Maurizio Marchetto

Maurizio Marchetto
Maurizio Marchetto 2009.jpg
Marchetto nel 2009
Nazionalità Italia Italia
Altezza 169 cm
Peso 62 kg
Pattinaggio di velocità Speed skating pictogram.svg
Specialità 1500 metri, 5000 metri, 10000 metri
Squadra non conosciuta Pro Patria Pierrel Milano
Ritirato 1984
Statistiche aggiornate al 25 marzo 2018

Maurizio Marchetto (Badia Polesine, 13 febbraio 1956) è un allenatore di pattinaggio ed ex pattinatore di velocità su ghiaccio italiano.

BiografiaModifica

Nato a Badia Polesine, in provincia di Rovigo, nel 1956, è padre della conduttrice Melissa Greta Marchetto[1].

A 19 anni ha partecipato ai Giochi olimpici di Innsbruck 1976, nei 5000 metri, dove è arrivato 21º in 8'04"07 e nei 10000, terminati con il 17º tempo, 16'22"55.

4 anni dopo, a Lake Placid 1980, ha preso parte ad un'ulteriore gara, i 1500 metri, che ha chiuso al 28º posto, in 2'07"45. Nei 5000 è arrivato 23º in 7'35"50, mentre nei 10000 22º in 15'56"73.

Prima di ritirarsi è stato in gara alla sua terza Olimpiade, quella di Sarajevo 1984, nei 5000 e nei 10000, chiusi rispettivamente al 22º posto in 7'36"87 e al 20º in 15'19"77.

Dopo il ritiro è diventato allenatore: dal 1984 al 1992 e dal 1994 al 2010 ha svolto questo ruolo per la nazionale italiana, dove ha seguito atleti come Roberto Sighel, primo italiano campione mondiale ed Enrico Fabris, tre medaglie a Torino 2006, tra cui quella nell'inseguimento a squadre. Successivamente ha allenato il russo Ivan Skobrev e il francese Alexis Contin e dal 2011 la nazionale femminile russa. Nel 2015 è ritornato alla guida della nazionale italiana.[2]

OnorificenzeModifica

  Palma d'oro al Merito Tecnico
— Roma, 19 dicembre 2017.[3]

NoteModifica

  1. ^ Roberto Pavanello, Melissa Greta Marchetto: “Ho imparato radio e tv studiando Simona Ventura”, su lastampa.it, 11 luglio 2017. URL consultato il 25 marzo 2018.
  2. ^ Luca De Matteis, Maurizio Marchetto torna a guidare la Nazionale italiana su pista lunga, su neveitalia.it, 31 maggio 2015. URL consultato il 25 marzo 2018.
  3. ^ Collari d'oro 2017, su coni.it. URL consultato il 22 dicembre 2018.

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