Kepler 11145123

Kepler 11145123
Kepler 11145123
Cygnus IAU.svg
ClassificazioneStella bianca[1]
Classe spettraleA
Tipo di variabileDelta Scuti[1]
Distanza dal Sole5000 anni luce
CostellazioneCigno
Coordinate
(all'epoca J2000.0)
Ascensione retta19h 41m 25,343s
Declinazione+48° 45′ 15,08″
Dati fisici
Raggio medio2,24[2] R
Massa
1,46[2] M
Temperatura
superficiale
7820 K[3] (media)
Dati osservativi
Magnitudine app.+12,34[1]

Coordinate: Carta celeste 19h 41m 25.343s, +48° 45′ 15.08″

Kepler 11145123, o KIC 11145123, è una stella nella costellazione del Cigno, distante circa 5000 anni luce dal sistema solare. Scoperta nel 2016, si tratta dell'oggetto naturale più sferico mai osservato nell'universo,[4] con una differenza tra raggio equatoriale e raggio polare di appena 3 km.[5][2]

CaratteristicheModifica

Scoperta analizzando i dati del telescopio spaziale Kepler, Kepler 11145123 è una stella di tipo spettrale A, più grande del Sole, con un raggio di circa 1,5 milioni di chilometri, più del doppio di quello solare, e non è quindi particolarmente interessante dal punto di vista esobiologico, in quanto piuttosto diversa dalla nostra stella per poter ospitare pianeti che presentino condizioni simili a quelle terrestri. A differenza di altre stelle della sua classe, come le note Vega e Altair, che ruotano velocemente su se stesse e sono piuttosto schiacciate ai poli per via della forza centrifuga che tende ad allargarle all'equatore, la velocità di rotazione di Kepler 11145123 è piuttosto bassa, e ruota su se stessa tre volte più lentamente del Sole, che ha un periodo di rotazione di 27 giorni.

Tutti i corpi celesti sono più o meno schiacciati ai poli per la forza centrifuga presente all'equatore; più veloce è la rotazione e tanto più questo schiacciamento risulta evidente, come previsto dal teorema di Clairaut. Questo avviene anche per i pianeti, in misura maggiore per Giove e gli altri giganti gassosi che ruotano velocemente su se stessi, ma anche la Terra, nonostante sia un corpo solido, non è una sfera perfetta. Nel caso di questa stella tuttavia, gli astronomi concordano che la lenta rotazione non è sufficiente a spiegare la sua forma, ma probabilmente è presente a basse latitudini, cioè nei pressi dell'equatore, un campo magnetico che compensa la forza centrifuga, e che concorre nel mantenere sferica la forma di Kepler 11145123.

Gli scienziati hanno potuto determinare le dimensioni con precisione tramite nuove tecniche di astrosismologia, studiando le oscillazioni della stella; in precedenza era possibile studiare la forma degli astri con l'interferometria ottica e solo per oggetti relativamente vicini e con grandi velocità di rotazione.[2]

NoteModifica

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