Luigi Michelazzi (militare)

Michelazzi Luigi
MichelazziLuigifoto.jpg
NascitaFirenze, 1912
MorteBirgòt, 25 aprile 1936
Cause della mortecaduto in combattimento
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataRegio Esercito
ArmaGranatieri di Sardegna
UnitàRegio corpo truppe coloniali della Somalia italiana
RepartoIII battaglione arabo-somalo
GradoTenente
GuerreGuerra italo-etiopica
Battagliealtopiano Ogaden
Decorazionimedaglia d'oro al valor militare
Studi militariAccademia Militare di Modena
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Luigi Michelazzi (Firenze, 1912altopiano dell'Ogaden, 25 aprile 1936) è stato un militare italiano. Tenente in servizio permanente effettivo nei Granatieri di Sardegna, insignito di Medaglia d'oro al valor militare alla memoria durante il corso della Guerra d'Etiopia.

BiografiaModifica

Nacque a Firenze nel 1912. Proveniente dal Collegio militare di Roma, dal 1928 al 1933 frequentò l'Accademia militare di Modena. Poco dopo essere stato promosso tenente si imbarcò volontario a Napoli per Mogadiscio il 7 gennaio 1936 destinato al Regio Corpo Truppe Coloniali. Fu assegnato al primo raggruppamento arabo-somalo. Morì combattendo con il terzo battaglione sull'altopiano dell'Ogaden.[1].

CuriositàModifica

Nel 1938 la madre Laura, già vedova di guerra, pubblicò un breve resoconto del personale pellegrinaggio sul luogo dove cadde il suo Luigi. Aiutata da una ventina di ascari che furono comandati dal figlio in quella battaglia, si recò infatti nel luogo impervio, vicino ai tremila metri di quota, teatro dell'evento. Dopo ore di cammino su sentieri poco agevoli, raggiunse infine il luogo dove cadde il decorato e il relativo cippo commemorativo.[2]

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'oro al valor militare
«Volontario in Africa Orientale in aspro combattimento eseguiva animosamente, col suo plotone mitraglieri, audaci sbalzi per portarsi a breve distanza dal nemico e batterlo più efficacemente. Durante violenti contrattacchi sferrati di notte dall'avversario accorreva presso una mitragliatrice resasi inservibile e con i superstiti la difendeva strenuamente con lancio di bombe a mano dagli assalti nemici, riuscendo in breve tempo a sostituirla con altra efficiente ed a ricacciare l'avversario. In altra cruenta battaglia dava nuova fulgida prova di generoso ardimento. Benché comandante interinale di una compagnia non impegnata in azione assumeva volontariamente il comando di un plotone mitraglieri destinato a far parte di una colonna operante. Attaccato da forze soverchianti, dirigeva il fuoco delle sue armi con calma ed abilità esemplari, contribuendo validamente a stroncare i violenti assalti dell'avversario. Nella fase più viva e micidiale del combattimento, accortosi che un grosso nucleo di abissini era giunto minaccioso a pochi passi dalle nostre linee si precipitava coraggiosamente su di un'arma e azionando questa personalmente, lo mitragliava con estremo vigore. Colpito a morte in pieno petto da una fucilata sparata a bruciapelo si abbatteva sull'arma, continuando, fino all'ultimo respiro, ad incuorare i suoi ascari. Esempio magnifico di eroismo - Birgot, 24-25 aprile»
— Segaré 21 Luglio 1936
 
Cartolina d'epoca

RiconoscimentiModifica

  • La sua città natale, Firenze, gli ha intitolato una via[4].

NoteModifica

  1. ^ Michelazzi,Luigi, su combattentiliberazione.it. URL consultato il 20 gennaio 2019.
  2. ^ Laura Michelazzi.
  3. ^ Scuola Carlo Pisacane, su appasseggio.it.
  4. ^ TuttoCittà, https://www.tuttocitta.it/mappa/firenze/via-luigi-michelazzi.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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