Apri il menu principale

Izanami

Divinità dello scintoismo giapponese

Izanami (in lingua giapponese: イザナミ; "Colei che invita") è una divinità dello shintoismo.
È sorella e compagna del dio Izanagi ("Colui che invita").

Nella mitologia giapponese è la dea creatrice, madre delle isole del Giappone.

Dipinto di Eitaku Kobayashi raffigurante Izanagi e Izanami

Nel Kojiki ("Memorie degli eventi antichi"), si narra che il primo gesto di Izanagi ed Izanami fu quello di far sorgere le terre dall'oceano e mescolarle con una lancia chiamata Ame-Nu-Hoko. Con il fango che si ammassò colando dalla lancia ebbe origine la prima isola: Onogoro-Shima ("l'isola che si formò da sola"). In seguito gli dei crearono altre otto grandi isole che divennero la terra di Yamato, il Giappone.

Le due divinità abbandonarono il Regno del Cielo e stabilirono la loro nuova dimora sulla Terra. Dalla loro unione nacquero 35 esseri sacri, tra cui il dio del mare O-Wata-Tsu-Mi, il dio delle montagne O-Yama-Tsu-Mi, il dio degli alberi Kuku-No-Chi e il dio del vento Shina-Tsu-Hiko. La nascita dell'ultimo dio, quello del fuoco, costò la vita ad Izanami che finì nello Yomo-Tsu-Kuni o Yomi (il paese dei morti).

La dea si nutrì con il cibo infernale e si trasformò in un demone. Izanagi scese al paese dei morti con l'intento di riportare la sua compagna sulla Terra e ne vide l'aspetto terrificante. La dea, sentendosi coperta di vergogna, si adirò con lo sposo e lo inseguì decisa ad ucciderlo.

Izanagi riuscì a fuggire e sbarrò le porte dello Yomo-Tsu-Kuni con un enorme masso. In questo passaggio delle vicende mitiche lo studioso Henri-Charles Puech vede una similitudine con il mito di Orfeo che disceso negli inferi per l’impazienza di vedere la moglie dovette fuggire inseguito dalle furie e dalla stessa moglie.[1]

Izanami adirata gli gridò che avrebbe preso la vita di 1000 umani per ogni giorno di lontananza. Allora Izanagi, furente, le rispose che lui avrebbe dato la vita a 1500 umani per ogni giorno. Fu così che la morte entrò nel mondo.

Izanami nella cultura modernaModifica

NoteModifica

  1. ^ Henri-Charles Puech, Storia delle religioni: Cina e Giappone, traduzione di Maria Novella Pierini, Laterza, p. 247.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica