Apri il menu principale
Luigi Faggioni
Faggioni luigi.jpg
9 novembre 1909 – 23 maggio 1991
Nato aLa Spezia
Morto aChiavari
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Italia Italia
Forza armataFlag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regia Marina
Naval Ensign of Italy.svg Marina Militare
Anni di servizio1928-1970
GuerreGuerra d'Etiopia
Seconda guerra mondiale
BattaglieAttacco alla baia di Suda
DecorazioniMedaglia d'Oro al Valor Militare
voci di militari presenti su Wikipedia

Luigi Faggioni (La Spezia, 9 novembre 1909Chiavari, 23 maggio 1991), ufficiale della Regia Marina, incursore della Xª Flottiglia MAS, e successivamente della Marina Militare italiana.

Per le sue azioni gli venne concessa la Medaglia d'Oro al Valor Militare nel 1941.

Indice

BiografiaModifica

Dopo l'Accademia Navale ricoprì vari incarichi, specialmente su unità siluranti ma anche sul cacciatorpediniere Zeffiro e come insegnante nelle Scuole C.R.E.M.; nel 1937 venne posto in comando di MAS e successivamente ufficiale di ordinanza dell'ammiraglio Eugenio di Savoia. Nel giugno 1940, alla vigilia del secondo conflitto mondiale, fu assegnato alla 1ª Flottiglia MAS, successivamente rinominata in Xª Flottiglia MAS.

 
Il relitto della HMS York ispezionato da una squadra di marinai della torpediniera Sirio dopo la resa di Creta

L'azione per la quale gli venne concessa la decorazione fu quella del 25 marzo 1941[1]: sei barchini esplosivi presero di mira diverse unità nemiche nella baia di Suda, a Creta, affondando fra l'altro l'incrociatore York. L'incursione, con al comando l'allora tenente di vascello Luigi Faggioni, venne effettuata appunto da sei MTM che riuscirono a forzare durante la notte le ostruzioni della baia e rimasero in attesa fino a che le luci dell'alba permisero di individuare chiaramente le sagome degli obbiettivi ancorati in rada. Il barchino pilotato dal sottotenente di vascello Angelo Cabrini, centrò lo York, che si adagiò sul fondale, ma con danni talmente gravi che non venne comunque recuperato; un secondo barchino, pilotato dal sergente cannoniere Emilio Barberi, che per l'azione verrà decorato con la medaglia d'oro al valor militare[2], centrò la petroliera Pericles, mentre un terzo barchino, pilotato dallo stesso Faggioni, mancò il suo bersaglio programmato centrando un molo. Le altre tre unità ebbero problemi di natura meccanica o relativi ai malesseri dei piloti dovuti alle condizioni estreme nelle quali operavano; gli equipaggi causarono quindi l'affondamento dei loro mezzi. Faggioni venne preso prigioniero dagli inglesi.

Dopo la sua liberazione nel 1944 partecipò alle ultime fasi della campagna d'Italia come comandante in seconda di Mariassalto, il nome dei reparti incursori del Regno d'Italia dopo l'8 settembre 1943. Finita la guerra, ebbe il comando prima del 6º e poi del 4º Gruppo Dragaggio e, dopo la promozione a capitano di fregata, il comando della 1ª Squadriglia Torpediniere.

Dopo la promozione a capitano di vascello nel 1956, ebbe prima il comando del Centro Subacqueo ed Incursori del Varignano (La Spezia), la sede del COMSUBIN e quindi quello del 5º Gruppo Navale. Nel 1960 partecipò ai lavori del Consiglio Superiore delle Forze Armate; promosso contrammiraglio, nel gennaio 1963 assunse il comando del Comar di La Spezia.

Dopo la promozione ad ammiraglio di divisione e la residua carriera, venne posto in ausiliaria, e promosso ammiraglio di squadra nella riserva della Marina Militare.

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'oro al valor militare
«Comandante di un reparto di Mezzi Navali d'Assalto, penetrava di notte, alla testa delle sue unità, nell'interno di una munita base nemica e, con sangue freddo esemplare, dopo aver superato tre ordini di ostruzioni e sbarramenti, le guidava all'attacco, riuscendo ad affondare un incrociatore pesante e due grandi piroscafi.

Mirabile esempio di audacia, congiunta con la più salda ed eroica determinazione di portare a termine la missione affidatagli per la gloria della Patria e della Marina.»
— Baia di Suda, 25 - 26 marzo 1941

  Grande ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 27 dicembre 1970[3]

NoteModifica

  1. ^ Storia del G.O.I., su marina.difesa.it.
  2. ^ Emilio Barberi sul sito della M.M., su marina.difesa.it.
  3. ^ Quirinale - Onorificenze, su quirinale.it, 22-01-2010.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica