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Michail Andreevič Miloradovič

generale russo

BiografiaModifica

Di origine serba, la famiglia Miloradović-Rabrenović era una famiglia nobile dell'Erzegovina e faceva parte della famiglia reale russa.

Miloradovich prestò servizio agli ordini del generale Suvorov nelle guerre contro la Turchia e la Polonia e nelle campagne d'Italia e di Svizzera nel 1799, ove si distinse come comandante.

Nel 1805, dopo aver ottenuto il gradi di tenente generale, prestò servizio agli ordini del generale Mikhail Kutuzov combattendo ad Austerlitz, ove la sua colonna tenne le alture del Pratzen.

Durante la Guerra russo-turca del 1806-1812 si distinse parecchie volte. Sconfisse i turchi a Obileşti (nell'attuale Romania, 1807) e per la battaglia di Rassevat (Bulgaria, 1809) ottenne la promozione a generale di fanteria nel 1810.

Durante la campagna napoleonica di Russia Miloradovitch fu protagonista ed uno di quelli che riscossero maggiori successi. Nella battaglia di Borodino comandò l'armata della riserva e, successivamente, la retroguardia che ritardò la conquista di Mosca. Appena Napoleone iniziò la ritirata da Mosca, egli sconfisse i francesi a Vjaz'ma. In seguito il suo corpo d'armata fu uno dei più attivi nel perseguire la ritirata della Grande Armée.

Nel 1813 comandò la retroguardia degli alleati nella battaglia di Bautzen. Nella battaglia di Kulm comandò i corpi russi e prussiani e così in quella di Lipsia. Nel 1814 Miloradovitch comandò il contingente alleato nei Paesi Bassi.

A partire dal 1818 fu governatore di San Pietroburgo. Il 14 dicembre 1825 tentò di calmare i dirigenti decabristi al senato. Popolare nell'esercito, era sul punto di riuscire ad esortare i principali dirigenti quando Evgenij Petrovič Obolenskij lo ferì con un colpo di baionetta. Fu successivamente ucciso a pugnalate da Pëtr Grigor'evič Kachovskij, uno dei ribelli più radicali.

Soprannominato da Suvorov «il volteggiatore per eccellenza», Miloradovitch meritò la stima di Gioacchino Murat, che egli combatté spesso. Nel 1812 essi si scambiarono i mantelli, in segno di reciproca stima.[1]

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ (FR) De Ivan Golovin, Histoire d'Alexandre ler, empereur de Russie, p. 230

Altri progettiModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN67246776 · ISNI (EN0000 0000 5535 7729 · LCCN (ENnr93050984 · GND (DE117578290 · BNF (FRcb15945945w (data) · CERL cnp00539741 · WorldCat Identities (ENnr93-050984