Massimo Mangano

allenatore di pallacanestro e giornalista italiano
Massimo Mangano
Massimo Mangano 1990.jpg
Massimo Mangano nel 1990 durante un time-out
Nazionalità Italia Italia
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Ruolo Allenatore
Carriera
Carriera da allenatore
1975-1976Basket Brescia11-11
1977-1978Alessandria
1978-1982Basket Mestre63-53
1982-1983Pallalcesto Udine15-15
1983-1984Fabriano Basket14-16
1984-1986Treviso24-24
1986-1987Sangiorgese9-13
1987Basket Mestre4-10
1989-1994Fabriano Basket71-79
1994-1996Pol. Battipagliese38-28
1996Libertas Forlì1-8
1997-1998Aurora Jesi9-13
1999Dinamo Sassari3-8
1999-2000Scafati Basket
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Massimo Mangano (Palermo, 14 settembre 1950[1]Napoli, 5 maggio 2000[2]) è stato un allenatore di pallacanestro e giornalista italiano.

Ha allenato nella Serie A italiana per un ventennio, sedendo sulle panchine di Serie A1 di Mestre, Fabriano, Treviso e Forlì[3].

È considerato il simbolo dello sviluppo del basket professionistico a Scafati[4] e al momento della sua morte era tra i primi dieci allenatori per numero di partite da allenatore in Serie A, 619[5].

CarrieraModifica

Arrivò a Milano nel 1971 e ottenne in breve tempo un incarico come giornalista per i Giganti del basket. Iniziò ad allenare in Serie B e a collaborare con La Gazzetta dello Sport, arrivando anche ad autointervistarsi usando uno pseudonimo[2]. Ottiene il suo primo incarico da capoallenatore dalla Pintinox Brescia, nella Serie A2 1975-76. All'esordio, tuttavia, retrocede in Serie B.

Nella stagione 1977-78 guida la Superga Alessandria (del patròn Celada) alla promozione in A2, poi la squadra si fonderà con la Vidal e si trasferirà a Mestre. Quindi ritorna in A2 nel 1978-79, con la Superga Mestre. Rimane quattro anni in Veneto, conquistando due promozioni nella massima serie, una retrocessione e una salvezza. Partecipa anche alla Coppa Korać, in cui esce ai quarti di finale.

Negli anni ottanta è direttore editoriale del mensile Giganti del basket[4].

Dopo una parentesi alla Pallalcesto Amatori Udine (coadiuvato dal giovane Ettore Messina[4]) e la salvezza in A1 con l'Honky Fabriano, conduce la Pallacanestro Treviso alla promozione nella massima serie. A stagione in corso, nel 1985-86 viene esonerato.

Si fermano a metà stagione anche la sua esperienza a Porto San Giorgio e il suo ritorno a Mestre. Dal 1989-90 al 1993-94 allena il Fabriano Basket, con cui conquista un'altra promozione in A1. Rimane poi un altro biennio in A2, con l'Jcoplastic Battipaglia.

La sua ultima esperienza in Serie A1 è della stagione 1996-97, quando gestisce fino a novembre la Montana Forlì. Dal dicembre 1997 all'ottobre 1998 è sulla panchina della Sicc Jesi, mentre tra gennaio e marzo 1998 gestisce la Dinamo Sassari.

Il 29 novembre 1999 subentra a Tony Trullo sulla panchina dell'Ovito Scafati[6]. Riesce a far qualificare la società campana per i play-off, ma il giorno prima della gara-2 delle semifinali lo coglie un ictus[4]. Ricoverato all'ospedale Fatebenefratelli di Napoli, è rimasto in coma[5] fino alla morte, avvenuta il 5 maggio 2000[2]. Il funerale, a cui erano presenti Valerio Bianchini, Cesare Pancotto, Gianni Corsolini e Vittorio Smiroldo[7], si è tenuto alla chiesa di Santa Maria delle Vergini di Scafati il 7 maggio[8].

A lui è dedicato il PalaMangano, palazzetto dello sport di Scafati[4] e in suo onore è stato disputato un memorial il 20-21 settembre 2000 a Bagheria, vinto dalla De Vizia Avellino su ADR Roma, Cestistica Barcellona e Virtus Ragusa[9]. Il 3 novembre 2013 gli è stato dedicato il Palazzetto dello Sport ex Palauditore di Palermo[10].

PalmarèsModifica

NoteModifica

  1. ^ Almanacco illustrato del basket 1990. Panini, Modena, 1989, p. 15.
  2. ^ a b c Chiabotti Luca. Addio Mangano, tecnico scrittore. «La Gazzetta dello Sport», 6 maggio 2000.
  3. ^ Scheda su Massimo Mangano della Lega Basket Serie A.
  4. ^ a b c d e Fabrizio Tomassoni. Ricordando Massimo Mangano[collegamento interrotto]. RietiSport.it, 8 marzo 2008.
  5. ^ a b m.c. Dramma Mangano: è in fin di vita. «La Gazzetta dello Sport», 3 maggio 2000.
  6. ^ m.c. MANGANO ALLENA. «La Gazzetta dello Sport», 30 novembre 1999.
  7. ^ m.c. Scafati ha dato l'ultimo saluto a Mangano. Anche Bianchini e Pancotto a piangerlo. «La Gazzetta dello Sport», 8 maggio 2000.
  8. ^ ULTIMO ADDIO. «La Gazzetta dello Sport», 7 maggio 2000.
  9. ^ s.g. MEMORIAL MANGANO. «La Gazzetta dello Sport», 22 settembre 2000.
  10. ^ Giulio Figlia, Il PalaUditore diventa PalaMangano, in 100passijournal.info, 3 novembre 2013. URL consultato il 7 novembre 2013.

Collegamenti esterniModifica