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Medaglia

oggetto circolare di metallo, usato per scopi commemorativi
Pisanello, rovescio della medaglia di Cecilia Gonzaga, Innocenza e unicorno in paesaggio notturno (1447)

In numismatica la medaglia si differenzia dalla moneta, a cui è molto simile, perché coniata ed emessa da privati (ma in alcuni casi anche da stati) per scopi commemorativi e soprattutto non è una merce di scambio poiché priva di valore facciale. Per la forma e l'aspetto le medaglie assomigliano alle monete, ma spesso sono più grandi e hanno una funzione celebrativa, per questo hanno una circolazione più ristretta e non sono soggette all'usura tipica delle monete in circolazione.

DescrizioneModifica

Le medaglie ebbero una vasta diffusione nell'Antica Roma, come emissioni che l'imperatore elargiva, spesso con intenti propagandistici. In epoca rinascimentale il loro uso tornò in auge grazie all'opera di Pisanello, che coniò una famosissima medaglia di Giovanni VIII Paleologo nel 1438, la cui ampia circolazione spinse molti signori italiani all'emulazione. Si trattava della prima effigie di un vivente su un conio fin dall'antichità, in anticipo di qualche decennio rispetto alle emissioni monetali. Il modello imperiale restò vincolante, con l'effigie sempre di profilo. Durante il XV secolo l'attività dei medaglisti si limitò alla cerchia delle corti e dei loro più illustri collaboratori. Dopo Pisanello furono famosi medaglisti Matteo de' Pasti, il Caradosso, Leone Leoni, fino a Benvenuto Cellini e Conrad Bloc, nel XVI secolo. le medaglie seguirono l'evolversi dello stile nell'arte el rilievo, passando nel corso del Cinquecento dalla medaglia fusa a quella battuta. Particolare ricchezza di emissioni si è avuta in tempi in cui era necessaria una forte propaganda, come nell'impero napoleonico o nella Russia sovietica.

Attualmente, le medaglie coniate da privati non sono diffuse come in passato mentre gli stati le riservano ai soli collezionisti o in caso di alte onorificenze. Si tratta comunque di un genere ancora vivo, a cui si sono dedicati artisti di fama, legato alla più svariate celebrazioni, personali, di associazioni, aziende o istituzioni.

Le medaglie (realizzate in oro, argento, bronzo, loro leghe o metalli simili meno pregiati) sono, insieme a coppe e trofei, il classico premio delle competizioni sportive. Inoltre fin dal Settecento le medaglie rappresentano una particolare onorificenza in campo militare, tramandando un uso nato con le orificenze cavalleresche.

La medaglia, come la moneta, si compone di due parti:

  • il diritto, alias dritto o recto, è il lato della medaglia su cui compare l'immagine principale in rilievo;
  • il rovescio, o verso, è il lato contrapposto su cui compare l'iscrizione dedicatoria o anche una immagine meno vistosa rispetto al diritto. L'iscrizione può essere incisa o in rilievo.

BibliografiaModifica

  • Graham Pollard e Giuseppe Mauro Mori, Medaglie e monete, Gruppo editoriale Fabbri, Milano 1981. ISBN non esistente
  • AA.VV., Medaglie italiane del Rinascimento, Museo Nazionale del Bargello, Firenze 1983. ISBN non esistente

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