Migrazione LGBT

La migrazione LGBT o migrazione queer è quel movimento migratorio di persone lesbiche, gay, bisessuali o transessuali, operato tanto a livello nazionale che internazionale, regolarmente in fuga dalla discriminazione sessuale (sessismo), dall'omofobia e dalle situazioni di abuso nei confronti che possono ricevere nei loro paesi d'origine, derivanti dal proprio orientamento sessuale e identità di genere, verso luoghi di maggior accettazione o tolleranza sociale[1].

CauseModifica

Ci possono essere diversi motivi per cui le persone LGBT si ritrovino costrette a lasciare il territorio in cui risiedono, tra i quali i più comuni sono:

  • paesi in cui l'omosessualità è illegale, potrebbero pertanto essere oggetto di condanna fino alla pena di morte; cercano pertanto di sollecitare asilo umanitario nel tentativo di passare in altri luoghi più sicuri[2];
  • anche in paesi ove l'omosessualità è legale, si possono non incontrare le condizioni ottimali per realizzare i progetti dalla propria vita, con richiesta di legislazioni atte a proteggerli adeguatamente nei loro diritti (per lo più leggi anti-discriminatorie, che permettano la parità anche nel matrimonio tra persone dello stesso sesso, l'unione civile, l'adozione da parte di coppie dello stesso sesso, in modo da eseguire una migrazione volontaria verso paesi che tali diritti li permettono[3];
  • giovani non indipendenti economicamente che al momento di fare coming out (volontariamente o involontariamente) vengono espulsi dalle loro case e costretti a cercarsi un altro posto per vivere;
  • nelle aree rurali di campagna e nei piccoli centri dove l'omosessualità non è accettata, molte persone scelgono di fare una migrazione interna verso le maggiori città, alla ricerca di una più ampia tolleranza[4];
  • allo stesso modo, gli studi hanno dimostrato che all'interno di un paese tendenzialmente migrante gli omosessuali vengono ad incentrarsi nelle zone delle principali aree metropolitane, più popolose, questo anche a causa della comparsa di una cultura LGBT urbana la quale produce una maggior inclusione verso di loro e che accetta la diversità sessuale[5].

Discriminazione LGBT e tolleranza per regioneModifica

AustraliaModifica

Agli inizi del '900 l'omosessualità era stata utilizzata anche come uno dei motivi validi per la deportazione in direzione dell'Australia[6]. La nazione ha specificamente consentito l'immigrazione omosessuale fin dal 1980[7].

America del NordModifica

Al principio del XX secolo l'omosessualità era considerata una malattia mentale ed utilizzata quindi per escludere gli omosessuali dalla possibilità di immigrare negli Stati Uniti d'America e in Canada[6]; quest'ultimo paese ha consentito l'immigrazione omosessuale solamente nel 1991[7].

Stati Uniti d'AmericaModifica

Negli USA la legge sull'immigrazione e la nazionalità "Immigration and Nationality Act of 1965" è diventato il primo criterio per impedire esplicitamente ai "deviasti sessuali" di poter entrare nel paese, così come richiesto anche dal "Immigration and Naturalization Service" (il servizio d'immigrazione e naturalizzazione) per espellere tali individui[8].

La "Lavender scare", a partire dal 1950 negli Stati Uniti e nel Regno Unito, effettuata in parallelo alla campagna anticomunista conosciuta come maccartismo, contribuì a creare ulteriore persecuzione degli omosessuali ed uno spirito di paura per coloro che provavano attrazione nei confronti di persone dello stesso sesso

MessicoModifica

In Messico tra il 2002 e il 2007 circa mille persone, per lo più uomini gay, sono entrati nei registri statistici per essere stati uccisi per atti omosessuali: ciò rende il paese al secondo posto al mondo con il secondo più alto tasso di omicidi e crimini omofobici (dopo il Brasile)[9][10]. È stato stabilito che 16 donne siano state assassinate a causa dell'omosessualità tra il 1995 e il 2004[11].

EuropaModifica

AfricaModifica

Molti paesi africani puniscono l'omosessualità con la pena di morte, come avviene in Mauritania, Sudan e nel nord della Nigeria, dove lesbiche e gay vengono a volte sottoposti a lapidazione; la persecuzione sessuale istituzionale è anche dilagante in Camerun, Burundi, Ruanda, Uganda e Gambia, mentre lo Zimbabwe ha vietato gli atti omosessuali nel 1995[12][13][14].

UgandaModifica

In Uganda "toccare una persona con intento omosessuale" si traduce in una condanna a vita a prigione, e tutte quelle azioni che sono percepite come promozione dell'omosessualità portano ad una condanna di sette anni; tali atti vengono contrastati dalle associazioni per i diritti umani dei gay, assieme alle campagne di sostegno per il sesso sicuro[14][15].

SudafricaModifica

Lo stupro correttivo, ovvero la violenza sessuale contro le persone LGBT al fine di "correggere" le loro "patologie", è un fenomeno ben noto in Sudafrica[16]. Questo può essere ulteriormente dannoso, considerando l'alta incidenza di HIV/AIDS in Sudafrica[17].

AsiaModifica

Medio OrienteModifica

NoteModifica

  1. ^ Emigración y preferencia sexual, Mequieroir.com, 2 aprile 2015.
  2. ^ (EN) Stonewall UK, Immigration & Asylum, su Research and Policy, Stonewall.org.uk, 2 aprile 2015.
  3. ^ Yaqueline Maldonado, La Comunidad gay latinoamericana en España: Una migración en busca de libertad, in Cadena Ser, 15 agosto 2009. URL consultato il 2 aprile 2015.
  4. ^ (EN) Alexis Annes e Meredith Redlin, Coming out and Coming Back: Rural Gay Migration and the City, in Journal of Rural Studies, vol. 28, n. 1, 2012, pp. 56-68, ISSN 0743-0167 (WC · ACNP).
  5. ^ Juan A. Herrero-Brasas, III, in La sociedad gay: una invisible minoría, Madrid, Ediciones AKAL, 4 aprile 2015, p. 92, ISBN 978-84-95440-15-0.
    «El estudio también demostró que los homosexuales se concentran en las grandes ciudades».
  6. ^ a b Bashford, A. Howard, S. 2004. Immigration and Health: Law and Regulation in Australia, 1901-1958. Health & History, Vol. 6,(1). 97-112.
  7. ^ a b Immigration Equality, "Seeking Asylum." Accessed October 20, 2013. http://immigrationequality.org/issues/asylum/seeking-asylum/ Archiviato il 26 giugno 2014 in Internet Archive..
  8. ^ Pickert, Jeremiah. "Immigration for Queer Couples: A Comparative Analysis Explaining the United States’ Restrictive Approach ." A Worldwide Student Journal of Politics. Copia archiviata (PDF), su lilt.ilstu.edu. URL consultato il 22 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 23 ottobre 2013). (accessed October 20, 2013).
  9. ^ AFP (10 May 2007). "En cinco años han sido asesinadas 1.000 personas por homofobia en México" (in Spanish). Enkidu.
  10. ^ EFE (19 May 2006). "ONGs denuncian que México es el segundo país con más crímenes por homofobia" (in Spanish). Enkidu.
  11. ^ (ES) EFE (15 May 2007). "El 94 por ciento de los gays y lesbianas se sienten discriminados en México". Enkidu. Retrieved 16 December 2007.
  12. ^ "Confronting homophobia in South Africa", University of Cambridge, 27 September 2011]
  13. ^ Epprecht, Marc (2004). Hungochani: the history of a dissident sexuality in southern Africa. Montreal. p. 180.
  14. ^ a b Human Rights First, "Uganda." Accessed October 23, 2013. Copia archiviata, su humanrightsfirst.org. URL consultato il 13 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 29 gennaio 2014)..
  15. ^ Wasswa, Henry. Aljazeera, "Uganda's 'Kill the Gays' bill spreads fear." Last modified January 3, 2013. Accessed October 23, 2013.
  16. ^ Bartle, E. E. (2000). "Lesbians And Hate Crimes". Journal of Poverty (pdf).
  17. ^ Mieses, Alexa. GMHC Treatment Issues, "Gender inequality and corrective rape of women who have sex with women." Last modified December 2009. Accessed October 23, 2013.

Voci correlateModifica

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