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Lucia Lumbelli (Trieste, 5 luglio 1937Trieste, 4 marzo 2019) è stata una professoressa universitaria, pedagogista e filosofa italiana.

È considerata una delle figure più prestigiose della ricerca italiana nel campo dell'educazione e della comprensione testuale[1].

BiografiaModifica

Lucia Lumbelli si laureò in Filosofia all'Università di Trieste. Si spostò quindi all'Università Statale di Milano, dove iniziò a collaborare con Egle Becchi. Lavorò sulla comprensione dei documenti audiovisivi in confronto con i documenti scritti. Nel 1975 diventò professoressa ordinaria di Pedagogia all'Università di Parma, poi nel 1987 tornò a Trieste, aggregandosi alla neo-costituita Facoltà di Psicologia. Nel 2010 fu nominata professoressa emerita.

RicercaModifica

La sua ricerca si collocò nell'ambito della pedagogia, ma mantenne sempre forti interessi per l'ambito della psicologia[2]. Lavorò nel campo della pedagogia della Gestalt, seguendo la "scuola" di Wolfgang Metzger. Un'influenza considerevole ebbe inoltre Carl Rogers e il suo concetto di "comunicazione non autoritaria". Fu tra i primi ricercatori che misurarono scientificamente la "passività" dello spettatore di cinema e televisione, ovvero nei mass media, rispetto al lettore di testi scritti: dimostrò infatti che lo spettatore è molto meno propenso a rendersi conto di contraddizioni nel testo di quanto non sia il lettore[3].

Opere principaliModifica

  • Comunicazione non autoritaria, 1972
  • La comunicazione filmica, 1972
  • La comprensione come problema. Prefazione di Tullio De Mauro, 2009

NoteModifica

  1. ^ Riccardo Lucio, Obituary/Nachruf Lucia Lumbelli, Gestalt Theory, 2019, 41-1, pp. 7-8
  2. ^ S.D. In ricordo di Lucia Lumbelli
  3. ^ Lumbelli, L. (1967). In che senso esiste una "passivita" dello spettatore cinematografico? (In what sense is the film audience "passive"?). IKON, 63, 37-52

Collegamenti esterniModifica