani, decise di mettere i cinque sotto contratto; la loro minore età implicò la mediazione dei genitori e l'accordo fu così ridotto dai cinque anni inizialmente proposti a un solo anno con opzione di rinnovo, il che in seguito si sarebbe rivelato decisivo per il futuro del gruppo.[14] King ideò anche il nome Genesis, in quanto il gruppo rappresentava la "genesi" della sua nuova carriera e in ogni caso i diretti interessati non si erano accordati su un altro nome.[11]

Col finanziamento di King, il gruppo registrò presso i Regent Studios di Londra una prima serie di brani che però il produttore reputò di scarso potenziale commerciale.[15][16] Il rifiuto indusse gli autori ad avvicinarsi ai gusti musicali di King imitando lo stile di artisti dal lui prediletti, come i Bee Gees;[16] una nuova sessione di registrazione tenuta negli stessi studi a dicembre 1967 ebbe più fortuna e fruttò al gruppo i primi due 45 giri: The Silent Sun / That's Me fu pubblicato a febbraio 1968 e A Winter's Tale / One-Eyed Hound nel maggio seguente. Nessuno dei due singoli ottenne riscontri di vendite significativi, malgrado alcuni passaggi radiofonici quotidiani di The Silent Sun da parte del disc jockey Kenny Everett dell'emittente pirata Radio Caroline e un paio di recensioni positive sul Melody Maker (a cura di Chris Welch) e sul New Musical Express;[17] tali risultati tuttavia non scoraggiarono King il quale, subito dopo, propose ai Genesis di realizzare un intero album.[17]

From Genesis to RevelationModifica

Il produttore anzitutto chiese al gruppo di perfezionare la sezione ritmica, il che portò alla sostituzione di Chris Stewart con Jonathan Silver, batterista che Peter Gabriel aveva conosciuto in un college a Londra e che mise anche a disposizione la casa dei suoi genitori a Oxford per le prove.[18] Silver rimase nel gruppo fino al termine delle registrazioni, che si tennero nuovamente ai Regent in soli tre giorni, nell'agosto 1968, durante le vacanze dalla scuola.[19]

King, la cui tendenza al controllo totale sul lavoro scontentò non poco il gruppo, suggerì anche di dare all'album un filo conduttore ispirato alla Bibbia che andasse "dalla Genesi alla Rivelazione"[20] (benché soltanto tre brani contenessero riferimenti biblici nei testi) e a registrazioni ultimate aggiunse all'insaputa del gruppo arrangiamenti per archi e ottoni a cura di Arthur Greenslade e Lou Warburton che conferirono al prodotto finale un'atmosfera più leziosa e tradizionale rispetto alle intenzioni degli autori, i quali tuttavia erano allora troppo inesperti per tenergli testa.[21]

From Genesis to Revelation fu pubblicato dalla Decca nel marzo del 1969.[22]. A fronte di una disputa sul nome Genesis, utilizzato già da un gruppo folk psichedelico californiano che allora incideva per la Mercury,[23] King decise di far uscire il disco con in copertina il solo titolo, cioè indicando il nome del gruppo solo implicitamente. Ciò, unitamente alla copertina stessa, completamente nera e priva all'esterno dei titoli dei brani o della lista dei musicisti, fece sì - stando al racconto dello stesso King - che alcuni negozi collocassero l'album nelle sezioni di musica religiosa, inficiandone ulteriormente la visibilità.[24] Del disco, all'epoca, furono vendute circa 650 copie[25] e poco dopo la sua pubblicazione i rapporti fra King e i Genesis cessarono di fatto;[21] gli obblighi contrattuali tra le parti si esaurirono con l'uscita, il 27 giugno 1969, di un nuovo 45 giri tratto dall'album: Where the Sour Turns to Sweet / In Hiding.[26]

King mantenne i diritti di pubblicazione sull'album e in anni seguenti l'avrebbe ristampato più volte, spesso con titoli diversi e con l'aggiunta dei due singoli, sulla scia del successo ottenuto nel frattempo dai Genesis; questi ultimi, al contrario, in più occasioni furono unanimi nel giudicare a posteriori il materiale inciso per la Decca troppo acerbo e poco rappresentativo del loro stile.[7]

L'ingresso di John Mayhew e il "Christmas Cottage"Modifica

Jonathan Silver nel frattempo si era trasferito a New York per frequentare la Cornell University.[27] Alla luce dello scarso successo dell'album, anche gli altri lasciarono in sospeso i progetti musicali per alcuni mesi; nella seconda metà del 1969, tuttavia, decisero di provare a divenire musicisti professionisti e ripresero a comporre,[28] cercando intanto un batterista fra gli annunci del Melody Maker: a ottobre si unì al gruppo John Mayhew, di qualche anno più anziano e, a differenza degli altri, già con diversi concerti alle spalle.[29] Dall'ottobre 1969 all'aprile 1970 i cinque si ritirarono a vivere assieme a Wotton, località campestre vicino a Dorking nel Surrey, nel "Christmas Cottage" di proprietà dei genitori dell'ex compagno di scuola e di gruppo Richard McPhail, il quale svolse per loro anche il ruolo di cuoco, autista, fonico e tuttofare (in seguito sarebbe stato road manager del gruppo fino al 1973 e, nel 1978, tour manager di Peter Gabriel).[11] Grazie anche all'aiuto economico delle famiglie, i musicisti alternarono la composizione ai primi concerti occasionali nell'area di Londra:[30] tutti, a posteriori, concordarono nell'individuare il periodo in questione come il momento in cui i Genesis divennero un vero gruppo.[7] Il 28 ottobre 1969 i cinque tennero il primo concerto retribuito a Chobham, nel Surrey, a una festa privata presso amici di famiglia di Peter Gabriel: il loro compenso per la serata fu di 25 sterline.[31][32] La loro prima esibizione in assoluto di fronte a un pubblico pagante avvenne invece il 1º novembre, presso la Brunel University di Uxbridge.[33]

Il 9 gennaio 1970, presso gli studi televisivi della BBC a Shepherd's Bush, i Genesis registrarono quattro brani prodotti da Paul Samwell-Smith, ex bassista degli Yardbirds, e teoricamente destinati a un documentario televisivo, poi mai realizzato, su un pittore di nome Mick Jackson.[34] Il 22 febbraio, negli studi della BBC a Maida Vale, eseguirono dal vivo per il programma radiofonico Night Ride i brani Shepherd, Pacidy, Let Us Now Make Love, Stagnation e Looking for Someone: gli ultimi due, rielaborati, sarebbero finiti sul successivo album del gruppo, mentre il restante materiale tratto da entrambe le sessioni vide la luce ufficialmente solo molti anni dopo, nei cofanetti Genesis Archive 1967-75 (1998) e Genesis 1970-1975 (2007). Le registrazioni di gennaio in particolare rivelano che alcuni temi confluiti tempo dopo in brani pubblicati con un'altra formazione, come The Musical Box, The Fountain of Salmacis e Anyway, furono composti in questo periodo.[35]

La Charisma Records e TrespassModifica

 
Anthony Phillips, chitarrista dei Genesis dal 1967 al 1970

A marzo 1970 i Genesis, tramite il loro agente Marcus Bicknell, ottennero presso il Ronnie Scott's Jazz Club di Soho una scrittura settimanale che, salvo poche eccezioni, mantennero regolarmente sino a giugno.[36][37] Qui furono notati dal produttore della Charisma John Anthony, il quale a sua volta convinse il suo capo Tony Stratton-Smith a venire a sentirli nel locale londinese, situato a pochi passi da casa sua.[38] L'esibizione del gruppo alla presenza di Stratton-Smith, che anni dopo Peter Gabriel avrebbe ricordato per il fatto che «c'era più gente sul palco che tra il pubblico»,[7] divenne di fatto una sorta di provino: nell'arco di due settimane i cinque firmarono per la Charisma e ottennero un anticipo per la registrazione del loro secondo album, che ebbe luogo ai Trident Studios di Londra nel giugno 1970.[39] Trespass, prodotto dal gruppo assieme allo stesso John Anthony, sarebbe stato pubblicato il 23 ottobre.[40]

A registrazioni ultimate e dopo un ultimo concerto tenuto a Haywards Heath il 18 luglio 1970, Anthony Phillips decise di lasciare il gruppo per problemi di salute accompagnati da una crescente paura del palcoscenico.[39] L'abbandono del chitarrista, fino ad allora una delle forze trainanti dei Genesis anche dal punto di vista compositivo,[7] fu un colpo duro per i restanti componenti i quali si posero il dubbio se valesse la pena continuare senza di lui.[11] La decisione di proseguire portò con sé anche quella di sostituire John Mayhew con un batterista più propositivo dal punto di vista degli arrangiamenti.[7]

Phillips dal 1977 intraprese una prolifica carriera come solista incentrata esclusivamente su lavori in studio, gran parte dei quali interamente strumentali.[41]

Mayhew, dopo l'uscita dal gruppo, visse per un lungo periodo in Australia e Nuova Zelanda facendo perdere le proprie tracce[42] e dal 1982 abbandonò definitivamente il mondo della musica per dedicarsi al lavoro di scenografo;[43] fu solo al suo rientro nel Regno Unito all'inizio degli anni duemila che il management dei Genesis riuscì a mettersi in contatto con lui per pagargli le royalties di Trespass;[11] morì nel 2009 all'età di 62 anni.[44]

L'arrivo di Phil Collins e Steve HackettModifica

Ad agosto del 1970, il gruppo pubblicò un annuncio sul Melody Maker e incominciò le audizioni per batteristi e chitarristi presso la villa dei genitori di Gabriel a Chobham.[45] Il batterista Phil Collins si presentò al provino assieme a Ronnie Caryl, chitarrista del suo precedente gruppo Flaming Youth. Caryl faticò ad integrarsi perché poco incline a eseguire parti già scritte,[46] mentre Collins si rivelò subito la scelta ideale, sia dal punto di vista tecnico sia per la sua personalità diretta e gioviale che stemperava l'atmosfera spesso tesa all'interno del gruppo.[7]

Dopo una serie di prove al centro The Maltings di Farnham, i Genesis tornarono a esibirsi dal vivo dapprima come quartetto – salvo un paio di concerti con Caryl [47] – quindi per circa due mesi con Mick Barnard, già chitarrista del gruppo The Farm,[47] ma continuarono nel frattempo a cercare un elemento stabile. In dicembre, sempre tramite il Melody Maker, scoprirono Steve Hackett, proveniente dai Quiet World, il quale ascoltò Trespass su suggerimento di Peter Gabriel e, il 28 dicembre 1970, andò a vedere i Genesis al Lyceum Theatre di Londra traendo un'impressione positiva sia dalla loro esibizione che dalla risposta del pubblico.[45]

1971-1975: la prima formazione stabile e l'ascesaModifica

La nuova formazione comprendente Collins e Hackett tenne il primo concerto presso lo University College di Londra il 14 gennaio 1971.[48] Quasi in contemporanea, Stratton-Smith ideò una tournée nel Regno Unito che vedeva avvicendarsi sullo stesso palco tre gruppi della Charisma: Genesis, Lindisfarne e Van der Graaf Generator. Per le nove tappe, dal 24 gennaio al 13 febbraio, il promoter Tony Smith bloccò il prezzo del biglietto a sei scellini, ottenendo in breve tempo il tutto esaurito.[49]

Nel marzo 1971, grazie ai contatti fra la Charisma e Piero Kenroll, redattore della rivista belga Télémoustique cui Stratton-Smith aveva inviato una copia di Trespass, i Genesis varcarono per la prima volta i confini britannici per esibirsi in Belgio, alla maison des jeunes «Ferme V» di Woluwe-Saint-Lambert.[50]

Nursery CrymeModifica

L'attività concertistica del gruppo proseguì per tutta la prima metà del 1971, anche dopo un incidente avvenuto al Friars di Aylesbury il 19 giugno: durante il brano The Knife che chiudeva il concerto, Gabriel spiccò un balzo dal palcoscenico verso il pubblico ma cadde malamente, fratturandosi una caviglia; il cantante riuscì a onorare gli impegni seguenti esibendosi dapprima su una sedia a rotelle e poi appoggiato a una sorta di stampella improvvisata fatta con una scopa capovolta.[51] In seguito, con Gabriel ancora convalescente, i cinque si dedicarono alla composizione presso la Luxford House, una villa del XVI secolo a Crowborough nell'East Sussex affittata da Stratton-Smith,[52] quindi in agosto tornarono ai Trident per registrare il terzo album, di nuovo con John Anthony come coproduttore.[53]

Il 12 novembre 1971[54] venne pubblicato Nursery Cryme, nel quale lunghi brani come The Musical Box e The Fountain of Salmacis proseguono nello stile già inaugurato con Trespass e definiscono il suono del gruppo nella nuova formazione. Hackett e Collins in particolare vi contribuirono scrivendo assieme il brano For Absent Friends, cantato sul disco dallo stesso Collins, che si cimentava così per la prima volta come voce solista dei Genesis.[55]

Nel Regno Unito, malgrado un'entusiastica nota promozionale di Keith Emerson, approdato alla Charisma due anni prima con The Nice e già in attività con il trio Emerson, Lake & Palmer,[56] Nursery Cryme non costituì un grosso progresso commerciale rispetto a Trespass;[56] tuttavia, alla fine dell'anno l'album arrivò in testa alle classifiche in Belgio e, pochi mesi più tardi, al quarto posto in Italia.[56] Perciò nel marzo 1972 i Genesis tornarono in Belgio per un'esibizione dal vivo al programma televisivo Pop-Shop[50] e in aprile intrapresero la prima tournée italiana ricevendo un'accoglienza inaspettata per l'epoca e suonando in luoghi assai più capienti che in patria.[56] Durante le prove del concerto al Palazzo dello Sport di Reggio Emilia del 12 aprile 1972, prese forma il brano Watcher of the Skies, il cui testo fu poi scritto da Banks e Rutherford sulla terrazza di un albergo a Napoli.[57]

Foxtrot e Genesis LiveModifica

Nel primo semestre del 1972 i Genesis continuarono ad alternare un'intensa attività dal vivo e la composizione di un nuovo disco, che si svolse per buona parte presso la Una Billings School of Dance di Shepherd's Bush, a Londra.[58] Tra agosto e settembre, i cinque incominciarono le registrazioni agli Island Studios di Londra e, data la temporanea indisponibilità di John Anthony, passarono in rassegna un paio di produttori che però non entrarono in sintonia con il loro stile musicale. In particolare, la Charisma aveva suggerito Bob Potter per il lavoro svolto in precedenza coi Lindisfarne, allora gruppo di punta dell'etichetta; tuttavia quando Potter propose di tagliare integralmente l'introduzione strumentale del brano Watcher of the Skies, il gruppo si rifiutò di lavorare con lui[59] e infine scelse David Hitchcock: in realtà, a coprodurre di fatto parte del disco fu l'ingegnere del suono John Burns che il gruppo avrebbe poi confermato nel ruolo per ulteriori tre album.[60]

I primi travestimenti di Peter Gabriel

Fin dai primi concerti dei Genesis, la mera necessità tecnica di riempire sul palco i frequenti tempi morti nei quali i musicisti riaccordavano le loro chitarre a 12 corde (all'epoca anche Tony Banks eseguiva parti di chitarra) aveva indotto Peter Gabriel a inventare e raccontare storie fantasiose per intrattenere il pubblico.[7]
Dal 1972 in poi Gabriel incominciò gradualmente a sviluppare anche il lato visuale e teatrale delle sue esibizioni. Il 29 maggio, quando i Genesis si esibirono al Great Western Express Festival di Bardney nel Lincolnshire, Gabriel salì sul palco con la fronte rasata, gli occhi truccati di nero e un vistoso diadema attorno al collo: fu il primo di una lunga serie di espedienti che utilizzò per catturare meglio l'attenzione del pubblico.[61]
Il 28 settembre il gruppo suonò al National Stadium di Dublino: Gabriel, senza avvertire i suoi compagni prima del concerto, al termine della sezione centrale strumentale del brano The Musical Box rientrò in scena con indosso un vestito rosso di sua moglie e sul capo una maschera di volpe, tra lo stupore del pubblico e del gruppo stesso;[11] il travestimento richiamava la donna con testa di volpe disegnata sulla copertina dell'imminente album Foxtrot. Il 14 ottobre, sul Melody Maker comparve una pubblicità dell'album a pagina intera, con la foto di Gabriel nel suddetto costume:[62] da allora anche gli altri membri dei Genesis, inizialmente perplessi dalle stravaganze del cantante, intuirono che esse stavano dando un'immagine al gruppo.[7]

Foxtrot, pubblicato il 6 ottobre 1972,[63] segnò un primo significativo incremento di vendite rispetto ai primi due album incisi dal Genesis per la Charisma: dopo una settimana giunse al dodicesimo posto nella Official Albums Chart britannica e vi rimase per altre sette settimane fra i primi 100;[64] fu inoltre il primo album dei Genesis distribuito negli Stati Uniti, a cura della Buddah Records.[65] Anche per questo, il gruppo subito dopo si recò per la prima volta oltreoceano per due soli concerti, rispettivamente a Boston e a New York.[65]

Dal gennaio 1973 il gruppo riprese i concerti in Europa; in particolare, quello del 9 febbraio 1973 al Rainbow Theatre di Londra segnò il debutto di una serie di travestimenti di Gabriel, ispirati ai testi dei brani: un copricapo con ali di pipistrello in Watcher of the Skies, una maschera da vecchio nel finale di The Musical Box e, durante Supper's Ready, una maschera da fiore (Willow Farm) e una con forme geometriche (Apocalypse in 9/8). Inoltre, il direttore di produzione Adrian Selby ideò lunghi veli di stoffa bianca che dal soffitto pendevano fino a terra, nascondendo parte della strumentazione e risaltando alla luce di lampade ultraviolette assieme ai musicisti, anch'essi vestiti di bianco.[66]

Alcune foto del concerto al Rainbow, scattate dal giornalista italiano Armando Gallo e dal fotografo statunitense Bob Gruen,[67] divennero la copertina del primo album dal vivo del gruppo, Genesis Live, pubblicato nel luglio del 1973 e tratto da due concerti tenuti a febbraio a Manchester e a Leicester: l'album superò le vendite di Foxtrot e fu il primo dei Genesis a entrare fra i primi dieci posti della Official Albums Chart, piazzandosi al nono il 12 agosto.[68] I concerti legati a Foxtrot si conclusero tra marzo e aprile del 1973 con una seconda tournée in America del Nord, più lunga e meglio organizzata della precedente.[66]

Selling England by the PoundModifica

Tra maggio e luglio 1973, grazie anche all'uscita e al successo di Genesis Live, il gruppo poté prendersi una pausa dai concerti e dedicarsi alla composizione in tempi più diluiti del consueto.[7] La creazione del nuovo disco avvenne in buona parte in una casa di campagna a Chessington[7] e, in misura minore, nuovamente presso la Una Billings School of Dance a Londra.[7] In seguito, i Genesis tornarono agli Island Studios per registrare il loro quinto album.[69]

Selling England by the Pound fu pubblicato il 12 ottobre 1973[70] e raggiunse la terza posizione della classifica britannica, divenendo così il più venduto in assoluto del periodo con Gabriel.[71] L'unico singolo estratto dal disco, I Know What I Like (In Your Wardrobe), fu il primo del gruppo a entrare nella Official Singles Chart britannica.[3] Nel brano More Fool Me Phil Collins figura come voce solista per la seconda volta dopo For Absent Friends su Nursery Cryme. Il batterista interpretò il brano anche nei concerti legati all'album, accompagnato soltanto da Mike Rutherford alla chitarra a 12 corde.[72]

Il 1973 si concluse per i Genesis con un nuovo tour degli Stati Uniti che culminò nella prima apparizione dal vivo del gruppo sulla West Coast, con sei concerti in tre giorni al Roxy Theatre di Hollywood dal 17 al 20 dicembre che registrarono il tutto esaurito.[72]

Con l'arrivo del 1974, l'ex promoter Tony Smith divenne manager dei Genesis, ruolo che avrebbe conservato lungo tutto il resto della loro carriera, e si rese conto che erano economicamente in seria difficoltà poiché fino ad allora avevano accumulato con la casa discografica un debito di circa duecentomila sterline, che avrebbero colmato soltanto nel 1976.[73]

La promozione di Selling England by the Pound proseguì in Europa durante la prima metà del 1974; dal 3 al 6 febbraio il gruppo tornò in Italia, dove il nuovo album nel frattempo era arrivato ai primi posti in classifica, con quattro date che registrarono un'affluenza di pubblico mai raggiunta dal gruppo in Europa prima di allora.[74]

In questo periodo lo spettacolo dal vivo del gruppo raggiunse una sua prima completezza sia dal punto di vista musicale che visivo, grazie a nuovi travestimenti di Gabriel; un sondaggio indetto dalla rivista New Musical Express lo elesse il migliore spettacolo dell'anno, davanti a quelli di gruppi all'epoca molto più affermati come Yes, Emerson, Lake & Palmer, The Who e Pink Floyd.[72]

The Lamb Lies Down on Broadway e l'uscita di Gabriel dal gruppoModifica

Nella seconda metà del 1974 i Genesis si lanciarono nell'opera più ambiziosa della loro carriera: un concept album basato interamente su un'unica storia. Dopo aver scartato la proposta di Rutherford di ispirarsi al libro Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry,[7] il gruppo incominciò a lavorare su un racconto scritto da Peter Gabriel, dal titolo The Lamb Lies Down on Broadway. In luglio i cinque si ritirarono a comporre l'opera presso la Headley Grange, un ex albergo dei poveri situato nell'East Hampshire già noto per aver ospitato le registrazioni di due album dei Led Zeppelin,[75] e ben presto si resero conto di avere materiale sufficiente per un doppio album, che avrebbe anche consentito di sviluppare musicalmente in maniera più fluida il racconto.[76][77]

Nello stesso periodo, Peter Gabriel fu contattato dal regista statunitense William Friedkin, da poco affermatosi a livello internazionale con i film The French Connection e L'esorcista. Friedkin aveva visto i Genesis al Roxy di Los Angeles ed era rimasto positivamente colpito dalle storie che Gabriel raccontava tra un brano e l'altro, nonché da un suo racconto riportato sulla copertina di Genesis Live e propose perciò al cantante una collaborazione nella scrittura di sceneggiature.[78] Gli altri membri dei Genesis, tuttavia, temevano che l'impegno con Friedkin confliggesse con il loro lavoro, rallentandolo, e perciò posero Gabriel di fronte a un aut-aut. Il cantante scelse allora di lasciare il gruppo una prima volta, salvo poi ritornare sui suoi passi quando l'idea del regista si rivelò meno concreta del previsto.[79] La casa discografica e Tony Smith mediarono per ricucire lo strappo, ma la vicenda segnò comunque una prima frattura tra Gabriel e i suoi compagni.[76]

Il disco fu registrato tra l'agosto e l'ottobre 1974 al Glaspant Manor nel Carmarthenshire, in Galles, su attrezzatura mobile degli Island Studios e con John Burns per l'ultima volta in veste di coproduttore. Contemporaneamente, la difficile prima gravidanza della moglie di Gabriel riversò un ulteriore carico di stress sul cantante, che fu costretto a dividersi fra la famiglia e il gruppo e di conseguenza accumulò un grosso ritardo nella stesura dei testi, di cui si era fatto carico totalmente essendo la storia di sua ideazione.[7] Per tutto il periodo, Gabriel viaggiò avanti e indietro tra il Galles e Londra per assistere la moglie e la figlia appena nata: anche in tale frangente – sia a detta sua che, a posteriori, degli altri – il resto del gruppo non gli dimostrò grande comprensione.[7]

Durante i missaggi, che si svolsero alla sede londinese degli Island Studios, il gruppo chiese a Brian Eno che stava lavorando al piano di sopra di filtrare alcune tracce di voce e di chitarra attraverso un sintetizzatore EMS VCS3; in cambio del favore, Phil Collins suonò gratuitamente la batteria sul brano Mother Whale Eyeless del secondo album di Eno Taking Tiger Mountain (by Strategy).[7] Il contributo di Eno all'album dei Genesis fu accreditato in copertina con il termine Enossification.[80]

 
Peter Gabriel (al centro) travestito da "slipperman" durante il tour di The Lamb Lies Down on Broadway

The Lamb Lies Down on Broadway uscì il 18 novembre 1974, appena due giorni prima dell'inizio di una lunga tournée con la quale il gruppo lo presentò nella sua interezza, con l'ausilio di tre schermi per la proiezione di diapositive e nuovi effetti scenici. Lo spettacolo debuttò a Chicago; meno di una settimana dopo, a Cleveland, Gabriel annunciò al gruppo e a Tony Smith che a fine tournée avrebbe lasciato i Genesis, stavolta definitivamente.[81]

Il gruppo eseguì l'album dal vivo per centodue volte,[81] in altrettante date tra Nordamerica ed Europa. Gabriel sul palco interpretava il proprio alter ego Rael, il portoricano protagonista del suo racconto; unica variante al personaggio durante l'esecuzione integrale dell'opera era il costume che il cantante indossava durante il brano The Colony of Slippermen: un grottesco mostro ricoperto di bubboni e con testicoli gonfiabili. Il tour si concluse al Palais des Sports di Besançon il 22 maggio 1975.[24]

L'uscita di Gabriel dal gruppo fu tenuta segreta sino al 16 agosto, quando la notizia comparve in prima pagina sul Melody Maker;[82] sullo stesso giornale, il 6 settembre, il cantante spiegò personalmente le ragioni della propria scelta con una lettera scritta nel suo tipico stile ricco di metafore, paronomasie e giochi di parole.[83] Varie le motivazioni che egli addusse: anzitutto, a suo avviso, il successo finalmente raggiunto aveva irrigidito i ruoli all'interno del gruppo, rendendogli più difficile proporre le sue idee, come ad esempio la combinazione tra musica e immagini alla quale teneva molto; il cantante confessò inoltre di essersi accorto di avere «incominciato a guardare alle cose come il famoso Gabriel» e «a pensare in termini di affari [...] trattare dischi e pubblico come denaro me li stava allontanando»; infine, la sua esigenza di stare più vicino alla sua famiglia non si conciliava, per il momento, coi ritmi frenetici dello show business. Gabriel specificò anche che la separazione si era svolta senza alcuna ostilità fra lui e il resto del gruppo.[83]

Gabriel si ritirò a vita privata per circa due anni, frequentando per brevi periodi anche gruppi per lo sviluppo delle potenzialità mentali come il «Silva Mind Control» ideato da Josè Silva e i seminari EST di Werner Erhard.[11] A partire dal 1977 tornò sulle scene con una carriera solista di successo nella quale, fin dall'inizio, volle affrancarsi dall'immagine di "ex Genesis" e ricercare uno stile personale.[84]

1976-1978: da Collins frontman all'uscita di HackettModifica

Tra giugno e luglio del 1975, Steve Hackett fu il primo membro dei Genesis a registrare un album da solista avvalendosi, fra l'altro, della collaborazione di Collins e Rutherford: Voyage of the Acolyte fu pubblicato a ottobre.[85][86]

A Trick of the TailModifica

A settembre i Genesis si ritrovarono nuovamente per comporre, rimandando la scelta di un nuovo cantante a quando il materiale fosse pronto.[87] Seguirono decine di audizioni, anche dopo che il gruppo aveva interamente registrato le basi strumentali per il nuovo album ai Trident Studios, tra ottobre e novembre 1975, con la coproduzione di David Hentschel. Il compito di illustrare le parti vocali agli aspiranti spettò a Phil Collins, che nel gruppo aveva cantato da sempre sia in studio che in concerto, oltre ovviamente a interpretare da solo For Absent Friends e More Fool Me.[88]

 
Bill Bruford, ospite dei Genesis nel tour di A Trick of the Tail (1976)

All'avvicinarsi della scadenza per l'uscita del disco, il gruppo non aveva ancora scelto nessuno: fu allora che Collins decise di fare un tentativo di registrare tutte le voci. In modo inaspettato sia per il gruppo che per lui stesso, il batterista riuscì a superare la prova anche nei brani più difficili e il quartetto decise così che l'album era completo.[87] A Trick of the Tail uscì nel febbraio 1976 e in breve tempo si affermò sia nel Regno Unito – dove arrivò al terzo posto in classifica – sia all'estero, consentendo fra l'altro ai Genesis di pareggiare il proprio bilancio economico dopo sette anni di carriera e di smentire le previsioni di buona parte della stampa musicale che li aveva dati per finiti all'indomani della partenza di Peter Gabriel.[89]

Di fronte all'imminente ripresa dei concerti, i Genesis non avevano ancora accantonato l'idea di trovare un nuovo cantante, poiché davano per scontato che Collins avrebbe suonato la batteria e, malgrado egli fosse in grado di cantare da dietro i tamburi, concordavano che sul palco ci fosse bisogno di un frontman:[90] ben presto tuttavia Collins si convinse a lasciare la batteria e a guadagnare il centro del palco.[90] Fu egli stesso a contattare Bill Bruford, in precedenza batterista di Yes e King Crimson, per sostituirlo nei brani cantati; Collins avrebbe comunque continuato a eseguire le molte parti strumentali, quasi sempre duettando con lui.[87] La presenza di due batterie sul palco caratterizzò da allora tutte le tournée del gruppo sino al 1993 e l'ultima del 2007.

La nuova formazione provò dal 1° al 12 marzo 1976 presso l'ormai consueta Una Billings School of Dance di Londra quindi si trasferì a Dallas, nel Texas, per l'allestimento dello spettacolo dal vivo.[91] Il tour di A Trick of the Tail debuttò il 26 marzo 1976 a London, città canadese dell'Ontario.[87]

Malgrado l'inevitabile apprensione dei primi momenti, Collins si adattò presto al ruolo di frontman, grazie anche a esperienze per il teatro e la televisione maturate durante l'adolescenza, e rimpiazzò le variopinte e complesse esibizioni di Gabriel con uno stile personale, diretto e orientato al puro intrattenimento, senza ricorrere a travestimenti; il fatto che sia il pubblico che la stampa lo conoscessero già come parte del gruppo contribuì ulteriormente alla riuscita della sua prova.[92] Il tour proseguì negli Stati Uniti fino all'inizio di maggio, quindi tra giugno e luglio toccò l'Europa; da due concerti a Glasgow (8 e 9 luglio) e dal conclusivo del tour a Stafford (10 luglio)[93] fu tratto il film Genesis: In Concert, diretto da Tony Maylam.[94]

Bill Bruford concluse la sua breve esperienza con i Genesis al termine della tournée.[95]

Wind & Wuthering e Seconds OutModifica

 
Steve Hackett, chitarrista dei Genesis dal 1970 al 1977

Nel settembre del 1976 i Genesis si ritirarono per tre settimane a registrare ai Relight Studios di Hilvarenbeek, nei Paesi Bassi. La scelta di incidere un album all'estero per la prima volta nella loro carriera fu dettata, secondo il racconto di Mike Rutherford, da ragioni fiscali.[96]

La preparazione del disco fu segnata da frizioni fra Steve Hackett e il resto del gruppo, causate – secondo il chitarrista – dall'indisponibilità degli altri a lavorare su alcune sue composizioni, come ad esempio il brano Please Don't Touch, che Hackett avrebbe finito per includere, due anni più tardi, nell'omonimo album come solista.[97] L'ottavo lavoro in studio del gruppo, Wind & Wuthering, fu pubblicato a dicembre 1976.

Per le tournée legate all'album, che partirono a gennaio 1977, i Genesis reclutarono il batterista statunitense Chester Thompson il quale – eccetto una pausa nel 1997-98 – avrebbe mantenuto il ruolo sino all'ultimo tour del 2007. Da quattro concerti tenuti a Parigi nel giugno del 1977 (tranne il brano The Cinema Show, registrato l'anno prima con Bill Bruford)[98] il gruppo avrebbe tratto il doppio album dal vivo Seconds Out, pubblicato in ottobre.

Nel frattempo, il 20 maggio 1977 uscì l'EP Spot the Pigeon contenente tre brani scartati da Wind & Wuthering; il brano Inside and Out in particolare avrebbe rappresentato l'ultimo contributo in studio di Steve Hackett nei Genesis, sia come chitarrista che come autore. Durante i missaggi di Seconds Out Hackett decise infatti di lasciare il gruppo, che egli avvertiva ormai come un ostacolo alla sua creatività.[99] Banks, Collins e Rutherford decisero in seguito di non rimpiazzarlo e di proseguire come trio, almeno in studio: Rutherford da allora in poi si caricò delle parti sia di basso che di chitarra.[100] La formazione a tre era destinata a rimanere invariata sino al 1996.[101]

Hackett proseguì in una lunga carriera come solista e, a partire dagli anni novanta, tornò ad affiancare al proprio repertorio vari brani da lui originariamente incisi con i Genesis, dedicando loro anche due album in studio intitolati Genesis Revisited (1996) e Genesis Revisited II (2012), registrati con la partecipazione di ospiti come Bill Bruford, Chester Thompson, John Wetton, Jakko Jakszyk e Steven Wilson.[102]

...And Then There Were Three...Modifica

All'inizio del 1978, il gruppo tornò ai Relight Studios per incidere l'album ...And Then There Were Three..., che fu pubblicato a marzo. Dall'album furono tratti tre singoli, il primo dei quali, Follow You Follow Me, rappresentò per il gruppo il primo successo negli Stati Uniti d'America, spingendosi fino alla 23ª posizione della Billboard Hot 100 il 24 giugno 1978,[103] dopo aver raggiunto in patria la settima posizione nella Official Singles Chart il 9 aprile.[104]

I tour legati all'album furono i più imponenti intrapresi fino ad allora dai Genesis: oltre a esibirsi di fronte a 100 000 persone al festival di Knebworth a giugno, e a totalizzarne 120 000 alla Fête de l'Humanité in Francia a settembre, a fine anno suonarono per la prima volta in Giappone.[105] In queste tournée, fece la sua prima apparizione al loro fianco il chitarrista statunitense Daryl Stuermer, anch'egli come Chester Thompson destinato a divenire elemento stabile nei concerti dei Genesis e in seguito collaboratore fisso di Phil Collins come solista, sia in studio che dal vivo.[106]

Subito dopo i tour, nel dicembre 1978, Collins raggiunse la moglie e il figlio a Vancouver in Canada[107] nel tentativo di salvare il suo primo matrimonio e comunicò ai suoi due colleghi che sarebbe rimasto nei Genesis solo se il gruppo avesse trovato il modo di proseguire malgrado la distanza.[90] I tre si presero quindi una pausa durante la quale Banks e Rutherford lavorarono ai rispettivi primi lavori solisti: A Curious Feeling di Banks vide la luce a ottobre 1979 e Smallcreep's Day di Rutherford nel febbraio 1980. A metà del 1979 Collins, dopo la separazione definitiva dalla moglie, rientrò nel Regno Unito e a settembre i Genesis si ritrovarono nella sua casa a Guildford, nel Surrey, per comporre un nuovo album[105] che registrarono poi a fine anno a Stoccolma, presso i Polar Studios di proprietà degli ABBA, per l'ultima volta con la coproduzione di David Hentschel.[108]

Anni ottantaModifica

DukeModifica

 
Da sinistra: Daryl Stuermer, Chester Thompson e Mike Rutherford durante un concerto dei Genesis a Liverpool nel 1980.

L'8 marzo 1980 uscì Duke: accanto a sei brani composti dai singoli membri nel 1979 (Collins su quest'album esordì come unico autore nei due brani Misunderstanding e Please Don't Ask), il disco contiene in apertura tre brani uniti fra loro (Behind the Lines, Duchess e Guide Vocal) e un lungo finale in gran parte strumentale (Duke's Travels e Duke's End), che il gruppo nelle prove a Guildford aveva concepito come una lunga suite, salvo poi abbandonare l'idea in favore di una maggiore coesione dell'intero album.[109]

Duke fu il primo disco dei Genesis a raggiungere la prima posizione nella Official Albums Chart, il 5 aprile 1980; Il singolo Turn It On Again tratto dall'album rimase otto settimane nelle classifiche spingendosi fino all'ottavo posto;[110] il gruppo avrebbe inserito il brano regolarmente nella scaletta di tutti i concerti dal 1980 al 2007, oltre a rispolverarne il titolo negli anni seguenti per una compilation e un tour.[111] All'album seguì una tournée nella quale il gruppo predilesse locali e teatri di dimensioni ridotte rispetto alle grandi arene e agli stadi del 1978.[90]

A febbraio del 1981 anche Phil Collins pubblicò il suo primo album come solista, Face Value, contenente brani scritti nel 1979 durante la pausa dai Genesis. L'album, trainato dal singolo In the Air Tonight, segnò l'inizio di una fortunata carriera che il batterista/cantante avrebbe alternato a quella con il gruppo fino al 1996, contribuendo indirettamente con il proprio successo anche alla definitiva affermazione dei Genesis a livello internazionale.[112]

Abacab e Three Sides LiveModifica

Poco dopo la fine del tour del 1980 i Genesis acquistarono Fisher Lane Farm, una cascina rurale situata a Chiddingfold nel Surrey, che convertirono dapprima in sala prove quindi in studio di registrazione, nel quale da allora in avanti sarebbero stati prodotti tutti gli album del gruppo e gran parte dei lavori dei tre come solisti.[113] Nel marzo 1981, con lo studio ancora in fase di completamento, il trio incominciò le prove per un nuovo disco, che registrò poi a luglio con l'assistenza di Hugh Padgham, già ingegnere del suono su Face Value di Collins[114] e sul terzo album di Peter Gabriel, in un paio di tracce del quale Collins aveva suonato la batteria.[115]

Il 14 settembre 1981 il gruppo pubblicò l'undicesimo album Abacab, caratterizzato dalla ricerca di sonorità più accessibili rispetto ai lavori precedenti e più in generale dalla dichiarata volontà di creare una netta discontinuità con il passato, a partire dalla produzione fino alla copertina stessa.[90] Le sessioni di registrazione videro la partecipazione in due brani della sezione fiati degli Earth, Wind & Fire, i Phenix Horns, già impiegata da Collins su Face Value: in particolare il brano No Reply at All incluso nell'album divenne il primo caso in cui musicisti esterni figurarono su un disco in studio dei Genesis.[116]

Il 21 maggio 1982 uscì, solo nel Regno Unito, l'EP 3×3 contenente tre brani inediti provenienti dalle sessioni di registrazione di Abacab tra cui Paperlate, l'altro brano realizzato con i Phenix Horns. L'EP raggiunse la decima posizione della Official Singles Chart il 22 maggio 1982.[117]

Il 4 giugno 1982 fu pubblicato il terzo album dal vivo del gruppo, Three Sides Live. Come da titolo, l'album presenta tre facciate registrate dal vivo durante le tournée del 1981 e la quarta contenente i brani dell'EP precedente più altri due risalenti alle registrazioni di Duke e già editi su 45 giri; nella sola edizione distribuita nel Regno Unito, invece, sulla quarta facciata furono inclusi altri brani dal vivo registrati durante precedenti tour del 1976, 1978 e 1980.[118]

La reunion di Milton KeynesModifica

Il 2 ottobre 1982, Peter Gabriel tornò a esibirsi con i Genesis per un solo concerto al National Bowl di Milton Keynes. L'evento, intitolato Six of the Best, fu organizzato dal gruppo assieme a Tony Smith, manager sia dei Genesis che di Gabriel, per aiutare il cantante a colmare un ingente passivo finanziario causato dalla prima edizione del WOMAD Festival da lui organizzata a luglio.[24] Steve Hackett, che si trovava allora in Sud America e pertanto non aveva potuto assicurare la propria partecipazione, riuscì all'ultimo minuto a prendere un volo per Londra e arrivò appena in tempo per raggiungere gli ex compagni sul palco a fine concerto ed eseguire con loro i brani I Know What I Like (In Your Wardrobe) e The Knife.[119]

Tra il 1982 e il 1983 i tre membri dei Genesis lavorarono ai rispettivi album come solisti: il 7 settembre 1982 uscì Acting Very Strange di Rutherford, il 1º novembre 1982 fu la volta di Hello, I Must Be Going! di Collins e, nel giugno 1983 Banks pubblicò The Fugitive.

Genesis (1983)Modifica

Nel 1983 il gruppo si riunì alla Farm per comporre un nuovo disco, partendo da zero e basandosi interamente su improvvisazioni poi rifinite e strutturate in un secondo momento.[120] Il dodicesimo album in studio, intitolato semplicemente Genesis, fu pubblicato il 3 ottobre. Quattro singoli tratti dall'album, Mama, That's All, Home by the Sea e Illegal Alien, furono accompagnati da altrettanti videoclip; l'anno seguente uscì come ulteriore singolo Taking It All Too Hard. La tournée mondiale con cui i Genesis promossero l'album, partì il 6 novembre 1983 da Normal, in Illinois, e terminò il 29 febbraio 1984 a Birmingham, dove il concerto fu filmato e in seguito pubblicato in formato home video con il titolo Genesis Live - The Mama Tour.[121]

I due anni seguenti videro i tre di nuovo impegnati nelle rispettive carriere soliste: a gennaio 1985 fu pubblicato No Jacket Required di Collins; Rutherford fondò il gruppo Mike + The Mechanics il cui album omonimo di debutto uscì nell'ottobre del 1985; Banks infine raccolse alcune colonne sonore da lui scritte nell'album Soundtracks, pubblicato nel giugno del 1986.

Invisible TouchModifica

All'inizio del 1985 Collins smentì pubblicamente le voci di uno scioglimento dei Genesis, annunciando di avere già in programma con loro la registrazione di un disco per la fine dell'anno e una tournée a seguire.[122] Il gruppo lavorò al nuovo album tra l'ottobre 1985 e il febbraio 1986.[123]

Il 9 giugno 1986 uscì l'album Invisible Touch contenente cinque singoli: Invisible Touch, Tonight, Tonight, Tonight, Land of Confusion, In Too Deep e Throwing It All Away, dai quali furono tratti videoclip promozionali, poi raccolti assieme al brano Anything She Does in un home video dal titolo Visible Touch. Le rimanenti due tracce dell'album, il lungo brano Domino e lo strumentale The Brazilian, richiamano alla memoria lo stile dei primi album rivisitato con sonorità tipiche degli anni ottanta.[124] L'album segnò l'apice commerciale dei Genesis, divenendo in seguito anche il più venduto in assoluto del gruppo negli Stati Uniti, con sei dischi di platino.[4]

Nel 1987 si svolse il tour mondiale legato a Invisible Touch. I quattro concerti finali, tenuti dal gruppo allo stadio di Wembley a Londra dal 1º al 4 luglio, registrarono il tutto esaurito con un'affluenza complessiva di circa 300.000 spettatori e Tony Banks li indicò in seguito come la vetta assoluta del successo dei Genesis;[125] da uno di essi la Virgin trasse il VHS Invisible Touch Tour (1988), in seguito edito anche in DVD con il titolo Live at Wembley Stadium (2003).

Seguì una pausa di circa quattro anni, durante la quale Rutherford fu nuovamente impegnato con Mike + The Mechanics, Collins stabilì il proprio record personale di vendite con ...But Seriously (1989) e Banks pubblicò i due album Bankstatement (1989) e Still (1991). L'unica apparizione dal vivo dei Genesis in questo periodo avvenne a un evento benefico, organizzato in favore del Nordoff-Robbins Music Therapy Centre, che si tenne il 30 giugno 1990 a Knebworth di fronte a circa 150 000 spettatori e al quale parteciparono anche Pink Floyd, Paul McCartney, Mark Knopfler, Eric Clapton, Elton John, Robert Plant & Jimmy Page, Cliff Richard & The Shadows, Status Quo, Tears for Fears, Dire Straits, Ray Cooper e lo stesso Phil Collins come solista. I Genesis eseguirono i brani Mama, Throwing it All Away e Turn It on Again, quest'ultimo unito in un medley a vari successi di altri artisti e con il gruppo eccezionalmente affiancato da Leland Sklar (basso), Brad Cole (tastiera) e dai Phenix Horns (fiati), tutti facenti parte della band di Collins assieme agli stessi Daryl Stuermer e Chester Thompson.[126]

Anni novantaModifica

We Can't Dance e The Way We WalkModifica

 
I Genesis nel 1991. Da sinistra: Tony Banks, Phil Collins, Mike Rutherford

Tra marzo e settembre 1991 i Genesis tornarono alla Farm per comporre un nuovo album con la coproduzione di Nick Davis, già collaboratore di Banks su Still. Nell'ottobre 1991 uscì We Can't Dance, che nel Regno Unito esordì direttamente al primo posto in classifica e negli Stati Uniti avrebbe ottenuto quattro dischi di platino.[4] Dall'album furono tratti i singoli No Son of Mine, I Can't Dance, Jesus He Knows Me, Hold on My Heart, e Tell Me Why, tutti supportati dai relativi videoclip.

Dal tour europeo legato a We Can't Dance venne tratto il quarto album dal vivo del gruppo, The Way We Walk, suddiviso in due volumi separati, pubblicati in due tempi (novembre 1992 e gennaio 1993) e indicati rispettivamente con i sottotitoli The Shorts e The Longs, riferiti alla durata dei brani. Dal concerto dell'8 novembre 1992 all'Earl's Court di Londra fu tratto l'home video The Way We Walk - Live in Concert che uscì a marzo 1993.

Tra il 1993 e il 1996 i tre tornarono a progetti individuali: nel 1993 Banks uscì con l'album Strictly Inc., Collins con Both Sides e nel 1995 Mike + The Mechanics pubblicarono Beggar on a Beach of Gold.

L'uscita di Collins, Calling All Stations e lo scioglimentoModifica

Nel 1996 Phil Collins decise di lasciare i Genesis per concentrarsi esclusivamente sulla sua carriera solista.[127] Uno dei possibili candidati a sostituirlo alla voce era il cantante, polistrumentista e produttore statunitense Kevin Gilbert[128] il quale aveva fra l'altro interpretato quasi per intero l'album dei Genesis The Lamb Lies Down on Broadway con il suo gruppo Giraffe al Progfest svoltosi a Los Angeles il 6 novembre 1994;[129] Gilbert tuttavia morì improvvisamente a soli 29 anni il 18 maggio 2006, appena una settimana prima della data fissata per la sua audizione con i Genesis.[128] Banks e Rutherford infine scelsero il cantante scozzese Ray Wilson, già frontman nel gruppo Stiltskin.[130]

 
Ray Wilson, cantante dei Genesis dal 1997 al 1999

Con Wilson anche coautore di alcuni brani e con i batteristi turnisti Nick D'Virgilio (Spock's Beard) e Nir Zidkyahu, i Genesis registrarono l'album Calling All Stations che, pur ottenendo un buon successo nel Regno Unito e nel resto d'Europa, non ebbe un grosso riscontro negli Stati Uniti dove invece il gruppo puntava.[131] Dall'album furono estratti i singoli Congo, Shipwrecked e Not About Us.

Seguì un tour europeo tra gennaio e maggio 1998, con Zidkyahu alla batteria e Anthony Drennan (The Corrs) alle chitarre e al basso. La scarsa vendita di biglietti causò invece la cancellazione di una tournée nel Nordamerica.[132]

In un'intervista del 2007 al quotidiano The Scotsman, Wilson dichiarò che al termine del tour europeo del 1998 i Genesis gli parvero intenzionati a proseguire l'attività e che da contratto egli avrebbe dovuto registrare con loro un altro album ma non ricevette più notizie fino al 1999, quando il manager Tony Smith gli telefonò per comunicargli che Banks e Rutherford avevano deciso di sospendere le produzioni inedite a nome Genesis e che il gruppo si era sciolto di fatto.[133] Il cantante in seguito tornò a collaborare con gli Stiltskin, quindi portò avanti la sua carriera come solista continuando a interpretare in concerto anche brani dei Genesis.[134]

Nel 1998 Banks, Collins, Gabriel, Hackett e Rutherford collaborarono con la Virgin alla compilazione di un cofanetto CD contenente brani dal vivo e inediti in studio del periodo 1967-1975: in particolare, sui nastri originali registrati dal vivo durante i tour di Selling England by the Pound (Londra, 20 ottobre 1973) e The Lamb Lies Down on Broadway (Los Angeles, 24 gennaio 1975), che costituirono la fonte di buona parte della raccolta, Gabriel incise di nuovo quasi tutte le parti vocali e Hackett sostituì alcune parti di chitarra. Genesis Archive 1967-75 uscì il 22 giugno 1998. I cinque, assieme ad Anthony Phillips e Jonathan Silver, furono intervistati per un documentario legato alla pubblicazione, a cura della rete televisiva statunitense VH1: tutti e sette vi comparirono anche assieme, riuniti per un servizio fotografico a Heathrow;[135] nella produzione fu coinvolto anche Ray Wilson, come voce narrante.[136]

Nel 1999 Banks, Collins, Gabriel, Hackett e Rutherford contribuirono a distanza, senza incontrarsi,[137] alla realizzazione di The Carpet Crawlers 1999, nuova versione dell'omonimo brano tratto da The Lamb Lies Down on Broadway prodotta da Trevor Horn e pubblicata il 26 ottobre nella raccolta Turn It on Again: The Hits.

Anni duemilaModifica

Il 21 settembre 2000 i Genesis nell'inedita formazione Banks/Collins/Rutherford/Stuermer tennero un'esibizione di circa quindici minuti con due chitarre acustiche, percussioni, voce e sintetizzatore, in occasione della cerimonia di assegnazione del Peter Grant MMF Award al loro manager Tony Smith.[138]

Il 6 novembre dello stesso anno la Virgin pubblicò un secondo cofanetto antologico, intitolato Genesis Archive #2 1976-1992, incentrato sul periodo con Collins cantante solista.

Turn it on Again: the TourModifica

 
Concerto dei Genesis al Circo Massimo di Roma, 14 luglio 2007

Dopo alcuni anni di indecisione,[139] nel 2005 Banks, Collins e Rutherford tornarono a prendere in considerazione un ritorno dei Genesis e Il 20 novembre incontrarono Gabriel, Hackett e Tony Smith a Glasgow, dove faceva tappa il tour solista di Collins, per discutere l'idea di riproporre dal vivo The Lamb Lies Down on Broadway nella formazione originale: l'incontro fu tuttavia infruttuoso, a causa soprattutto dell'incertezza di Gabriel a dare la propria disponibilità per un lungo periodo;[140] anche il coinvolgimento di Hackett a quel punto divenne automaticamente superfluo[137] e gli altri ripiegarono sull'idea di una serie di concerti come trio, accompagnati come di consueto da Thompson e Stuermer.[141] Trascorse ancora circa un anno, durante il quale Collins fu impegnato a comporre nuovi brani per il musical Tarzan[141] tratto dall'omonimo film della Disney per il quale nel 2000 aveva vinto un Premio Oscar e un Golden Globe con la canzone You'll Be in My Heart, quindi a ottobre 2006 il gruppo incominciò le prove in un teatro a New York.[142]

Il 7 novembre 2006 i Genesis annunciarono ufficialmente alla stampa il Turn It on Again: The Tour per l'anno seguente: quarantasette date tra Europa e America.[143] La parte di tour destinata all'Europa partì l'11 giugno 2007 a Helsinki e si concluse il 14 luglio al Circo Massimo di Roma con un concerto gratuito cui intervennero circa 500 000 spettatori e dal quale fu in seguito tratto il triplo DVD When in Rome 2007;[142] la parte destinata all'America del Nord si svolse dal 7 settembre al 13 ottobre. [143] Il 20 novembre uscì il doppio CD Live Over Europe 2007 che ricalca integralmente la scaletta dei concerti europei, con brani tratti da dieci delle ventidue date di quella tournée.[144]

Le pubblicazioni celebrative (2007-2014)Modifica

Nel 2007 Banks, Collins, Gabriel, Hackett, Anthony Phillips, Rutherford e Ray Wilson commentarono separatamente la storia dei Genesis in interviste filmate che furono poi incluse in tre cofanetti CD/DVD, pubblicati dalla Virgin tra il 2007 e il 2008 e contenenti le edizioni rimasterizzate degli album dei Genesis dal 1970 al 1997, più vari inediti.[7][90][120]

Lo stesso anno Banks, Collins, Gabriel, Hackett e Rutherford figurarono anche autori di una sorta di autobiografia collettiva tratta da interviste di Philip Dodd e intitolata Genesis, Chapter & Verse, che fu pubblicata a settembre 2007; al libro contribuirono in misura minore anche tutti gli altri ex membri Anthony Phillips, Chris Stewart, Jonathan Silver, John Mayhew e Ray Wilson, oltre a Bill Bruford, Chester Thompson, Daryl Stuermer e altre figure legate a vario titolo alla storia del gruppo, come Richard McPhail, Tony Smith e Ahmet Erthegün.[145]

Il 15 marzo 2010 i Genesis furono introdotti alla Rock and Roll Hall of Fame a Cleveland, in Ohio: alla cerimonia erano presenti i soli Banks, Collins, Hackett e Rutherford. Il gruppo statunitense Phish eseguì in loro onore i brani Watcher of the Skies e No Reply at All.[5]

Nel 2014 Banks, Collins, Gabriel, Hackett e Rutherford furono intervistati assieme per un documentario prodotto dalla BBC dal titolo Genesis: Together and Apart[146] che andò in onda il 4 ottobre 2014 sul canale BBC Two e uscì contemporaneamente in DVD con il titolo Sum of the Parts a cura della Eagle Rock Entertainment.[147] I cinque intervennero anche alla presentazione in anteprima del documentario, che si tenne al cinema Odeon Luxe Haymarket di Londra il 2 ottobre 2014, in coincidenza con la pubblicazione del cofanetto antologico in CD R-Kive, incentrato sul repertorio sia del gruppo che dei cinque come solisti.[148]

Pochi giorni prima, a New York, Collins e Rutherford avevano rilasciato al disc jockey Bernard Dobbeleer della radiotelevisione belga RTBF un'intervista esclusiva che andò in onda il 28 settembre 2014 all'interno del programma musicale Classic 21:[149] in tale occasione Collins rispose in merito a speculazioni su un possibile ritorno dei Genesis nella formazione a cinque con Gabriel e Hackett, affermando che l'iniziativa avrebbe avuto senso soltanto con il gruppo nell'assetto originale e pertanto era ormai resa impossibile dai problemi di salute che da anni gli impedivano di suonare la batteria; egli si dichiarò in ogni caso contrario a soluzioni alternative come, ad esempio, con lui e Gabriel alle voci e un altro batterista.[149]

Nel corso del 2017 sia Banks che Rutherford, allora impegnati nei rispettivi progetti solisti, dichiararono alla stampa di essere favorevoli a un ritorno dei Genesis nella formazione a tre con Collins e confermarono entrambi di essere in buoni rapporti personali sia tra loro che con il cantante; tuttavia in tali interviste i due non si spinsero oltre la semplice ipotesi.[150][151] Nell'agosto 2018 Collins, tornato nel frattempo in tournée dopo un'assenza dalle scene durata dieci anni, confermò a sua volta la sua disponibilità a collaborare con Banks e Rutherford, ipotizzando anche il coinvolgimento di suo figlio Nicholas, già batterista della sua band dal vivo.[152]

Stile musicaleModifica

Lo stile musicale dei Genesis conobbe una continua evoluzione per quanto riguarda composizione, arrangiamenti e strumentazione.[147]

I membri fondatori del gruppo, tutti autori eccetto il batterista Chris Stewart, avevano retroterra musicali piuttosto eterogenei che, fusi assieme, contribuirono sin dagli esordi allo sviluppo di uno stile composito e variegato.[147]

Tony Banks aveva un'impostazione classica, con predilezione per autori come Rachmaninov, Elgar e Vaughan-Williams, ma aveva subito anche l'influsso dell'esplosione pop degli anni sessanta, in particolare dei Beatles.[7] Nei primi anni con i Genesis, Banks fu dichiaratamente influenzato anche dai Nice: il brano The Knife (1970) in fase di composizione era provvisoriamente intitolato The Nice proprio per l'uso ritmico dell'organo, ispirato allo stile di Keith Emerson.[7]

Peter Gabriel, approdato alla musica nella prima adolescenza come batterista e solo più tardi divenuto cantante, era un amante della musica soul e R&B, con artisti di riferimento come Otis Redding e Nina Simone:[7] l'influenza dello stile canoro di Redding ad esempio è ravvisabile nel brano That's Me, lato B del primo 45 giri del gruppo.[14]

Mike Rutherford si era avvicinato alla chitarra attraverso il rock and roll ascoltando, fra gli altri, Cliff Richard degli Shadows ed Elvis Presley[153] e il repertorio della sua prima band giovanile era costituito in gran parte di cover dei Rolling Stones;[11] al basso elettrico si accostò invece per necessità, all'epoca in cui nacquero i Genesis.[153]

Anthony Phillips fu, assieme a Rutherford, il principale responsabile degli intrecci di chitarre a 12 corde che conferirono a varie composizioni del primo periodo una caratteristica atmosfera tra il folk e il classico, tipicamente inglese, che affiora anche in brani registrati dai Genesis dopo la sua uscita dal gruppo.[41]

Per ammissione degli stessi autori,[16] i primi singoli e l'album d'esordio From Genesis to Revelation (1969) non rappresentano appieno la direzione musicale che il gruppo intraprese in seguito, a causa sia dell'oggettiva inesperienza dei musicisti, sia della loro scelta dell'epoca di accontentare il produttore Jonathan King per non perdere la prima opportunità discografica, accorciando la durata dei brani e scartando molte parti strumentali.[16] A partire dal secondo album Trespass (1970), grazie anche alla maggiore libertà artistica acquisita nel passaggio alla Charisma, il gruppo cominciò a proporre brani svincolati dalla tipica forma canzone e di durata più lunga, con frequenti cambi di tema e di atmosfera. La tendenza ad ampliare i propri confini espressivi, peraltro comune a molti gruppi rock dell'epoca, contribuì a far inserire i Genesis nel novero del multiforme genere musicale denominato rock progressivo.[1] Tale cifra stilistica si consolidò ulteriormente a partire da Nursery Cryme (1971) con l'ingresso nel gruppo di Phil Collins e Steve Hackett.[1]

Hackett, anch'egli autore, condivideva con gli altri la passione per i primi King Crimson, che aveva visto dal vivo al Marquee Club nel 1969 rimanendone favorevolmente impressionato.[154] Fu dietro sua insistenza che nel 1971 il gruppo acquistò di seconda mano, proprio dai King Crimson, il primo mellotron, strumento le cui timbriche caratterizzarono in modo significativo la musica del gruppo almeno sino al 1976.[7] L'apporto compositivo di Hackett nei Genesis denota anche influenze dalla musica classica, specie in brani per sola chitarra come Horizons (da Foxtrot, 1972) o l'introduzione di Blood on the Rooftops (da Wind & Wuthering, 1976); quest'ultimo aspetto è ampiamente riscontrabile anche nella successiva carriera solista del chitarrista.[7]

Collins, fin dall'adolescenza appassionato di musica afroamericana e in particolare della Motown, in un primo tempo contribuì soprattutto all'arrangiamento dei brani, inserendovi spunti derivati dal jazz o dalla fusion, con riferimenti come Weather Report e Frank Zappa, ad esempio nell'uso dei tempi dispari o, a partire dal 1976, con i duetti di batteria nelle parti strumentali in concerto.[7] Collins maturò una vena compositiva vera e propria solo a partire dagli anni ottanta,[90] più o meno in coincidenza con l'inizio della sua carriera da solista e dopo che i Genesis erano divenuti un trio. Lo stile semplice e diretto che decretò la sua fortuna commerciale come autore è inevitabilmente presente anche nei brani che egli scrisse per il gruppo, come Misunderstanding, Please Don't Ask e Man on the Corner.[155]

A partire dalla fine degli anni settanta, la musica dei Genesis fu caratterizzata dall'uso preponderante di sonorità elettroniche a spese di strumenti come il pianoforte o la chitarra acustica, al contrario molto presenti fino ad allora. Inoltre, le mutate esigenze del mercato discografico indussero il gruppo a ridurre gradualmente le composizioni più lunghe e complesse tipiche dei primi album in favore di brani più concisi e accessibili, il che portò la critica in alcuni casi a parlare di "svolta pop",[2] complice anche il fatto che tale fase coincise con l'apice del successo commerciale. In tutti i dischi del periodo sono comunque presenti anche brani di respiro più ampio, alcuni dei quali quasi interamente strumentali come Duke's Travels/Duke's End (1980) o Second Home by the Sea (1983), vicini in tal senso allo stile iniziale, anche se con sonorità aggiornate.[156] Essi, così come gli estratti dal repertorio degli anni settanta, trovarono posto frequentemente anche nelle scalette dei concerti, in misura paritaria quando non persino predominante rispetto ai singoli di successo.[7] Gli stessi Genesis peraltro rimarcarono come, specie nella fase di maggior popolarità, la dimensione live rappresentasse meglio il loro stile e le loro reali capacità rispetto alla produzione in studio.[7]

Una parte consistente della stampa musicale attribuì la trasformazione stilistica dei Genesis nel periodo della maturità a una presunta maggiore influenza decisionale di Phil Collins all'interno del gruppo, a seguito della grande popolarità da lui raggiunta a partire dagli anni ottanta come cantante, autore, produttore discografico e attore.[120] I diretti interessati tuttavia smentirono in più occasioni tale ipotesi e ribadirono l'assoluta collegialità delle loro scelte artistiche, motivandole con la sopravvivenza stessa del gruppo e con l'esigenza di non fossilizzarsi,[120] pur riconoscendo che dal lato commerciale, al contrario, il successo solista di Collins fu un importante traino per quello degli stessi Genesis, specie dopo l'arrivo di MTV e la grande esposizione mediatica garantita dai videoclip promozionali, che portò soprattutto il pubblico che prima non li conosceva a identificarli, almeno come immagine, con il loro frontman.[120]

Anche dal lato compositivo, i tre contribuirono al cambiamento di stile in egual misura:[120] infatti a partire dal 1983 anche Banks e Rutherford, come già Collins due anni prima, intrapresero regolari carriere parallele ai Genesis e da allora destinarono gran parte delle loro composizioni individuali ai propri lavori da solisti,[120] mentre come gruppo i tre incominciarono a scrivere i loro album direttamente in studio, partendo da zero e registrando lunghe jam dalle quali trarre in un secondo tempo le idee migliori per trasformarle in brani strutturati, con l'aggiunta dei testi in fase di rifinitura.[120] In sintesi, sebbene il gruppo sfruttasse da sempre anche l'improvvisazione per creare il proprio repertorio, dal 1983 in poi essa divenne il metodo compositivo di elezione,[120] grazie anche al fatto che nel frattempo i tre avevano allestito il proprio studio di registrazione dove potevano operare senza vincoli esterni di tempo e di costi.[120] Tale nuovo corso fu caratterizzato anche da un uso frequente della drum machine, con Collins impegnato a improvvisare più sulla voce che sul ritmo, salvo poi incidere in un secondo tempo anche parti di batteria acustica: fra i vari esempi di questo procedimento creativo vi sono anche singoli di successo come Mama (1983), Throwing It All Away (1986) o No Son of Mine (1991).[157]

FormazioneModifica

Ultima
Ex-componenti
Turnisti
  • Mick Barnard – chitarra (dal vivo, 1970)
  • Ronnie Caryl – chitarra (dal vivo, 1970)
  • Bill Bruford – batteria (dal vivo, 1976)
  • Anthony Drennan – chitarra e basso (dal vivo, 1997-1998)
  • Nick D'Virgilio – batteria (in studio, 1996-1997)
  • Daryl Stuermer – chitarra e basso (dal vivo, 1978-1996, 2006-2007)
  • Chester Thompson – batteria (dal vivo, 1977-1996, 2006-2007)
  • Nir Zidkyahu – batteria (in studio e dal vivo, 1996-1998)

Cronologia della formazioneModifica

 

DiscografiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia dei Genesis.

TournéeModifica

  • 1969-1970 – From Genesis to Revelation tour [158]
  • 1970-1971 – Trespass tour [159]
  • 1971-1972 – Nursery Cryme tour [160]
  • 1972-1973 – Foxtrot tour [161]
  • 1973-1974 – Selling England by the Pound tour [162]
  • 1974-1975 – The Lamb Lies Down on Broadway tour [163]
  • 1976 – A Trick of the Tail tour [164]
  • 1977 – Genesis World Tour 77 (Wind & Wuthering)[165]
  • 1978 – And Then There Were Three tour [166]
  • 1980 – Duke tour [167]
  • 1981 – Abacab Tour[168]
  • 1982 – Three Sides Live Encore Tour[169]
  • 1983-1984 – Mama Tour[170]
  • 1986-1987 – Invisible Touch Tour [171]
  • 1992 – We Can't Dance Tour[172]
  • 1997-1998 – Calling All Stations Tour[173]
  • 2007 – Turn It On Again: The Tour

Premi e riconoscimentiModifica

NoteModifica

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