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Maestro di Forlì (XIII secoloXIV secolo) è il nome che Edward B. Garrison ha dato ad un anonimo pittore italiano di scuola forlivese attivo in un periodo che va dal 1250 al 1320[1], riconoscendo caratteri unitari ed interessanti ad alcune opere tuttora anonime.

Indice

Vita e opereModifica

 
Deposizione di Cristo nel sepolcro, Metropolitan Museum of Art, New York.

Il nome è stato attribuito per via del Trittico con storie della Vergine e santi, di autore sconosciuto, conservato presso la Pinacoteca civica a Forlì. Garrison vi riconobbe "composizione superba, tecnica squisita, miniaturistica e stile compiuto, personale". Ne battezzò così l'autore come "Maestro di Forlì"[2].

Il trittico presenta una Annunciazione (o forse si tratta dell'Annuncio della morte alla Vergine), una Dormizione della Vergine ed una Crocifissione. La Crocifissione presenta già una caratteristica tipica della Scuola forlivese, ossia la particolare lunghezza del braccio verticale della Croce.

Al Maestro di Forlì, oltre ai capolavori forlivesi che ne hanno determinato l'appellativo, sono altresì attribuite le seguenti opere:

NoteModifica

  1. ^ Silvia Arfelli, Il Maestro di Forlì, in La Voce di Romagna, 14 marzo 2016.
  2. ^ "Superb composition, exquisite, miniature-like technyque, and consummate, personal style". Cfr. E. B. Garrison, Italian Romanesque panel painting: an illustrated index, Firenze 1949, pp. 18, 122 (n. 318), 123 (n. 322); E. B. Garrison, Il Maestro di Forlì, in «Rivista d'arte», XXVI (1950), Serie terza, pp. 61-81.

BibliografiaModifica

  • Giordano Viroli, Pittura dal Duecento al Quattrocento a Forlì, Nuova Alfa Editoriale 1998, pp. 18–19; 60-67.

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