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Karl Phillipp Moritz

scrittore, saggista e editore tedesco
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Ritratto di Moritz risalente al 1791 del pittore tedesco K.F.J.H. Schumann

Karl Philipp Moritz (Hameln, 15 settembre 1756Berlino, 26 giugno 1793) è stato uno scrittore, saggista e editore tedesco, riconducibile al periodo del "classicismo weimariano" (secondo P. Szondi, Poetica e filosofia della storia).

BiografiaModifica

Nato nella Germania settentrionale nel 1756, Moritz ebbe un’infanzia difficile per via delle modeste condizioni economiche, dei continui dissapori tra i genitori e dell’opprimente ambiente religioso quietista che lo circondava. La sua adolescenza fu attraversata da grandi entusiasmi per la poesia, per la filosofia, per il teatro, alternati tuttavia ad amare delusioni, alle quali il giovane Moritz reagì attraverso l’esperienza del viaggiare intesa come sollievo dal peso delle circostanze opprimenti e come mezzo per affermare al propria libertà. Queste prime vicende costituiranno l’argomento della sua opera più famosa, Anton Reiser (Anton il viaggiatore) romanzo autobiografico di introspezione psicologica[1].

Moritz trovò impiego come insegnante dapprima presso il pedagogo J. B. Basedow, poi presso l’orfanotrofio militare di Potsdam e infine presso un liceo di Berlino. Dopo aver compiuto un viaggio in Inghilterra (1782) Moritz intraprese nel 1786 un viaggio in Italia con l’intento di studiare sul posto le antichità greco-romane e di realizzare un’opera innovativa sull’argomento da contrapporre a quella di J. J. Winckelmann. In Italia, dove si trattenne per due anni, Moritz fece l’incontro più importante della sua vita, Johann Wolfgang Goethe, che soggiornò a Roma nello stesso periodo. Tra i due si stabilì una proficua amicizia e, grazie alla stima e all’incoraggiamento di Goethe, Moritz poté approfondire le sue conoscenze sull’arte e sulla storia, ricevendo stimoli alla ricerca e alla produzione[2].

Ottenuta una cattedra presso l’Accademia di Berlino, Moritz fece ritorno in patria, dove si dedicò all’insegnamento e alla pubblicazione delle sue opere. Nel 1792 prese in moglie la figlia sedicenne di un libraio berlinese, ma il matrimonio naufragò presto; la sua salute, già minata dalla tisi, subì un rapido tracollo, e nel 1793 Karl Philipp Moritz morì a Berlino[3].

OpereModifica

  • Viaggi di un tedesco in Inghilterra nell’anno 1782 (Reisen eines Deutschen in England im Jahre 1782). Berlino, 1783.
  • Rivista di psicologia empirica (Magazin zur Erfahrungsseelenkunde), 10 annate, 1783–1793.
  • Tentativo di unificazione di tutte le Belle Arti e le Scienze sotto il concetto di ‘compiuto in se stesso’ (Versuch einer Vereinigung alle Schönen Künste un Wissenschaften unter dem Begriff des ‘in sich selbst Vollendeten’), 1785.
  • Anton Reiser. Romanzo psicologico (Anton Reiser. Ein psychologischer Roman), 4 voll., 1785-1790.
  • Andreas Hartknopf. Un’allegoria (Andreas Hartknopf. Eine Allegorie), 1785.
  • Tentativo di una prosodia tedesca (Versuch einer deutschen Prosodie) 1786.
  • Sull’imitazione formatrice del bello (Über die bildende Nachahmung des Schönen) 1788.
  • Gli anni di predicazione di Andreas Hartknopf (Andreas Hartknopfs Predigerjahre), 1790.
  • Anthusa, o le antichità romane (Anthusa oder Roms Alterthümer), 1791.
  • Dottrina degli dei, o la poesia mitologica degli antichi (Götterlehre oder mythologische Dichtungen der Alten), 1791.
  • Grammatica italiana per i tedeschi (Italienische Sprachlehre für die Deutschen), 1791.
  • Viaggi di un tedesco in Italia negli anni 1786-1788 (Reisen eines Deutschen in Italien in den Jahren 1786 bis 1788), 3 voll., 1792-1793.
  • Concetti preliminari per una teoria degli ornamenti (Vorbegriffe zu einer Theorie der Ornamente), 1793.

NoteModifica

  1. ^ Le informazioni sull’infanzia e sull’adolescenza di Moritz si basano essenzialmente sul suo romanzo autobiografico Anton Reiser.
  2. ^ In una lettera del 14 dicembre 1786 indirizzata a Charlotte von Stein, Goethe così si esprime riguardo a Moritz: «E’ per me come un fratello minore, della mia stessa natura, solamente trascurato e danneggiato dal destino laddove io ne sono stato favorito e prediletto».
  3. ^ Le informazioni sugli ultimi dieci anni della vita di Moritz si basano sull’opera di K. F. Klischnig.

BibliografiaModifica

  • (DE) Albert Meier, Karl Philipp Moritz, Stuttgart, 2000.
  • Giovanni Tateo, Percorsi casuali. Karl Philipp Moritz in Italia, Brindisi, 1989.
  • (DE) Karl Friedrich Klischnig, Erinnerungen aus den zehn letzten Lebensjahren meines Freundes Anton Reiser - Anton Reiser, ein psychologischer Roman, Fünfter und letzter Theil (Ricordi degli ultimi dieci anni della vita del mio amico Anton Reiser, ovvero Anton Reiser, romanzo psicologico, quinta ed ultima parte), Berlino, 1794.
  • (DE) Opere di e su Karl Philipp Moritz nella Deutsche Digitale Bibliothek.

Collegamenti esterniModifica

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