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Leonardo Paterna Baldizzi

BiografiaModifica

Leonardo Paterna Baldizzi, architetto e docente universitario, si formò inizialmente a Palermo contemporaneamente presso le facoltà di matematica e di ingegneria, l'Istituto di Belle Arti, e presso gli studi dei noti architetti Giuseppe Damiani Almeyda ed Ernesto Basile (1888-1895).[1]

Partecipò ai primi concorsi per il Pensionato Artistico Nazionale, nelle prime tre edizioni (1890, 1894 e 1896). La vincita di quest'ultima gli permise di trasferirsi a Roma dove, aveva già soggiornato nel corso del servizio militare (febbraio 1895), periodo in cui aveva iniziato a tenere degli speciali "diari", a lui particolarmente cari, che lo accompagnarono per tutta la vita. A Roma conobbe e sposò Enrica Giovagnoli (1900-1901) figlia del politico e scrittore Raffaello. Nel 1900 il Ministero della Pubblica Istruzione lo collocava negli Uffici regionali per la conservazione dei Monumenti.[1]

Nel 1902 gli fu conferita la laurea ad honorem in Architettura civile, e negli anni successivi vinse diversi concorsi: per le cattedre di disegno nei RR istituti tecnici (1902); per il posto di ingegnere per gli Uffici regionali (1903) che lo portò a lavorare a Torino presso l'Ufficio regionale per la conservazione dei Monumenti del Piemonte e della Liguria; per la cattedra di disegno architettonico all'università di Napoli (1905).[1]

Divenuto titolare della cattedra dell'università napoletana ottenne anche il trasferimento all'Ufficio regionale per la conservazione dei Monumenti di Napoli (1906); ma, una volta divenuto professore ordinario, dovette limitarsi al solo insegnamento universitario (1909). Nei decenni successivi fu spesso incaricato di effettuare ispezioni ministeriali presso scuole normali e tecniche e fece parte delle commissioni giudicatrici di importanti concorsi universitari, avendo così occasione di viaggiare per l'Italia, descrivendo nei suoi "diari", monumenti e paesaggi dei luoghi visitati, consuetudine che manterrà anche nel corso dei suoi numerosi viaggi all'estero. Nel 1914 fu tra i fondatori dell'Università Popolare di Napoli. Scoppiata la guerra partì per il fronte, nella zona del Cadore (1915), ma fu presto richiamato dal Ministero affinché riprendesse il suo insegnamento universitario.[1]

Convinto militarista, prese parte alla Marcia su Roma (1922); trascorse i successivi due decenni quasi tutti a Napoli, dedicandosi prevalentemente alla docenza universitaria, alla scrittura e alla progettazione edile, ma una volta collocato in pensione (1938) si trasferì a Roma dove concluse la sua esistenza.[1]

Nel corso della sua lunga carriera di architetto-ingegnere, Paterna Baldizzi è stato autore di studi e ricerche nell'ambito della storia dell'arte, dell'architettura e del restauro dei monumenti. Tra le sue opere: il rilievo e il progetto per il restauro della chiesa di S. Maria Egiziaca a Roma e quello per il rilievo e consolidamento della Rocca Janula presso Cassino. Ha realizzato diverse opere fra le quali si ricordano: villette e case di privati, le più note quelle edificate nella zona del Vomero a Napoli, un grande pastificio a Castellammare di Stabia (1912-1923), diverse edicole funebri (1913-1940), arredi e decorazioni d'interni; progettò e ristrutturò in stile liberty e tardo-liberty negozi, l'albergo e il teatro di Campobasso, nonché sale delle biblioteche universitarie di Napoli (1906-1923).[1]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f Paterna Baldizzi Leonardo, su architetti.san.beniculturali.it. URL consultato il 20 marzo 2018.

BibliografiaModifica

  • Paterna Baldizzi L., Non omnis moriar. Dal diario dei miei viaggi artistici e della mia attività professionale: progetti, disegni, studi, rilievi architettonici, schizzi a penna, acquarelli, Roma, Istituto grafico Tiberino, 1943.
  • Leonardo Paterna Baldizzi, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.  

Collegamenti esterniModifica

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