Mondina

lavoratrice stagionale delle risaie
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Una mondina (dal verbo "mondare", pulire) era una lavoratrice stagionale delle risaie.

Gruppo di mondine in risaia, anni '50

Il lavoro si svolgeva durante il periodo di allagamento dei campi, effettuato dalla fine di aprile agli inizi di giugno per proteggere le delicate piantine del riso dallo sbalzo termico tra il giorno e la notte, durante le prime fasi del loro sviluppo. Il lavoro consisteva nel trapianto in risaia delle piantine (fraternité, in piemontese) e nella monda (mundè).

La mondaModifica

 
Gruppo di mondine al lavoro in risaia

Il lavoro della monda, molto diffuso nell'Italia settentrionale tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo, consisteva nello stare per intere giornate con l'acqua fino alle ginocchia, a piedi nudi e con la schiena curva per togliere le erbacce infestanti che crescevano nelle risaie e che disturbavano la crescita delle piantine di riso.

Si trattava di un lavoro molto faticoso, praticato da persone di bassa estrazione sociale (soprattutto donne). provenienti in genere dall'Emilia-Romagna, dal Veneto e dalla Lombardia, che prestavano la propria opera nelle risaie delle province di Vercelli, Novara e Pavia. Nelle risaie di Molinella si ebbero le prime proteste di mondine per l'ottenimento di migliori condizioni di vita.

L'abbigliamento consisteva in:

  • calze di cotone e fazzoletto tirato sul viso, a protezione contro le punture dei numerosi insetti che infestavano questi ambienti palustri;
  • cappello a larghe tese, o un fazzoletto (a scelta), per ripararsi dal sole;
  • gonne.

Oggi il ruolo delle mondine viene svolto dai diserbanti.

RivendicazioniModifica

Le condizioni di lavoro erano pessime: l'orario era pesante e la retribuzione delle donne era molto inferiore a quella degli uomini. Questo fece crescere il malcontento che, nei primi del '900, sfociò in agitazioni e tumulti. La principale rivendicazione, ben riassunta dalla canzone Se otto ore vi sembran poche, mirava a limitare ad otto ore la giornata lavorativa e riuscì ad ottenere alcuni risultati tra il 1906 e il 1909, quando interi Comuni del vercellese approvarono regolamenti che accoglievano le richieste. Inoltre, le mondine rischiavano numerose malattie a causa delle zanzare e delle sanguisughe, che infestavano le risaie.

PopolaritàModifica

 
Silvana Mangano, che impersona una mondina, in Riso amaro (1949)

Questo lavoro ha colpito l'immaginario popolare e ha ispirato molti canti popolari, oltre che opere letterarie e cinematografiche (come Riso amaro di Giuseppe De Santis del 1949 e La risaia di Raffaello Matarazzo del 1956).

«Saluteremo il signor padrone
per il male che ci ha fatto
che ci ha sempre maltrattato
fino all'ultimo momen'

Saluteremo il signor padrone
con la so' risera neta
pochi soldi in la cassetta
e i debit da pagar...»

(Saluteremo il Signor padrone, canto popolare poi inciso come singolo da Eugenio Finardi nel 1975)

BibliografiaModifica

  • F. Castelli, E. Jona, A. Lovatto, "Senti le rane che cantano. Canzoni e vissuti popolari della risaia", Donzelli (2005), ISBN 8879899430
  • M. Minardi, "La fatica delle donne. Storie di mondine", Ediesse (2005), ISBN 8823010829
  • B. Bassi, "La mia vita", Negretto, Mantova (2009), ISBN 9788895967158

Voci correlateModifica

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