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Ernesto Basile

architetto italiano

BiografiaModifica

Figlio dell'architetto Giovan Battista Filippo, dopo la laurea in architettura conseguita alla Regia Scuola di Applicazione per Ingegneri e Architetti di Palermo nel 1878, si affiancò al padre nelle commissioni importanti. Nel 1890 gli succedette nella cattedra universitaria e, dopo la morte di lui (1891), concluse l'opera più importante della Palermo ottocentesca, il Teatro Massimo. Lì nasce la sua collaborazione con il pittore Ettore De Maria Bergler, che con Vittorio Ducrot, delle omonime officine, ne avrebbero fatto i protagonisti della stagione del Liberty palermitano.

Continuò a lavorare nella sua città per tutta la vita realizzando edifici pubblici e ville private, portando avanti contemporaneamente varie commissioni in diverse località siciliane e dell'Italia meridionale. Mantenne anche rapporti con Roma dove eresse alcune dimore signorili e costruì l'ala nuova di Montecitorio con l'aula della Camera dei deputati (1902-1918).

 
L'aula di Montecitorio

La carriera d'architetto a Palermo idealmente prende il volo con i padiglioni per l'esposizione nazionale di Palermo nel 1899 e comprende: Villa Igiea (1899-1900), la Villa Florio dell'Olivuzza (1899-1900), la casa Utveggio (1901-1903), il villino Fassini (1903) (ora distrutto), il villino Basile (1903-1904)[1].

 
La facciata della nuova ala del Palazzo di Montecitorio

Si dedica inoltre alla progettazione di arredi improntati su di un design di avanguardia, che lo rendono famoso in Europa.

Morì a Palermo nel 1932. È sepolto nella tomba di famiglia presso il Cimitero dei Rotoli.

CriticaModifica

Scrive Rossana Bossaglia, a proposito del Basile:

«La vita di Ernesto Basile, come architetto, progettista, di arredi e come artista, si svolge sotto il segno di una fortuna costante e solida. La prima condizione fortunata è costituita, s'intende, dal suo talento; ma vi si accompagna subito il vantaggio di essere il figlio di uno dei più colti, intelligenti, aperti architetti italiani dell'Ottocento, Giovanni Battista Basile, appunto.»

(Rossana Bossaglia, “I grandi siciliani”, 1992)

La modernità di Basile si rivelerà con la costruzione del villino Florio, la prima architettura Liberty che compare in Italia prima che a Milano o a Torino, gli s'affianca il complesso di Villa Igiea avviato nel 1899 e ultimato l'anno dopo anche negli splendidi arredi interni.[senza fonte]

Ebbe come allievi: Francesco Fichera, Saverio Fragapane, Francesco La Grassa, Enrico Calandra, Salvatore Benfratello, Camillo Autore, Salvatore Caronia Roberti, Girolamo Manetti Cusa e Giuseppe Vittorio Ugo.

Opere principaliModifica

 
Palazzo Bruno di Belmonte, Ispica (RG), 1906. Sede comunale dal 1975
 
Teatro Sociale, Canicattì (AG), 1908
 
Parte del prospetto principale di Palazzo San Giorgio, Reggio Calabria, 1921

Alcuni dei suoi capolavori come il Villino Fassini (1903) e il Villino Deliella (1905) furono demoliti nel secondo dopoguerra pur non avendo subito danni durante il conflitto bellico.

NoteModifica

  1. ^ Lo stile liberty a Palermo - Palermoviva, su palermoviva.it.
  2. ^ Kursaal Biondo in Palermo, in L'architettura italiana: periodico mensile di costruzione e di architettura pratica - A. 10, n. 10 (lug. 1915), p. 110 – 113[collegamento interrotto], tav. 37-38[collegamento interrotto]

I suoi scrittiModifica

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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