Nebrodi
Monti Nebrodi 02.jpg
Tipico paesaggio nebrodese
ContinenteEuropa
StatiItalia Italia
Catena principaleAppennino siculo (negli Appennini)
Cima più elevataMonte Soro (1.847 m s.l.m.)

I monti Nebrodi (Munti Nèbbrudi in siciliano, pronunciato /mʊn.tɪˈnɛb.bɾʊ.dɪ/; Nebrōdēs montēs in latino), o Caronie, sono una catena montuosa della Sicilia settentrionale, nel territorio della città metropolitana di Messina, che, assieme alle Madonie a ovest e ai Peloritani a est, costituiscono parte dell'Appennino Siculo.[1]

Posizione dei Monti Nebrodi in Sicilia

GeografiaModifica

Essi s'affacciano, a nord, direttamente sul Mar Tirreno, a volte quasi a strapiombo; il loro limite meridionale è costituito dall'Etna, dalla quale sono separati dal fiume Alcantara e dall'alto corso del Simeto.

ClimaModifica

Il clima dei Nebrodi è abbastanza differente dal tipico clima siciliano, soprattutto nella stagione invernale. Gli inverni sono rigidi con nevicate abbondanti e temperature minime che possono raggiungere i −10 °C. In estate si registra meno aridità rispetto alle zone più collinari dell'isola, questo grazie anche all'abbondanza di acqua che mantiene il suolo prevalentemente fertile anche nei mesi più caldi. Sono comunque rari i corsi d'acqua che riescono a trattenere una portata sufficiente. Le temperature massime estive raramente superano i 22 °C, e a causa dell'altitudine l'escursione termica sia annuale che giornaliera è più elevata.

AmbienteModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Parco dei Nebrodi.

Il paesaggio naturale dei Nebrodi è caratterizzato dall'asimmetria dei versanti, ma principalmente dalla ricchissima vegetazione e dagli ambienti umidi che favoriscono lo sviluppo della flora e della fauna. Vi è praticato, in maniera poco intensiva, l'allevamento del bestiame (principalmente bovini, ma anche cavalli) ed è presente una razza autoctona di maiale (Nero dei Nebrodi) che vivono allo stato brado. I boschi che li ricoprono costituiscono il pittoresco Parco dei Nebrodi. Sono proprio le acque dei Nebrodi a dare alimentazione ai due grandi Laghi artificiali di Lago dell'Ancipa e Lago Pozzillo, oltre ad altri minori.

OrografiaModifica

 
Le Rocche del Crasto viste da Ficarra.

L'orografia mostra una relativa dolcezza dei rilievi, costituiti da estesi banchi di rocce argillose ed arenarie: le cime più alte non raggiungono i 2000 m, Monte Soro è la massima con 1847 m tra Cesarò e San Fratello, hanno fianchi arrotondati e s'aprono in ampie vallate solcate da numerose fiumare che sfociano nel Mar Tirreno.

Ove predominano i calcari, il paesaggio assume aspetti dolomitici, con profili irregolari e forme aspre e fessurate. È questo il caso del Monte San Fratello e, soprattutto, delle Rocche del Crasto (1315 m) dove si trova la Grotta del Lauro ricca di stalattiti e stalagmiti.

Cime più elevateModifica

NoteModifica

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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