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La fanciulla di Pskov

opera de Nikolai Rimski-Korsakow
La fanciulla di Pskov
Pskovityanka.jpg
Schizzo della scena del veče dal primo allestimento dell'opera
Titolo originaleПсковитянка
Lingua originalerusso
Genereopera drammatica
MusicaNikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov
LibrettoNikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov
Fonti letterarieLev Aleksandrovič Mej, dramma omonimo
Attitre
Epoca di composizione1868-72
Prima rappr.1 (13) gennaio 1873
TeatroTeatro Mariinskij,
San Pietroburgo
Prima rappr. italiana11 aprile 1912
TeatroTeatro alla Scala, Milano
Versioni successive
  • 1876-77 (seconda versione)
  • 1891-92 (terza versione)
Personaggi
  • Ivan il Terribile (basso)
  • Il Principe Jurij Ivanovič Tokmakov (basso)
  • Ol'ga, sua figlia adottiva (soprano)
  • Il Boiardo Nikita Matuta (tenore)
  • La Boiarda Stepanida Matuta (Steša), amica di Ol'ga (soprano)
  • Michail Andreevič Tuča, figlio di un posadnik (tenore)
  • Il Principe Afanasij Vjazemskij (basso)
  • Bomelij, medico dello zar (basso)
  • Juško Velebin, messaggero da Novgorod (basso)
  • Vlas'evna, balia (mezzosoprano)
  • Perfil'evna, balia (mezzosoprano)
  • Voce di guardia (tenore)
  • Coro (boiardi, opričniki, popolo)

La fanciulla di Pskov è la prima opera di Rimskij-Korsakov. L'opera è composta da tre atti e sei scene. Il libretto fu scritto dal compositore stesso, su soggetto dell'omonimo dramma di Lev Aleksandrovič Mej. La prima assoluta di Pskovitijanka fu data il 13 gennaio 1873 al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, diretta da Eduard Francevič Napravnik con Osip Afanas'evič Petrov.

La seconda versione, con la collaborazione di Vladimir Vasil'evič Stasov, fu data al Mariinskij il 1º gennaio 1879 ed al Teatro Bol'šoj di Mosca il successivo 10 ottobre. La terza versione fu data privatamente a San Pietroburgo il 18 aprile 1895 ed a Mosca il 24 dicembre 1896 con Fëdor Ivanovič Šaljapin e nella versione definitiva al Bol'šoj il 23 ottobre 1901.

La prima rappresentazione italiana ebbe luogo al Teatro alla Scala di Milano come La Pskovitana in italiano, diretta da Tullio Serafin con Bernardo De Muro e Šaljapin l'11 aprile 1912.

Indice

TramaModifica

L'azione ha luogo a Pskov e nei dintorni del monastero Pskovo-Pečerskij Uspenskij nel 1570.

Atto IModifica

Scena prima. Il giardino presso la casa del Principe Tokmakov, rappresentante dello zar e posadnik a Pskov. Le balie Vlas'evna e Perfil'evna parlano del fatto che nella libera Pskov sta marciando il terribile zar di Mosca Ivan Vasil'evič, dopo aver sconfitto Novgorod. Le ragazze giocano a gorelki (antico gioco popolare slavo), ma Ol'ga, la figlia adottiva di Tokmakov, non partecipa e bisbiglia all'amica Steša sul suo appuntamento amoroso con il figlio di un posadnik, Michajl Tuča. Vlas'evna racconta una fiaba, ma si ode il fischio di Tuča. Tutti vanno nel terem e Ol'ga va in segreto all'appuntamento. Quando si ode un rumore di passi in avvicinamento, Tuča scavalca la recinzione e Ol'ga si nasconde in un cespuglio. Entrano il principe Tokmakov con il vecchio boiardo Matuta, promesso sposo di Ol'ga. Tokmakov rivela a Matuta che Ol'ga è sua figlia adottiva, e che sua madre è la boiarda Vera Šeloga e il padre è ignoto. Si ode il suono che convoca al veče. Ol'ga è scossa dalle notizie che ha appena ascoltato.

Scena seconda. Una piazza di Pskov. Il popolo accorre. In piazza il messaggero Juško Velebin riferisce che Novgorod è presa e che lo zar Ivan il Terribile si avvicina a Pskov. Il popolo è in preda al panico. Tokmakov e Matuta lo esortano alla sottomissione. Tuča protesta contro questa decisione, chiama alla resistenza e se ne va con la gioventù di Pskov. La folla sottolinea la loro debolezza, ne prevede l'annientamento e si affligge, a causa del terribile zar.

Atto IIModifica

Scena prima. La grande piazza di Pskov. Presso le case ci sono tavoli con pane e sale, in segno di sottomissione. La folla ha paura in attesa dell'arrivo dello zar. Ol'ga riferisce a Vlas'evna il segreto di famiglia, di cui è venuta a conoscenza. Vlas'evna prevede disgrazie per Ol'ga. Ha luogo l'ingresso solenne dello zar in città alle grida del popolo: "Grazia!".

Scena seconda. Una stanza a casa di Tokmakov. Tokmakov e Matuta incontrano con sottomissione Ivan il Terribile. Ol'ga serve lo zar, che la tratta con benevolenza, avendo notato in lei i tratti della madre. Le ragazze rendono omaggio allo zar. Dopo che se ne sono andate lo zar, parlando con Tokmakov, si convince definitivamente che Ol'ga è sua figlia e, emozionato dai ricordi di gioventù, esclama: "Dio conservi Pskov!".

Atto IIIModifica

Scena prima. La strada che conduce al monastero Pskovo-Pečerskij Uspenskij, un fitto bosco. Nel bosco lo zar va a caccia. Inizia un temporale. Lungo la strada passano le ragazze con le balie. Ol'ga rimane indietro, che aveva organizzato il pellegrinaggio al monastero solo per incontrarsi con Tuča lungo il cammino. Ha luogo l'incontro degli innamorati. All'improvviso piombano su Tuča i servitori di Matuta. Tuča cade ferito; Ol'ga sviene e viene portata in braccio da una guardia di Matuta, che minaccia di svelare allo zar il tradimento di Tuča.

Scena seconda. Il quartier generale dello zar a Pskov. Ivan il Terribile è solo e si abbandona ai ricordi. La sua meditazione è interrotta dalla notizia che la guardia dello zar ha catturato Matuta, che aveva tentato di rapire Ol'ga. Lo zar è adirato e non ascolta Matuta, che tenta di parlargli di Tuča. Viene condotta Ol'ga. Ivan, dapprima incredulo, parla stizzosamente con lei, ma poi la sincera ammissione della ragazza del suo amore per Tuča e la sua conversazione dolce e piena di sentimento affascinano lo zar. All'improvviso Tuča, riavutosi dalla ferita, attacca con il suo drappello i guardiani per liberare Ol'ga. Lo zar ordina di uccidere i ribelli e di condurgli Tuča, che però riesce a sfuggire alla cattura. Da lontano giungono a Ol'ga le parole di addio del suo amato. Ol'ga corre fuori dalla tenda e cade, ferita da qualche guardia. Ol'ga muore e lo zar disperato si china sul corpo della figlia. Il popolo intanto piange per la caduta di Pskov.

CuriositàModifica

  • Il materiale composto, ma non incluso nell'opera, relativo al primo atto del dramma di Lev Mej, fu poi utilizzato da Rimskij-Korsakov per l'opera del 1898 La boiarda Vera Šeloga, talvolta rappresentata come prologo della Fanciulla di Pskov.
  • Nella stesura del libretto Rimskij-Korsakov fu in parte aiutato da Čajkovskij, che gli inviò un libretto già pronto sul dramma di Mej, del quale il compositore utilizzò alcuni frammenti per il terzo atto.
  • I testi dei due cori femminili del terzo atto furono scritti da Musorgskij.
  • La fanciulla di Pskov è stata la prima opera al Teatro Bol'šoj diretta da Evgenij Svetlanov nel 1954, e nel 1999 è stata anche l'ultima esecuzione di Svetlanov in quel teatro[1].

NoteModifica

  1. ^ Evgeny Svetlanov, su svetlanov-evgeny.com. URL consultato il 6 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale il 7 ottobre 2008).

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Collegamenti esterniModifica

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