Lucie Aubrac

partigiana francese
Lucie Bernard

Lucie Bernard, detta Lucie Aubrac ((audio[?·info]); Parigi, 29 giugno 1912Issy-les-Moulineaux, 14 marzo 2007), è stata una partigiana francese. Sposata con Raymond Aubrac, anch'egli noto partigiano francese, partecipò alla resistenza contro l'occupazione tedesca della Francia e contro il Regime di Vichy, durante la seconda guerra mondiale.

BiografiaModifica

Gli iniziModifica

Proveniente da famiglie di coltivatori della regione di Saona e Loira, figlia di Louise Vincent e Louis Bernard, Lucie vive la sua giovinezza con un padre invalido di guerra a causa della prima guerra mondiale, riceve un'educazione cattolica e studia all'École normale per diventare maestra elementare. Tuttavia, conseguito il titolo e superato il concorso, decide di non accettare il lavoro, continuando a studiare e ottenendo così un diploma di maturità, al fine di entrare alla Sorbona.

Mentre porta avanti gli studi, Lucie milita nel movimento comunista giovanile francese (Mouvement Jeunes Communistes de France) e nel Cercle international de jeunesse, un movimento pacifista religioso.

Nominata insegnante a Strasburgo, nel dicembre 1939 incontra Raymond Samuel, ingegnere civile ebreo che sarà suo futuro marito e che, per l'anti-semitismo sarà condotto a cambiare il proprio cognome tipicamente ebraico, Samuel, in Aubrac.

La resistenzaModifica

 
Lucie Aubrac

Dopo la caduta della Francia in mano tedesca, Lucie aderisce al gruppo partigiano Libération-sud a Lione, insieme al marito e ad Emanuel d'Astier.

Il 21 giugno 1943 il marito viene tuttavia catturato dalla Gestapo, assieme ad uno dei maggiori esponenti della resistenza francese, Jean Moulin. Lucie però, fingendosi una donna di nobili origini, chiede al capo della Gestapo di Lione, Klaus Barbie, di poter sposare in extremis il marito in quanto era incinta, sfruttando l'occasione per organizzare l'evasione del marito.

Il tentativo di evasione andò a buon fine, ed ebbe modo di organizzare un attacco per liberare altri prigionieri.

Nel 1944, visto il grande rischio dovuto alla svelata identità sua e del marito, l'intera famiglia si rifugiò a Londra, dove rimase fino al termine della guerra.

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