La Columna de Hierro

La Columna de Hierro
Descrizione generale
Attiva1936
1937
NazioneSpagna Spagna
TipoColonna
Dimensione3.000 uomini
Battaglie/guerreGuerra civile spagnola Battaglia di Teruel
fonti citate nel corpo del testo
Voci su unità militari presenti su Wikipedia

La Columna de Hierro ("La Colonna di Ferro" in lingua spagnola) fu una delle più addestrate e meglio equipaggiate tra le colonne anarchiche che combatterono i franchisti durante la guerra civile spagnola.

StoriaModifica

Molti italiani si arruolarono in alcune di queste colonne, come nella Colonna Buenaventura Durruti, nella Columna Roja y Negra, nella colonna del Barrio, nel Battaglione Matteotti (battaglione formato nel gennaio 1937 all'interno della Colonna Buenaventura Durruti), nella Divisione Carlo Marx, ne La Columna de Hierro[1], nella Colonna Tierra y Libertad, nella Divisione Hortiz, nella Colonna Lenin e nella Centuria Malatesta o Battaglione della Morte[2][3] (comandante Francesco Fausto Nitti) che confluì poi nelle Brigate Internazionali. In tutto nelle colonne anarchiche e in quelle meno numerose formate da anarchici comunisti antistalinisti erano presenti circa 500 italiani.[4]

La Columna de Hierro si strutturò nell'agosto del 1936, in una riunione di anarchici avvenuta presso il monastero di calle Orihuela a Valencia che era diventato la "caserma" di tale gruppo. Forte di 3000 miliziani, ebbe il battesimo del fuoco nei pressi di Sarion, Maestrazgo, dove il 13 agosto 1936 mise in rotta gli avversari; a breve periodo La Columna de Hierro riconquistò La Puebla dove stabilì il comando che venne denominato "Comitato di Guerra", dove le direttive, come in ogni colonna anarchica (lo menziona Francesco Fausto Nitti nelle memorie curate da Pietro Ramella), non venivano prese secondo i comuni canoni gerarchici militari, anche se poi in combattimento veniva seguito il metodo militare canonico.[5]

A Teruel La Columna de Hierro prese parte e fu protagonista della riconquista repubblicana di gran parte della città e nelle operazioni combatté fianco fianco con le colonne anarchiche che erano calate da Sagunto e Castellon della Plana. Dopo i combattimenti La Columna de Hierro prese poi stanza a 15 km da Sagunto.

Documento costitutivo o parte di esso de La Columna de Hierro:

«La costituzione del Comitato di Guerra è accettata da tutte le milizie confederali. Noi partiamo dall'individuo e formiamo dei gruppi di dieci, che si autogestiscono le piccole operazioni. Dieci gruppi formano una Centuria, che nomina un delegato per rappresentarla. Trenta Centurie formano una Colonna, che è diretta dal Comitato di Guerra, di cui fanno parte i delegati di Centuria". Intervento del delegato della colonna al Pleno Regionale di Valenza, approvato dalla colonna e riprodotto dal suo organo Linea de Fuego, il 17 novembre 1936»

[6][7]

La Columna de Hierro aveva una pubblicazione dal nome Linea de Fuego, di cui si occupavano per stampa e ridistribuzione gli aderenti al Sindacato delle Arti Grafiche di Valencia. La forza de La Columna de Hierro era tale, anche dal punto di vista organizzativo e propagandistico, che la Linea de Fuego era giornale quotidiano, e non pubblicava solo l'informazione politico militare e sociale ma si occupava anche di questioni culturali con commenti su argomenti filosofici e letterari (ovviamente era anche il mezzo col quale erano indette le assemblee generali della Colonna stessa). La conoscenza popolare di tale pubblicazione era tale che venivano annunciati anche i matrimoni fra i miliziani, e fra chi lo desiderava, in "libera unione" con officiante il segretario del "Comitato della Colonna".[8].

NoteModifica

  1. ^ fra i quali Errico NebbiascuraOltre “Terra e Libertà”Errico Nebbiascura da recensione libro su railibro Archiviato il 30 ottobre 2011 in Internet Archive.
  2. ^ foto delle insegne centuria anarchica Errico Malatesta o battaglione della morte
  3. ^ Miliziani della centuria anarchica Errico Malatesta o "battaglione della morte"
  4. ^ volontari antifascisti toscani nella guerra civile spagnola, su isgrec.it. URL consultato il 3 maggio 2009 (archiviato dall'url originale il 14 settembre 2009).
  5. ^ (Nestor Romero, Agorà, n° 3, autunno 1980, ed. Pensée et Action, Toulouse, pag. 37).
  6. ^ (André e Dori Prudhommeaux, La Catalogne libre, Ed. Le Combat Syndicaliste, Parigi, 1970).
  7. ^ La Columna de Hierro, su filiarmonici.org. URL consultato il 3 maggio 2009 (archiviato dall'url originale il 28 ottobre 2011).
  8. ^ (N. Romero, op. cit. , pag. 37)

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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