Maurizio Bianconi

avvocato e politico italiano
Maurizio Bianconi
Maurizio Bianconi daticamera.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature - XVI

- XVII

Gruppo
parlamentare
XVI:

- Popolo della Libertà

XVII:

- GRUPPO MISTO (Dal 17/07/2017-attualmente)

In precedenza:

- Forza Italia - Il Popolo della Libertà - Berlusconi Presidente (Da inizio legislatura al 19/11/2015)

- GRUPPO MISTO - componente: Direzione Italia (Dal 19/11/2015 al 17/07/2017)

Coalizione XVI:

Coalizione di centro-destra del 2008

XVII:

Coalizione di centro-destra del 2013

Circoscrizione Toscana
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Indipendente (Dal 2017)
In precedenza:
Movimento Sociale Italiano (Fino al 1991)
Unione dei Cittadini (1991-1995)
Alleanza Nazionale (1995-2009)
Il Popolo della Libertà (2009-2013)
Indipendente (2013-2015)
Conservatori e Riformisti (2015-2017)
Direzione Italia (gen 2017-lug 2017)
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione Avvocato Penalista e di Diritto Commerciale

Maurizio Bianconi (Arezzo, 22 luglio 1946) è un avvocato e politico italiano.

Indice

BiografiaModifica

Carriera professionaleModifica

Aretino di nascita, studi classici, lavora e studia allo stesso tempo. Si laurea in Giurisprudenza, con il prof. Italo Mereu, con il massimo dei voti e la lode. Si dedica all'avvocatura, professione esercitata ininterrottamente dal 1971.

Penalista naturale, diviene anche esperto del regime normativo dell'oro (attività primaria in Arezzo), partecipando alla stesura del codice degli usi. Da lì diviene anche esperto di diritto commerciale e assistenza alle imprese.

Diviene anche revisore contabile iscritto all'albo europeo. Esercita anche la funzione di presidente del Collegio Arbitrale presso la Camera di Commercio di Arezzo.

Giornalista pubblicista e scrittore, fin dal l'adolescenza partecipa ad iniziative editoriali e fonda riviste e giornali.

In seguito collabora con le Gazzette e i Corrieri e a varie riviste fra le quali “l'osservatorio” e fonda e dirige “i quaderni del Gruppo” che vivono alcuni anni con notevole diffusione.

Negli anni 80 dà vita ad una trasmissione televisiva su di un'emittente locale (Teletruria 2000) di successo per il bacino di utenza di riferimento.

Ha pubblicato sia di politica (fra gli altri: “I partitanti”, “Un partito di profilo”, “Autonomie e federalismo”, "Quale Europa”), sia di diritto (fra gli altri: “Il Mercato dell'oro”, “invim iniquo balzello”), sia di satira (Abramo and company), che di storia locale (“Storia di Arezzo”, “Storia di Arezzo e degli Aretini”), quest'ultimo più volte ristampato ha avuto diffusione per oltre 15000 copie.

Attività sportivaModifica

Figlio e nipote di presidenti dell'Unione Sportiva Arezzo, intraprende l'esperienza di dirigente sportivo divenendo Vicepresidente esecutivo del sodalizio, ottenendo una coppa Italia semi pro, una promozione in B e la disputa di 9 campionati di B con il raggiungimento del 4 posto in uno di questi e non subendo retrocessione alcuna mantenendo il costante equilibrio finanziario della società facendo parte di un gruppo dirigente sicuramente punto focale della storia sportiva del calcio aretino.

Attività politicaModifica

Appassionato alla politica sin dall'infanzia prende la sua prima tessera a 13 anni.

Fonda circoli culturali (Nuovo Umanesimo), giornali studenteschi, diviene dirigente nazionale della associazione giovanile del MSI, Giovane Italia.

Eletto consigliere comunale di Arezzo alla prima tornata utile dopo la maggiore età, fa parte del gruppo di giovani che lancia il partito a livello nazionale, invitandoli a tenere manifestazioni in tutta Italia.

Nel febbraio del 1971 nella sede del Consiglio Provinciale di Arezzo viene picchiato duramente da circa 150 avversari politici.

Profondamente laico (avrà per alcuni anni la tessera doppia del partito radicale) si schiera a favore del divorzio, in modo tanto energico da rendere impossibile la sua permanenza nei quadri dirigenti del MSI e così si allontana dalla vita politica attiva, pur continuando nel suo impegno.

Nel 1991 fonda il movimento politico Unione dei Cittadini ed aderisce poi ad Alleanza Nazionale.

Alle elezioni regionali in Toscana del 1995 viene eletto consigliere in provincia di Arezzo tra le fila di Alleanza Nazionale con 5.573 preferenze, venendo poi riconfermato alle successive regionali del 2000 e del 2005.

Durante i tre mandati in Consiglio regionale è stato il primo rappresentante della destra a far parte dell'Ufficio di presidenza della Regione Toscana, è stato capogruppo per 13 anni, ha presieduto la Commissione di Controllo e quella per la legge elettorale ed è stato vicepresidente della prima commissione.

Alle elezioni comunali del 1999 ad Arezzo viene eletto Presidente del Consiglio Comunale, facendo approvare all'unanimità il nuovo Statuto, unico comune capoluogo a farlo nei termini di legge fu poi anche Consigliere provinciale nelle consultazioni elettorali del 2004.

Elezione a deputato (2008, 2013)Modifica

Alle elezioni politiche del 2001 è candidato alla Camera dei Deputati, nel collegio uninominale di Arezzo, sostenuto dalla Casa delle Libertà (in quota AN), venendo tuttavia sconfitto dal candidato de L'Ulivo Giuseppe Fanfani; viene ricandidato anche alle successive elezioni politiche del 2006, nella circoscrizione Toscana, nelle liste di Alleanza Nazionale (in settima posizione), risultando tuttavia il secondo dei non eletti.

Alle elezioni politiche del 2008 è nuovamente candidato alla Camera dei Deputati, nella circoscrizione Toscana, nelle liste del Popolo della Libertà (in tredicesima posizione), venendo eletto deputato della XVI Legislatura. Alla Camera diviene vice-presidente del gruppo parlamentare del PdL, e dal 2009 è stato anche vice segretario amministrativo vicario del PdL e rappresentante legale del partito.

Alle elezioni politiche del 2013 è nuovamente candidato alla Camera dei deputati, nella circoscrizione Toscana, nelle liste del Popolo della Libertà (in terza posizione), venendo rieletto deputato della XVII Legislatura.

Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, non aderirà mai a Forza Italia (come da lui stesso dichiarato più volte)[1], ma rimarrà comunque come indipendente nel gruppo parlamentare di Forza Italia.

Da parecchio tempo fermamente contrario alle scelte politiche di Silvio Berlusconi (in particolare alle politiche tremontiane, all'appoggio al governo Monti, all'ingresso nel governo Letta, al Patto del Nazareno ed al voto favorevole di Forza Italia all'Italicum ed alla Riforma costituzionale Renzi-Boschi), il 30 maggio 2015 aderisce a Conservatori e Riformisti di Raffaele Fitto.

Il 19 novembre 2015, assieme agli altri deputati di CoR abbandona il gruppo parlamentare di Forza Italia (di cui Bianconi faceva parte come indipendente) e passa al gruppo misto, aderendo alla componente "Conservatori e Riformisti".

Il 28 gennaio 2017, a seguito dello scioglimento di Conservatori e Riformisti, confluisce in Direzione Italia, naturale proseguimento del percorso politico di CoR.[2]

Il 15 luglio 2017 abbandona Direzione Italia, rimanendo quindi come indipendente nel gruppo misto della Camera dei Deputati.[3]

Polemica con il QuirinaleModifica

Il 16 agosto 2010 nel pieno dello scontro politico all'interno del Popolo della Libertà tra Silvio Berlusconi e il cofondatore del partito Gianfranco Fini, espulso da pochi giorni dal PdL e avendo formato gruppi autonomi alla Camera e al Senato (con il nome di Futuro e Libertà per l'Italia), Bianconi rilascia una intervista molto dura su Il Giornale (che insieme ad altri quotidiani vicini al centro-destra aveva iniziato una campagna martellante contro Fini riguardo ad un appartamento a Montecarlo di Alleanza Nazionale rientrato nelle disponibilità del cognato del Presidente della Camera) criticando l'atteggiamento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che aveva paventato l'ipotesi di Governo tecnico in caso fosse venuta meno da parte dei finiani la fiducia al governo Berlusconi, escludendo dunque l'ipotesi di voto anticipato. Bianconi ha accusato Napolitano di tradire la Costituzione: "La Costituzione la puoi tradire non rispettandola, oppure fingendo di rispettarla. Napolitano smentisce se stesso, con un atto di incoerenza gravissima, dicendo no al voto anticipato e sì alla ricerca di un governo tecnico".

Lo stesso giorno una nota del Colle afferma che il deputato Bianconi "si è abbandonato ad affermazioni avventate e gravi sostenendo che il Presidente Napolitano 'sta tradendo la Costituzione'. Essendo questa materia regolata dalla stessa Carta (di cui l'on. Bianconi è di certo attento conoscitore), se egli fosse convinto delle sue ragioni avrebbe il dovere di assumere iniziative ai sensi dell'articolo 90 e relative norme di attuazione” (messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica). Bianconi è stato duramente criticato sia dall'opposizione che dalla maggioranza soprattutto da esponenti del suo partito per le gravissime accuse chiedendo di scusarsi con il Capo dello Stato. L'indomani il deputato invitava a chiedere scusa e confermò in tutto e per tutto le proprie affermazioni.

NoteModifica

  1. ^ Forza Italia, Bianconi "sfratta" Berlusconi: "Faccia un partito e se ne vada". Toti: "Ingrato", su Il Fatto Quotidiano, 23 novembre 2014. URL consultato il 19 giugno 2017.
  2. ^ (IT) Non chiamateli più Cor. Fitto crea 'Direzione Italia', una casa per la buona politica, in LecceNews24.it. URL consultato il 16 luglio 2017.
  3. ^ (IT) Bianconi lascia Direzione Italia: "Le querce non fanno i limoni", in Arezzo Notizie, 14 luglio 2017. URL consultato il 16 luglio 2017.

Collegamenti esterniModifica