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Lovadina

frazione di Spresiano in provincia di Treviso
Lovadina
frazione
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Veneto.png Veneto
ProvinciaProvincia di Treviso-Stemma.png Treviso
ComuneSpresiano-Stemma.png Spresiano
Territorio
Coordinate45°46′09″N 12°16′46″E / 45.769167°N 12.279444°E45.769167; 12.279444 (Lovadina)Coordinate: 45°46′09″N 12°16′46″E / 45.769167°N 12.279444°E45.769167; 12.279444 (Lovadina)
Altitudine46 m s.l.m.
Abitanti2 500[1]
Altre informazioni
Cod. postale31027
Prefisso0422
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lovadina
Lovadina

Lovadina è una frazione di Spresiano in provincia di Treviso.

Origini del nomeModifica

Il nome del paese dev'essere legato al termine dialettale lovo cioè "lupo". Toponimi di questo genere non sono infrequenti in Veneto (vedi, ad esempio, Lova, Campagna Lupia, Lovolo) e testimoniano la presenza di foreste dove abbondava la selvaggina.

StoriaModifica

Sin dall'epoca romana la zona è stata di grande importanza per quanto riguarda i traffici mercantili e i pellegrinaggi, vista la vicinanza ad un guado del fiume Piave. Un tradizione afferma che qui, nel 569, il re longobardo Alboino incontrò il vescovo di Treviso Felice che lo convinse a risparmiare la città[2].

Le prime testimonianze scritte parlano di una corte di giustizia già presente a Lovadina nel X secolo. Alla storia del paese è inoltre legata la presenza del monastero di Santa Maria del Piave, gestito dai cistercensi e dipendente dall'abbazia di Follina. Sorto inizialmente sulla riva sinistra, fu ricostruito a Lovadina nel XV secolo.

Nel corso del Seicento Lovadina accrebbe la propria importanza come luogo di transito. È il periodo in cui numerosi patrizi veneziani scelgono la località per costruire le loro ville.

Con la caduta della Serenissima, gli edifici che avevano ospitato il monastero vennero adibiti a caserma dall'esercito francese.

Il 6 maggio 1809 l'esercito franco-italiano guidato da Napoleone, impegnato nell'inseguimento degli Austriaci in ritirata, si accampò nei pressi del guado. Il giorno seguente le forze franco-italiane diedero battaglia per forzare il guado stesso, mettendo poi in fuga gli Austriaci verso Sacile e Conegliano.

Durante il periodo napoleonico Lovadina era stata comune autonomo, soppresso con l'arrivo degli Austriaci.

Il centro abitato fu praticamente raso al suolo durante la Prima guerra mondiale a causa della sua estrema vicinanza alla linea del fronte del Piave[3].

 
Monumento ai caduti della Grande Guerra.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Chiesa parrocchialeModifica

L'attuale edificio fu costruito sul luogo in cui in precedenza sorgeva la vecchia parrocchiale con l'adiacente monastero. La prima pietra fu posata il 3 marzo 1856 e il 21 ottobre successivo la chiesa aveva già il tetto. Il 22 novembre 1857 veniva consacrata dal vescovo di Treviso Giovanni Antonio Farina.

L'edificio subì gravi danni durante la prima guerra mondiale; in particolare furono distrutti il campanile, il tetto e la canonica, senza parlare delle devastazioni subite dal resto del paese. Tra il 1920 e il 1924 vennero effettuate delle drastiche ricostruzioni.

Nel 1927 fu installato l'organo Mascioni, a 39 canne[3].

NoteModifica

  1. ^ In assenza di dati ufficiali precisi, si è fatto riferimento alla popolazione della parrocchia locale, reperibile nel sito della CEI.
  2. ^ Storia della Diocesi di Treviso.
  3. ^ a b Parrocchia di Lovadina - La Storia
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