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Marco Di Lello
Marco Di Lello daticamera.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 15 marzo 2013 –
22 marzo 2018
Legislature XVII
Gruppo
parlamentare
- Gruppo Misto (Da inizio legislatura all'11/06/2013)

- Gruppo Misto - componente: Partito Socialista Italiano (PSI) - Liberali per l'Italia (PLI) (Dall'11/06/2013 al 7/06/2016)

- Gruppo Misto - componente: Movimento PPA-Moderati (Dal 7/06/2016 al 19/01/2017)

- Partito Democratico (Dal 19/01/2017 a fine legislatura)

Coalizione Italia. Bene Comune
Circoscrizione Campania 1
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico PSI (fino al 1994)
SI (1994-1998)
SDI (1998-2007)
PSI (2007-2015)
PD (2017-2018)
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione Avvocato
Marco Di Lello (a sinistra), Grazia Francescato, Claudio Fava, Nichi Vendola e Umberto Guidoni presentano il simbolo di Sinistra Ecologia Libertà

Marco Di Lello (Napoli, 14 febbraio 1970) è un politico italiano.

È stato coordinatore della segreteria nazionale del Partito Socialista Italiano, nonché deputato dal 2013 al 2018.

Vive a Roma.

BiografiaModifica

Attività politicaModifica

È stato Segretario nazionale della Federazione dei Giovani Socialisti dall'ottobre 1994 ad aprile 1998.

Assessore regionale in CampaniaModifica

Membro della direzione nazionale dei Socialisti Democratici Italiani di Enrico Boselli, nel maggio 2000 è nominato da Antonio Bassolino assessore regionale all'Urbanistica, edilizia pubblica abitativa e beni culturali.

Lega il suo nome alla riforma urbanistica regionale varata con la legge 16 del 2004 ed al Piano Vesuvia, che pone il divieto di inedificabilità assoluta a fini abitativi nella zona rossa del Vesuvio.

Nel 2005 è confermato assessore, sempre in quota Socialisti Democratici Italiani, ma con la delega al Turismo ed ai beni Culturali: incarico che manterrà fino al 12 febbraio 2008, giorno in cui si dimetterà in polemica con Bassolino.

Nel 2009 sostituisce per due mesi Riccardo Nencini, vittima di un grave incidente stradale, al vertice del Partito Socialista Italiano: in tale veste dà vita, con Nichi Vendola, Claudio Fava, Grazia Francescato e Umberto Guidoni, alla lista Sinistra Ecologia Libertà.

Candidato con tale lista alle elezioni europee del 2009 nella circoscrizione dell'Italia meridionale, raccoglie 42.992 preferenze, secondo per numero di consensi dopo Vendola, pur non risultando eletto, in quanto Sinistra Ecologia Libertà ottiene il 3,12% dei voti, non raggiungendo quindi il quorum del 4%.

Al ritorno di Nencini, diviene coordinatore della segreteria nazionale del Partito Socialista Italiano.

Elezione a deputatoModifica

Grazie all'accordo elettorale tra PSI e PD, alle elezioni politiche del 2013 viene eletto alla Camera dei Deputati, nella circoscrizione Campania 1, in virtù della candidatura nelle liste del Partito Democratico.

Alla Camera si iscrive al gruppo misto per poi aderire l'11 giugno 2013, assieme agli altri tre deputati del PSI, alla componente del gruppo misto "Partito Socialista Italiano (PSI) - Liberali per l'Italia (PLI)".

A marzo 2015 si candida alle primarie del centro-sinistra in Campania per la corsa da presidente della regione e ottiene il 5,5%, dietro Vincenzo De Luca, che con il 51% dei voti è il vincitore delle primarie, e Andrea Cozzolino (43,5%).

Nel luglio 2015 dichiara di voler dar vita a un'area socialista nel Partito Democratico e il 28 ottobre 2015 presenta quindi a Napoli l'associazione Socialisti & Democratici, promossa insieme ai due deputati Lello Di Gioia e Giuseppe Lauricella, definita "un cantiere di idee" per contaminare il PD.

Il 7 giugno 2016, assieme a Lello Di Gioia e Nello Formisano, aderisce alla componente del Gruppo Misto "Movimento PPA-Moderati".

Il 19 gennaio 2017, assieme a Lello Di Gioia, aderisce ufficialmente al Gruppo del Partito Democratico.

Non è più ricandidato alle elezioni politiche del 2018, in quanto escluso dalle liste del Partito Democratico. Annuncia così l'intenzione di abbandonare la politica, tornandosi a dedicare all'attività forense.[1]

NoteModifica

  1. ^ Simona Brandolini, Pd, Di Lello fuori: «Ora lascio la politica», in Corriere del Mezzogiorno. URL consultato il 15 febbraio 2018.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN307345137 · SBN IT\ICCU\CFIV\274961 · WorldCat Identities (EN307345137