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Michele Angelo Ferdinando De Martino (Montepertuso, 20 gennaio 1788Monopoli, 9 marzo 1860) è stato un mercante italiano.

Indice

BiografiaModifica

 
Sfinge della loggia massonica THE SPINX del 1839 casa Pitkin
 
Cappella della famiglia De Martino nel cimitero di Monopoli (Ba) edificata nel 1856 da Michele De Martino, dove è sepolto e dove è collocata la lapide fatta incitere da John Pitkin.
 
Pugno chiuso su lapide di fondazione della Cappella funeraria

Figlio di Giuseppe De Martino (N.1758-M.1848) [1], mercante di Montepertuso, frazione di Positano (Salerno), di antica famiglia di armatori, amplia la propria attività trasferendosi intorno al 1810 a Monopoli (Bari). Il porto e la posizione geografica della città è ideale per i suoi velieri che trasportano i prodotti agricoli pugliesi (soprattutto olio d'oliva e grano) sui mercati italiani, americani, russi, inglesi, francesi e olandesi.[2] Si sposa nel 1818 con Angela Gaetana Marzolla (N.27/11/1789-M.4/3/1856), esponente della ricca borghesia locale, dalla quale avrà quattro figli che proseguiranno l'attività commerciale della famiglia[3].

Già sotto i Borbone, Michele De Martino intuisce l'importanza del porto di Monopoli e “annodando estesissime relazioni, aveva fatto concorrenza coi nostri oli a quelli di Gallipoli in Russia ed in Inghilterra, e con i nostri grani e quelli di Barletta in Tolone e Marsiglia. E riunito al negoziante inglese John Pitkin, che qui dimorando, seppe guadagnare e poi conservare fino alla morte le simpatie di tutti gli ordini dei cittadini, ottenuta un'autorizzazione dal municipio, fece redigere un disegno per il nuovo porto dal valente ingegnere Ercole Lauria di Napoli”[4] Insieme al fraterno amico John Pitkin, mercante inglese e console a Monopoli, allo scopo di rendere più sicuro l'attracco dei velieri nel porto di Monopoli, inizia a proprie spese, la costruzione del braccio sud del porto in attacco al lato nord-est del castello di Monopoli Carlo V[5]. Tale opera sarà la premessa per la realizzazione del molo Margherita, fondamentale per l'agibilità del porto da parte delle imbarcazioni a vela.

Michele è probabilmente il fondatore, insieme all'amico John Pitkin, della Loggia massonica monopolitana (o forse vendita carbonara) "The Sphinx" 1839. Alla sua morte, John Pitkin, dedica all'amico una lunga e commovente iscrizione, ancora visibile nella cappella funebre della famiglia De Martino nel cimitero di Monopoli.[6] La cappella di famiglia di Michele De Martino, nella quale John Pitkin colloca la lapide precedentemente citata, è caratterizzata da oscure simbologie. Tra queste; un pugno chiuso che fuoriesce dal muro, sotto il timpano principale, subito sopra l'iscrizione dedicatoria che il De Martino pone al momento della costruzione del tempietto nel 1856. Anche le decorazioni architettoniche del coronamento di casa Pitkin e della cappella De Martino sono simili, costituite fondamentalmente da intrecci di archetti gotici.

I suoi velieriModifica

 
Antoine Roux: Brick-goelette o Brick-Schooner del 1839. l'armatura è simile a quella della goletta con la quale può essere identificato.
 
Goletta Argo 1865
 
brigantino moderno
 
Bragozzo adriatico 1850

Dispone per i suoi commerci, di una consistente flotta, dai velieri oceanici a barche minori per il piccolo cabotaggio. Costruisce a Venezia un veloce brick schooner (Goletta): l' "Angela e Elisa", che poi verrà venduto nel 1858 dal figlio Girolamo (residente a Venezia da dove dirige parte dell'attività di famiglia) ad Angelo Titi, armatore brindisino[7]. Tra le barche di sua proprietà risultano documentati, oltre al grosso bragozzo "Esmeralda" (97 tonnellate, due alberi, pontato, con una camera), in comproprietà al 50% con Luigi Tito di Giosuè che ne era il capitano, anche il Brik Schooner “La Felicia” con Leonardo Barnaba capitano. L'avventura de “La Felicia” è ricordata tra i vari miracoli di ambiente marinaro della Madonna della Madia.[8] Nell'archivio della famiglia De Martino è conservato un interessante registro di carico di Michele, relativo agli anni 1851-1855. Da questo documento è possibile ricavare molte notizie sui commerci di olio dal porto di Monopoli verso Trieste, Senigallia, Ancona, Fiume, Napoli, Catania, Castellammare, Marsiglia e Venezia dove il figlio Girolamo De Martino risiedeva per curare gli interessi della famiglia. In quel periodo i trasporti venivano effettuato a bordo di veloci brigantini: Giglio, Veloce, Michele, Giglio delle onde.... Questo registro risulta prezioso anche per le molte notizie sulla marineria di Monopoli della metà XIX secolo[9]

FontiModifica

  • Alcune notizie provengono dall'archivio della famiglia Capitanio di Monopoli, conservato presso lo Studio di Architettura D. Capitanio piazza Palmieri n.6/7 Monopoli (Bari), il cui nucleo di base è costituito dall'archivio dell'Abate Domenico Capitanio del XIX secolo.
  • Dai registri di carico del 1851-1855 conservati presso l'archivio della famiglia De Martino, conservato in Monopoli da Gianfranco De Martino.
  • Dalle lapidi della cappella De Martino del cimitero di Monopoli.
  • Dagli atti di morte del comune di Monopoli

NoteModifica

  1. ^ Giuseppe De Martino di professione armatore e mercante, nasce a Montepertuso nel 1758 successivamente si trasferisce definitivamente a Monopoli col figlio Michele intorno al 1810. Muore in Monopoli il 20 aprile 1848 a novanta anni. (vedi atto di morte n. 183 del 1848 del Comune di Monopoli).
  2. ^ Vedi registro di carico di Michele De Martino per gli anni 1851-1855 conservato dal discendente dr. Gianfranco De Martino nell'archivio di famiglia.
  3. ^ Nello stesso 1818, anno del matrimonio, nasce il suo primo figlio Giuseppe che però muore quasi subito. L'anno successivo nasce Giuseppe (N. 23/3/1819-M. 20/1/1877) e successivamente Girolamo (residente a Venezia da dove cura gli interessi della famiglia). I due maschi proseguiranno con successo l'attività mercantile del padre. Le due figlie furono Lauretta e Felicia che si sposerà con Luigi Finamore Pepe, viceconsole inglese, storico e politico monopolitano del XIX secolo. Anche i nipoti di Michele De Martino saranno attivi nel campo dei commerci marittimi, intessendo strette relazioni con gli altri mercanti monopolitani. Il nipote Michele De Martino (N.13/8/1850-M-5/5/1916) sposerà nel 1879 Maria Madia Antonelli, di ricca e rispettata famiglia di commercianti, potente anche nell'ambiente ecclesiastico (Nel 1856 la Badessa del ricchissimo Convento di S.Leonardo è Marianna Antonelli)
  4. ^ L. Finamore Pepe, Monografia del porto Regina Margherita in Monopoli, Bari, Stab. Tipografico Gissi & Avellino, 1883. L'autore, appassionato cultore della storia della città di Monopoli, ricopriva la carica di Vice Console inglese e sullo stato dei lavori del porto di Monopoli, aveva fornito una completa e dettagliata relazione, verso la fine del 1868, al Capitano Tyler, il quale, l'anno successivo relazionò alla Camera dei comuni, sottolineando la specifica funzione dello scalo monopolitano.
  5. ^ L. Finamore Pepe, Monografia del porto Regina Margherita in Monopoli, Bari, Stab. Tipografico Gissi & Avellino, 1883.
  6. ^ Trascrizione della lapide: "QUI RIPOSA- MICHELE ANGELO FERDINANDO DE MARTINO- NATO IN MONTEPERTUSO PROVINCIA DI SALERNO- A 20 GENNAIO 1788- MORTO A MONOPOLI SUA PATRIA ADOTTIVA- A 9 MARZO 1860- FIGLIO, MARITO GENITORE AMOREVOLISSIMO- CITTADINO ESEMPLARE, AMICO SINCERO- PRIMO COMMERCIO' CON INGHILTERRA, OLANDA, RUSSIA, AMERICA- I RICCHI PRODOTTI, IN QUESTO LIDO ADRIATICO- COLLA INTEGRITA' NEGLI AFFARI- ACQUISTO' IN QUEI LONTANI PAESI- RIPUTAZIONE ONOREVOLISSIMA, AMMIRATORI NON POCHI- QUESTA LAPIDE A LUI POSE- GIOVANNI PITKIN CITTADINO INGLESE- A TESTIMONIANZA DI AMICIZIA INCANCELLABILE- DI GRATITUDINE CHE SOPRAVVIVE ALLA TOMBA- FRATELLI IN GESU' CRISTO- ONORATE LA SUA MEMORIA- IMITATE LE SUE VIRTU'"
  7. ^ L'Agenzia Marittima brindisina 'Titi Shipping' S.r.l. conserva tuttora nei propri archivi gli originali del contratto del 1858 che ha provveduto a pubblicare nel 2008, in occasione della ricorrenza dei 160 anni dalla fondazione dell'agenzia, insiene al libro di bordo dell'Angela e Elisa. La goletta fu ribattezzata da Angelo Titi "l'Angioletto".
  8. ^ Riportiamo il testo della “certificazione” del miracolo come descritto dal capitano in “grazie e miracoli del secolo XIX “ capitolo VI, (raccolta devozionale della Curia monopolitana del 1945): 1852 – Febbraio 24. Il Brich Schuner “La Felicia” di Monopoli, di proprietà De Martino e Compagni, guidato dal Capitano Leonardo Barnaba, ritrovandosi con fortunale da Greco-Levante a 40 miglia da Lagosta, viene salvato dalla protezione di Maria SS.ma.
  9. ^ Sulle bollette di spedizione di questo registro (di proprietà di Gianfranco De Martino) sono riportati i nomi dei padroni di barche monopolitane: Domenico Menga, Luigi ed Ubaldo Tito di Giosuè, Donato Dentice, Felice Nistrio, Francesco Saverio Tedeschi, Nicola Antonio Capitanio, insieme ai nomi dei capitani: Gennaro Cacace, Nicola Gigante, Leonardo Barnaba, Antonio Schiavo, Paolo Truppi...

BibliografiaModifica

  • Sebastiano Lillo, Monopoli sintesi storico geografica, Monopoli 1976, Officine Grafiche Colucci.
  • G. Maselli Campagna, Archivio Pugliese del Risorgimento Italiano, rivista storica trimestrale diretta dal Dottor Giuseppe Maselli Campagna. anno I Gennaio, Febbraio, Marzo, 1914, fascicolo 1 Bari 1914, stab. Tipografico "Società Cooperativa".
  • L. Finamore Pepe, Monografia del porto Regina Margherita in Monopoli, Bari 1883, Stab. Tipografico Gissi & Avellino.
  • F. Selicato, Il Porto di Monopoli nell'Ottocento, in AA.VV., Monopoli nel suo passato, Fasano, Grafischena S.r.l, 1986, vol. 3.
  • Titi Shipping, Trascrizione del giornale di bordo della goletta "l'Angoletto" 1858, Mesagne (Br) 2008, Locopress s.r.l. industria grafica.
  • S. Carbonara, Monopoli, viaggio tra cronaca e storia , Monopoli 2012, ArtStampa Monopoli.
  • M. Pirrelli, Tra Conventi e Monasteri, pag.46,69, Bari 2009, Italgrafica Sud Bari.
  • Pasquale B. Trizio, La città dell'olio: Monopoli ed il commercio dell'olio tra il XVII e il XIX secolo, Modugno (Ba) 2015, Arti Grafiche Favia S.r.l.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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