László Rajk

politico ungherese
László Rajk
Rajk László Sr. 1947.jpg

Ministro dell'Interno della Repubblica Ungherese
Durata mandato 20 marzo 1946 –
5 agosto 1948
Predecessore Imre Nagy
Successore János Kádár

Ministro degli affari esteri della Repubblica Ungherese
Durata mandato 5 agosto 1948 –
11 giugno 1949
Predecessore Erik Molnár
Successore Gyula Kállai

Membro dell'Alto consiglio nazionale carica condivisa con Zoltán Tildy, Ferenc Nagy e Béla Varga
Durata mandato 7 dicembre 1945 –
2 febbraio 1946
Predecessore Béla Miklós
Béla Zsedényi
Mátyás Rákosi
Successore Zoltán Tildy (come Presidente della Repubblica Ungherese)

Dati generali
Partito politico Partito Comunista Ungherese
(fino al 1948)
Partito dei Lavoratori Ungheresi
(1948-1949)
Università Università Loránd Eötvös

László Rajk (Székelyudvarhely, 8 marzo 1909Budapest, 15 ottobre 1949) è stato un politico ungherese.

BiografiaModifica

Entrato giovanissimo nel Partito Comunista Ungherese. Più tardi, è espulso dalla sua università per le sue idee politiche e lavora come operaio nell'edilizia sino al 1936, anno in cui, durante la guerra civile di Spagna partì volontario per arruolarsi nelle brigate internazionali, ricoprendo la carica di segretario politico della brigata ungherese Rákosi. È fatto prigioniero in Francia sino al 1941 e quindi è autorizzato a tornare in Ungheria. Rientrato in patria, fece parte dei movimenti di resistenza contro il regime di Miklós Horthy; fu arrestato e tenuto incarcerato prima in Ungheria e poi in Germania dal 1941 al 1945. Doveva essere giustiziato ma l'intervento di suo fratello, Endre Rajk, vice segretario del partito fascista gli salvò la vita. È liberato il 13 maggio 1945 all'arrivo dell'Armata Rossa.

Tra il 1946 ed il 1948 Rajk fu Ministro degli interni del Governo comunista ungherese e durante questo periodo si distinse particolarmente come uno dei più brutali carnefici al servizio dello stalinismo, di cui successivamente fu vittima. Arrestato il 16 giugno 1949, nell'ottobre del 1949 fu condannato a morte per alto tradimento, insieme ad altri esponenti comunisti, ed impiccato. Secondo l'accusa, Rajk avrebbe complottato con il Vaticano, con Tito e con gli Stati Uniti per rovesciare il governo comunista ungherese.

Sette anni più tardi, l'allora segretario del Partito Comunista ungherese Mátyás Rákosi annunciò che il processo Rajk, come altri, era basato su accuse false riabilitandolo. Da evidenziare che alcuni anni più tardi János Kádár, nuovo premier ungherese, rivelò che anche Rákosi si era reso responsabile di processi politici condotti contro membri attivi del movimento operaio basati su false accuse, allo scopo di conquistare e conservare la direzione del partito.

BibliografiaModifica

  • B. Palmiro Boschesi, Il chi è della Seconda Guerra Mondiale, vol. 2, Milano, Mondadori Editore, 1975, p. 234, SBN IT\ICCU\TO0\0604602.
  • Enciclopedia dei personaggi storici, Storia Illustrata, Arnoldo Mondadori Editore, 1970, pag. 673

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Collegamenti esterniModifica

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