Zona rossa del Vesuvio

1leftarrow blue.svgVoce principale: Vesuvio.

Mappa della zona rossa

La zona rossa del Vesuvio, suddivisa in zona rossa 1 e zona rossa 2, identifica i comuni della città metropolitana di Napoli (oltre Scafati in provincia di Salerno) che si trovano a ridosso o ai limiti del vulcano.

Questi comuni vengono considerati a rischio in caso di eruzione. La zona rossa 1 delimitata dalla linea nera Gurioli è quella definita ad alta pericolosità perché oltre ad altre fenomenologie (lava, lahar, ecc.), può essere invasa dai micidiali flussi piroclastici. Prudenzialmente, tale zona ha mantenuto anche i confini precedenti. La zona rossa 2, invece, è definita pericolosa perché statisticamente è quella su cui potrebbe abbattersi una pericolosa e consistente pioggia di cenere e lapilli. I pericoli maggiori li correrebbero i territori posti sottovento rispetto al Vesuvio, e ubicati lungo la linea dei venti dominanti in quel momento.

L'11 gennaio 2013, la protezione civile ha diffuso la nuova perimetrazione della zona rossa, ridefinendola poi nel 2014 e che interessa nell'odierno 25 comuni. Alle 18 municipalità della precedente zona rossa, infatti, vengono aggiunti totalmente o parzialmente i comuni di Nola, Palma Campania, Poggiomarino, San Gennaro Vesuviano, Scafati, la Masseria Guadagni enclave di Pomigliano d'Arco ma più afferente al comune di Sant'Anastasia, infine la Sesta Municipalità di Napoli, composta dai quartieri di Barra, San Giovanni a Teduccio e Ponticelli, che il vecchio piano di evacuazione collocava nella zona gialla.[1]

Comuni a rischioModifica

A causa dell'elevata urbanizzazione sviluppatasi dal dopoguerra in poi nell'area di base e nella parte pedemontana del Vesuvio, il vulcano napoletano oramai caratterizza un territorio considerato ad alto rischio vulcanico, con circa 800.000 abitanti esposti a tale pericolo. I numeri in gioco sono alti abbastanza da poter definire il Vesuvio il vulcano più temibile del mondo. La fascia territoriale della zona a rischio riguarda 25 comuni (cifra comprendente l'enclave di Pomigliano D'Arco) elencati nella tabella sottostante[2][senza fonte]. La zona rossa è oggetto di un piano d'emergenza nazionale, che dovrà essere integrato quanto prima da un valido piano di evacuazione. In caso di allarme vulcanico poi, 19 regioni italiane (ad eccezione della Campania), accoglierebbero gli abitanti dei comuni vesuviani. Bisogna anche dire che in caso di eruzione alcune fenomenologie vulcaniche come gli alluvionamenti e la ricaduta dei prodotti piroclastici, darebbero origine ad altrettante zone pericolose, come quella blu che interessa la depressione nolana e quella gialla che travalica per ampio raggio la zona rossa soprattutto verso est.

Piano evacuazione rischio Vesuvio. Detto piano è in corso di elaborazione da parte dei 25 comuni del vesuviano inseriti in zona rossa 1 e 2. Il documento deve avere necessariamente una regia dipartimentale (Dipartimento Protezione Civile), perché le vie di esodo devono essere individuate tenendo conto di tutte le esigenze dei comuni e non devono quindi essere conflittuali le une alle altre. Questo piano è stato oggetto di moltissime polemiche; quando pronto, si congloberà al piano di emergenza quale appendice fondamentale diventando una realtà operativa a tutto vantaggio della sicurezza delle popolazioni vesuviane esposte al rischio eruttivo.

Zona rossa
VulcanoVesuvio
Comuni interessati24
Superficie356,03 k
Abitanti700.000
Localizzazione
 
Zona rossa
Stemma Comune Area Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Regione gemellata
  Nola   Napoli 33.829 39 Valle d'Aosta
  Somma Vesuviana 34.430 30,74 Lombardia
  Torre del Greco 85.382 30,66 Lombardia
  Terzigno 17.670 23 Abruzzo
  Palma Campania 15.111 20,8 Friuli Venezia Giulia
  Ottaviano 23.516 19,85 Lazio
  Ercolano 53.260 19,64 Emilia Romagna
  Sesta Municipalità di Napoli 117.641 19,28 Lazio
  Sant'Anastasia 27.677 18,76 Veneto
  San Giuseppe Vesuviano 27.651 14 Veneto
  Poggiomarino 21.362 13,28 Marche
  Pompei 25.421 12,4 Sardegna
  Boscoreale 27.855 11,28 Calabria
  Pollena Trocchia 13.600 8,11 Trentino-Alto Adige
  Torre Annunziata 43.490 7,33 Puglia
  Boscotrecase 10.429 7 Basilicata
  San Gennaro Vesuviano 11.199 6,97 Umbria
  Trecase 9.045 6,14 Sicilia
  Portici 55.310 4,52 Piemonte
  San Giorgio a Cremano 45.052 4,11 Toscana
  Cercola 18.108 3 Liguria
  Massa di Somma 5.539 3,03 Molise
  San Sebastiano al Vesuvio 9.165 2 Puglia
  Scafati   Salerno 50.150 19,69 Sicilia

NoteModifica

  1. ^ Dettaglio dossier | Dipartimento Protezione Civile, su www.protezionecivile.gov.it. URL consultato il 23 agosto 2017.
  2. ^ Il piano di emergenza - Le zone a diversa pericolosità. (archiviato dall'url originale il ).

Voci correlateModifica