Nagashima (Kagoshima)

cittadina giapponese
Nagashima
cittadina
長島町
Nagashima – Bandiera
Localizzazione
StatoGiappone Giappone
RegioneKyūshū
PrefetturaFlag of Kagoshima Prefecture.svg Kagoshima
SottoprefetturaNon presente
DistrettoIzumi
Territorio
Coordinate32°09′43″N 130°09′15″E / 32.161944°N 130.154167°E32.161944; 130.154167 (Nagashima)Coordinate: 32°09′43″N 130°09′15″E / 32.161944°N 130.154167°E32.161944; 130.154167 (Nagashima)
Superficie116,13 km²
Abitanti10 431 (2015)
Densità89,82 ab./km²
Altre informazioni
Fuso orarioUTC+9
Cartografia
Mappa di localizzazione: Giappone
Nagashima
Nagashima
Nagashima – Mappa
Sito istituzionale

Nagashima (長島町 Nagashima-chō?) è una cittadina giapponese nella parte nord-occidentale della prefettura di Kagoshima. Il territorio comprende un insieme di isole, tra cui l'intera isola di Nagashima e altre vicine, come Shōrajima (諸浦島? しょうらじま) a nord, Ikarajima (伊唐島? いからじま) a nord-est e Shishijima (獅子島? ししじま) la più settentrionale.[1]

GeografiaModifica

Il territorio della cittadina è costituito per la maggior parte dall'isola di Nagashima che si trova a sud di Amakusa ed è connessa all'isola principale di Kyūshū tramite il Kuronoseto ōhashi (黒之瀬戸大橋?) (502 m), un ponte che collega l'isola alla città di Akune. Il Kuronoseto ōhashi, inaugurato nel 1974, è stato costruito sullo stretto di Kuronoseto (黒之瀬戸?) tra il Mare Yatsushiro (八代海 Yatsushiro kai?) e il Mar Cinese Orientale.[2] Lo stretto è considerato uno dei grandi stretti del Giappone (annoverato a volte come uno dei tre grandi stretti), ed è citato nel Man'yōshū (III, 248) e dal poeta Ōtomo no Tabito (大伴 旅人?) per la sua spettacolarità.[3]

L'isola principale è collegata anche a Shourajima, con il ponte Chichinose, e a Ikarajima, con il ponte Ikara ōhashi (伊唐大橋?) (675 m), inaugurato nel 1996. Shishijima è raggiungibile solo tramite nave e per questo rientra nella legge per lo sviluppo delle isole remote (離島振興法 ritō shinkō-hō?).[4]

Il punto di altitutide massima è il monte Gyonindake (行人岳? ぎょうにんだけ) (394 m), sull'isola di Nagashima.[1]

Storia e luoghi di interesseModifica

Sull'isola di Nagashima sono presenti numerosi tumuli funerari del periodo Kofun (300-538 d.C.) che fanno supporre che l'intera isola fosse anticamente una zona cimiteriale. Tra i tumuli degni di nota ci sono il piccolo gruppo di Hamasaki (小浜崎 古墳 群 Ko Hamasaki kofun-gun?) e il gruppo di Sasue (指江 古墳 群 Sasue kofun-gun?),[5] costruiti tra il V e il VII secolo, e gruppo di Myōjin (明神 古墳 群 Myōjin kofun-gun?), una trentina di tombe scavate nelle colline nelle quali sono state ritrovate spade, ceramiche Sue (須恵器 sueki?) e ceramiche Haji (土師器 hajiki?).[6]

Dal periodo Kamakura il territorio fu sotto il dominio del clan Nagashima (長島氏 Nagashima-uji?) che, nel periodo Nanboku-chō, costruì il castello di Dōzaki (長島氏 Dōzakijō?) sul lato ovest dell'isola di Nagashima. Nel 1565, durante il periodo Sengoku, la zona venne attaccata e occupata dal clan Shimazu (島津氏 Shimazu-shi?), e fu annessa alla provincia di Satsuma.[4]

Società ed economiaModifica

Secondo un censimento del 2015 la popolazione totale del territorio della cittadina di Nagashima (comprensivo delle isole di Nagashima, Shourajima, Ikarajima e Shishijima) è di 10431 persone.[7]

Le attività principali sono la pesca e l'agricoltura. Di particolare rilievo sono le coltivazioni di agrumi, patate e patate dolci; la pesca di seriola quinqueradiata (ブリ buri?) e la distillazione di liquore shōchū.[4]

NoteModifica

  1. ^ a b (JA) かごしまの島々の紹介, in 鹿児島県. URL consultato il 1° febbraio 2018.
  2. ^ (EN) Kuronoseto Bringing the East China Sea and the Yatsushiro Sea Together, su Akune. URL consultato il 2 febbraio 2018.
  3. ^ (EN) David T. Bialock, Eccentric Spaces, Hidden Histories, Stanford University Press, 2007, p. 178, ISBN 9780804767644, OCLC 923699506.
  4. ^ a b c (JA) 長島町, in Town Nagashima. URL consultato il 2 febbraio 2018.
  5. ^ (JA) 指江古墳群(県), su 長島町 ホームページ. URL consultato l'8 febbraio 2021.
  6. ^ (JA) 明神古墳群 - 古墳マップ, su kofun.info. URL consultato l'8 febbraio 2021.
  7. ^ (JA) 鹿児島県 長島町|地域医療情報システム(日本医師会), su jmap.jp. URL consultato l'8 febbraio 2021.

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Collegamenti esterniModifica

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