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Memnone di Eraclea (in greco antico: Mέμνων, Mémnon; ... – ...) è stato uno storico greco antico del I secolo, probabilmente nativo di Eraclea Pontica.

Indice

BiografiaModifica

Scrisse un'imponente opera sulla storia di quella città, specialmente sulla tirannia che a più riprese governò Heraclea.

La nostra conoscenza di questo lavoro ci proviene da Fozio. Di quanti libri esso consistesse non sappiamo. Fozio lesse i libri che andavano dal nono al sedicesimo, facendone un riassunto abbastanza sostanzioso. I primi otto libri non li lesse ma parla di altri libri oltre il sedicesimo. Il nono libro comincia con un ritratto del tiranno Clearco, il discepolo di Platone e di Isocrate. Il tredicesimo libro ospita un lungo racconto della nascita di Roma. L'ultimo evento ricordato nel sedicesimo libro è la morte di Britagora, che era stato inviato dagli abitanti di Heraclea come ambasciatore a Giulio Cesare, dopo che questi aveva ottenuto poteri assoluti nel 48 a.C.

Da ciò il Vossio ipotizzò che il lavoro fosse stato scritto all'incirca ai tempi di Cesare Augusto all'inizio del I secolo d.C.; a giudizio dell'Orelli, non dopo il periodo di Adriano o degli Antonini, a metà del II secolo; l'Oxford Classical Dictionary ritiene possibile anch'esso il II secolo. Ovviamente è impossibile fissare la data con precisione accettabile, così come non sappiamo alcunché circa il periodo in cui l'intera opera fu completata. Lo stile di Memnone, secondo Fozio, era chiaro e semplice, e le parole erano ben scelte. Gli Excerpta di Fozio, comunque, contengono numerosi esempi di rare espressioni poetiche, una piccola parte delle quali indica il declino subito dalla lingua greca. Tali escerti di Fozio furono dapprima pubblicati separatamente, insieme con lacerti dell'opera di Ctesia e Agatarchide, da Enrico Stefano.[1] La migliore edizione è quella di Johann Conrad Orelli,[2] contenente, con ciò che rimane di Memnone, i pochi frammenti di altri scrittori di Eraclea.

La storia di Mennone è lodevole in ragione della sua capacità di narrare con continuità quasi tutto il periodo ellenistico, quantunque in modo riassuntivo e da un punto di vista localistico. È altresì apprezzabile per essere l'unico razionale e completo esempio di storiografia greca di soggetto locale.

NoteModifica

  1. ^ Parigi, 1557.
  2. ^ Lipsia, 1816.

BibliografiaModifica

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