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Orazio Alfani

Orazio Alfani, (Orazio di Domenico, Orazio di Paris Alfani) (Perugia, 1510Roma, 1583), è stato un pittore e architetto italiano.

Indice

BiografiaModifica

 
Sposalizio mistico di santa Caterina, 1549, Louvre
 
Un vicolo medievale da corso Garibaldi, attraversato dai protagonisti del romanzo di Corrado Spelli, rievoca le oscure atmosfere perugine descritte e da loro vissute[1]

Artista soprattutto manierista, subì molti influssi dal Rosso Fiorentino, dal Parmigianino e da Raffaellino del Colle.[2] Veniva da una tradizione familiare legata alla pittura, suo padre Domenico di Paris Alfani e suo fratello Cesare erano, infatti, dei pittori conosciuti a livello locale. Figlio naturale, fu legittimato dal perugino Domenico nel 1520.
Si dedicò anche all'arte dello stucco e all'architettura. Sebbene meno noto del padre, con cui sempre collaborò, veniva giudicato come uno dei pittori più vicini a Raffaello.[3]

Lavorò per molti anni a Trapani (il tabernacolo nella chiesa dell'Annunziata) e a Palermo, dove prese parte a dei lavori nel duomo (tribuna), nella chiesa di San Pietro martire e nel palazzo Rau.

Nel 1545, al suo ritorno in Umbria, venne eletto camerlengo dell'Arte dei Pittori e poco dopo gli fu commissionato un san Sebastiano dipinto per la cattedrale di san Lorenzo in Perugia.
Per la chiesa perugina di san Pietro realizzò le seguenti opere: gli affreschi con la vita dei SS. Pietro e Paolo e altri tre dipinti purtroppo perduti. Insieme all'anziano padre dipinse due tavole per san Francesco al Prato, oltre al ricordato san Sebastiano.[4]

Nel 1573 fondò, insieme a Raffaele Sozi, l'Accademia di Belle Arti, tuttora attiva, seconda solo a quella fiorentina.
Nel 1576, in seguito alla scomparsa di Vincenzo Danti fu nominato pubblico architetto. Contribuì, altresì, alla decorazione del santuario di Mongiovino, presso Panicale, e agli arredi pittorici della chiesa di santa Maria delle Lagrime in Trevi. Dipinse per l'oratorio di san Bernardino una replica della Pala Baglioni di Raffaello Sanzio.[5] Morì nel 1583, a 73 anni, a Roma, dove si era recato per motivi di lavoro e non si conosce il luogo di sepoltura.
Un ipotetico affresco di Orazio Alfani, rinvenuto nella Rocca Paolina, è stato posto al centro delle vicende del paranormal romance "La stanza del dipinto maledetto", dello scrittore bolognese Corrado Spelli. Ambientato nella Perugia d'oggi e dei Baglioni del 1540, il dipinto si ispira alla guerra tra la città e il papa Paolo III. L'atmosfera perugina, nel testo, è spesso fosca, buia, inquietante ed immobile nel Medioevo.[6]

NoteModifica

  1. ^ Spelli, p. 197
  2. ^ Santi, p.40
  3. ^ Valenti, p. 224
  4. ^ Santi, p. 41
  5. ^ Gnoli, p. 59
  6. ^ Spelli, pp. 158-199

BibliografiaModifica

  • F. Bozzi-L. Teza, Il Santuario di Mongiovino, Ellera Umbra 1998.
  • F. Santi, in Dizionario biografico degli italiani, II, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1960.
  • Id., Galleria Nazionale dell'Umbria, Roma 1989.
  • U. Gnoli, in Enciclopedia Italiana, Roma 1929.
  • Id., Pittori e miniatori nell'Umbria, Spoleto 1923.
  • E. Lunghi, La Cattedrale di San Lorenzo, Perugia 1994.
  • C. Spelli, La stanza del dipinto maledetto, Newton Compton Editori, Roma 2013.
  • T. Valenti, La Chiesa monumentale della Madonna delle Lagrime, Roma 1928.

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