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Il monsone messicano è un fenomeno meteorologico caratteristico degli Stati Uniti sudoccidentali, in particolare dell'Arizona, simile a quello che avviene sul continente asiatico.

Durante i mesi estivi la fascia di bassa pressione atmosferica equatoriale si sposta più a nord, in corrispondenza del Messico, promuovendo sulla zona centro-americana la formazione di piogge e temporali che vengono spinti dagli alisei in direzione sudovest. Contemporaneamente sulla zona centrale degli Stati Uniti si forma una vasta zona di bassa pressione a carattere statico, cioè dovuta al forte riscaldamento (termo-convettiva). Questa seconda zona di bassa pressione, a causa dell'effetto di Coriolis, fa sì che gli alisei di sudest ruotino fino a provenire da sudovest: ciò promuove un movimento di masse d'aria calde ed umide dal Golfo di California. Incontrando i rilievi montuosi dell'Arizona quest'aria calda è costretta a salire di altitudine, a condensare e creare fenomeni temporaleschi molto violenti, seppur di breve durata.

Questo fenomeno, già tipico delle terre arizoniane pianeggianti come quella dove sorge la capitale Phoenix, è particolarmente accentuato sulle zone montuose: a Flagstaff, tra luglio e agosto, si hanno quasi ogni giorno precipitazioni a carattere temporalesco, talvolta anche di violenta entità, della durata di un'ora circa.