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Con il nome di mazarinettes ci si riferiva, nel XVII secolo, alle sette nipoti del cardinale Giulio Mazzarino (in Francia: Jules Mazarin), primo ministro di Francia durante la gioventù di re Luigi XIV. Mazzarino le condusse dall'Italia alla Francia, assieme a tre dei suoi nipoti, negli anni 1647 e 1653. In seguito, egli combinò per loro matrimoni vantaggiosi con potenti e influenti principi francesi e italiani. Per superare la resistenza aristocratica all'unione matrimoniale, il cardinale concesse generosamente doti enormi ai fidanzati.

Le ragazze erano le figlie delle sorelle del Cardinale, Laura Margherita e Girolama.

Giunte in Francia in momenti diversi, le ragazze erano di età compresa tra i sette e i tredici anni al momento del loro arrivo. Il loro zio, il cardinale Mazzarino, aveva chiesto la loro presenza presso la corte francese per varie ragioni. In primo luogo, era stanco di essere circondato da cortigiani e nobili francesi di cui non poteva fidarsi. Voleva essere in grado di rilassarsi in giro e confidarsi con i membri della sua famiglia. In secondo luogo, voleva usare i suoi nipoti per consolidare la sua eredità nella società e nella storia francese. Essendo un religioso, non aveva figli legittimi con cui farlo.

Al loro arrivo a Parigi, Anna d'Austria, la madre del giovane re, prese i bambini sotto la sua protezione. Diede il consenso affinché i più giovani fossero educati insieme con il re e suo fratello minore, Filippo, al Palais-Royal. Con questo trattamento di favore, la Regina Madre collocò le ragazze sullo stesso piano delle principesse del sangue.

A Parigi, le "Mazarinettes" suscitarono molto scalpore a causa del loro aspetto. In un ambiente in cui la pelle pallida e un fisico tondeggiante erano considerati come l'ideale della bellezza, la carnagione scura delle ragazze italiane e la loro corporatura leggera suscitarono molta curiosità.

Come protégé dello zio, le vite delle ragazze subirono gli influssi della fortuna variabile del cardinale. Durante la Fronda, per due volte furono costrette a lasciare Parigi e andare in esilio. Dopo che la rivolta fu schiacciata, però, il cardinale Mazzarino assicurò a tutte loro una vita di prosperità spensierata, trovando loro mariti adatti ed elargendo loro regali di nozze sontuosi.

FontiModifica

  • (FR) Pierre Combescot, Les petites Mazarines, Paris, Grasset, 1999, ISBN 2-246-47761-1.
  • (DE) Paul Guth, Mazarin. Frankreichs Aufstieg zur Weltmacht, Frankfurt, Societäts-Verlag, 1973, pp. 637–670.
  • (FR) Jacques Hillairet, Les Mazarinettes ou, Les sept nièces de Mazarin, Paris, Éditions de Minuit, 1976, ISBN 2-7073-0138-8.
  • (DE) Amédée Renée, Die Nichten Mazarin's. Studien der Sitten und Charaktere im 17. Jahrhundert, Dresden, Rudolf Kuntze, 1858. URL consultato il 15 ottobre 2009.
  • Paul de Saint-Victor, Les Mazarines, in Revue du XIXe siècle, vol. 4, 1867, pp. 323–331.
  • Guy Jean Raoul Eugène Charles Emmanuel de Savoie-Carignan, The seven richest heiresses of France, London, J. Long, 1911. URL consultato il 15 ottobre 2009.

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