Orazione nell'orto degli ulivi

L’orazione nell'orto del Getsemani è un episodio incluso nel Nuovo Testamento, che si colloca tra il commiato di Gesù dagli apostoli alla conclusione dell'Ultima Cena e l'arresto di Gesù.[1]

Cristo nel Getsemani, Heinrich Hofmann, 1886

Narrazioni dell'episodioModifica

L'episodio dell'orazione nell'orto degli ulivi è contenuto in redazioni molto simili nel Vangelo secondo Marco (14:32-42[2]) e nel Vangelo secondo Matteo (26,36-46[3]), è contenuto in forma differente nel Vangelo secondo Luca (22,39-46[4]), mentre è assente dal Vangelo secondo Giovanni; all'interno del Nuovo Testamento, un possibile riferimento a questo episodio è contenuto nella Lettera agli Ebrei (5:7-8[5]).

I tre vangeli sinottici pongono l'episodio subito dopo l'Ultima Cena e subito prima dell'arresto di Gesù, con i quali costituisce una linea narrativa continua.

Narrazioni nei vangeli secondo Marco e secondo MatteoModifica

 
Orazione nell'orto, Andrea Mantegna (1455); nel quadro si vedono Gesù che prega mentre Pietro, Giovanni e Giacomo dormono, come indicato in due dei tre sinottici; sullo sfondo Giuda Iscariota e le guardie si avvicinano per arrestare Gesù.

Nei vangeli secondo Marco e secondo Matteo le narrazioni sono molto simili (del resto secondo gli studiosi moderni, il Vangelo secondo Matteo fu scritto a partire dal Vangelo secondo Marco, cfr. priorità marciana):

  • Gesù e gli apostoli giungono al podere detto «Getsemani»,[N 1] dove Gesù invita gli apostoli a sedersi mentre lui va a pregare (Mc 14:32[6]; Mt 26,36[7]);
  • Gesù prende con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e inizia a provare angoscia (Mc 14:33[8]; Mt 26,37[9]), poi dice loro che la sua anima è oppressa da una tristezza mortale e li invita a restare là e vegliare con lui (Mc 14:34[10]; Mt 26,38[11]);
  • Gesù si allontana da loro, si getta a terra e prega il Padre che il calice passi oltre, che sia allontanato da lui, ma aggiunge che sia fatto ciò che vuole il Padre e non ciò che vuole Gesù (Mc 14:35-36[12]; Mt 26,39[13]);
  • Gesù torna dai discepoli e li trova addormentati, e si rivolge a Pietro, rimproverandoli[N 2] di non esser stati in grado di vegliare una sola ora, e invitandoli a pregare per non entrare in tentazione, in quanto «lo spirito è pronto, ma la carne è debole» (Mc 14:37-38[14]; Mt 26,40-41[15]);
  • Gesù si allontana di nuovo, pronunciando le stesse parole, poi torna, e trova ancora i discepoli addormentati, «perché i loro occhi erano appesantiti» (Mc 14:39-40[16]; Mt 26,42-43[17]);
  • Gesù prega una terza volta, e per la terza volta torna dai discepoli, ma questa volta li invita a dormire e riposare, poi li avverte che è venuta l'ora, che il Figlio dell'uomo è consegnato nelle mani dei peccatori e che colui che lo tradisce è vicino (Mc 14:41-42[18]; Mt 26,44-46[19]).

Narrazione nel Vangelo secondo LucaModifica

 
L'Orazione nell'orto di El Greco (1590 circa) raffigura l'arrivo dell'angelo, un evento narrato dal Vangelo secondo Luca e assente negli altri due sinottici

La narrazione dell'episodio nel Vangelo secondo Luca ha punti di contatto e di divergenza con le versioni degli altri due sinottici:

  • Gesù si reca, «come al solito», al Monte degli Ulivi, e gli apostoli lo seguono (Lc 22:39[20]);
  • qui invita subito gli apostoli[N 3] a pregare «di non entrare in tentazione» (Lc 22:40[21]);
  • si allontana da loro e si mette a pregare «in ginocchio», e prega il Padre che il calice sia allontanato da lui, ma aggiunge che sia fatto ciò che vuole il Padre e non ciò che vuole Gesù (Lc 22:41-42[22]);
  • appare un angelo dal cielo per dargli forza (Lc 22:43[23]);
  • Gesù è in agonia e prega più intensamente, e il suo sudore diventa «come grosse gocce di sangue che cadevano in terra» (Lc 22:44[24]);
  • dopo aver pregato, Gesù torna dai discepoli e li trova «addormentati per la tristezza» (Lc 22:45[25]), allora li rimprovera, e li invita ad alzarsi e pregare, «affinché non entriate in tentazione» (Lc 22:41-42[26]).

A differenza degli altri due sinottici, in Luca Gesù non è angosciato o triste, né si rivolge a parte a Pietro, Giovanni o Giacomo; inoltre, nel vangelo lucano Gesù non si reca a pregare tre volte, tornando dopo ciascuna dagli apostoli, ma si allontana a pregare una sola volta.

Un'altra caratteristica esclusiva del Vangelo secondo Luca è il riferimento all'agonia di Gesù al Getsemani: il vangelo lucano è l'unico che riporta l'arrivo dell'angelo e il fatto che per l'intensità della sua preghiera, il sudore di Gesù diventi simile a gocce di sangue. Si tratta di uno dei diversi brani che compaiono nel Nuovo Testamento ma che mancano dai manoscritti più antichi. L'autenticità di questo brano è stata messa in discussione dagli studiosi sin dalla seconda metà del XIX secolo. Secondo gli studiosi, alcuni copisti apportarono tale aggiunta nel II e III secolo per contrastare la dottrina cristologica di un Gesù esclusivamente divino.[N 4][27] I versetti sono posti tra doppie parentesi quadre nelle edizioni moderne del testo greco, a indicarne la dubbia autenticità.

Riferimenti nel resto del Nuovo TestamentoModifica

Nel Vangelo secondo Giovanni l'episodio è assente: qui Gesù si reca insieme agli apostoli in un giardino al di là del torrente Cèdron, dove Gesù si ritirava spesso coi suoi discepoli, e che per questo è noto a Giuda, che vi si reca con le guardie per arrestarlo (Gv 18:1-2[28]).

Nella Lettera agli Ebrei, parlando di Gesù, si dice:

«7 Nei giorni della sua carne, con alte grida e con lacrime egli offrì preghiere e suppliche a colui che poteva salvarlo dalla morte ed è stato esaudito per la sua pietà. 8 Benché fosse Figlio, imparò l'ubbidienza dalle cose che soffrì.»

(Ebrei 5:7-8[29], Nuova Riveduta)

TradizioneModifica

Nella tradizione della Chiesa cattolica, l'orazione nell'orto degli Ulivi è il primo mistero doloroso del rosario.

Il riferimento di Gesù all'incapacità degli apostoli di vegliare una sola ora (Mc 14,37[30]; Mt 26,40[31]) è la base della devozione cattolica dell'Ora Santa per l'adorazione eucaristica.[32]

Rappresentazioni artisticheModifica

 
Gesù sul monte degli ulivi

Esistono diverse rappresentazioni nell'arte dell'Agonia nel giardino, tra cui:

NoteModifica

AnnotazioniModifica

  1. ^ Parola aramaica che letteralmente significa «frantoio», è più noto col nome di «orto degli ulivi».
  2. ^ In Marco Gesù rimprovera il solo Pietro di essersi addormentato, in Matteo il rimprovero è rivolto a tutti gli apostoli.
  3. ^ In Luca Gesù si rivolge sempre a tutti gli apostoli, non si rivolge mai singolarmente a Pietro, Giovanni o Giacomo.
  4. ^ Il Vangelo secondo Luca, tra i vangeli canonici, è quello che presenta un'immagine di Gesù più composta ed imperturbabile anche nei momenti più difficili, inclusa la sua passione. Unica eccezione sono questi versetti. Alcuni gruppi tra i primi cristiani - ad esempio parte degli gnostici ed i marcioniti - sostenevano che Gesù fosse unicamente divino, al contrario della cristologia cattolica che lo considerava anche vero uomo. Nel II e III secolo, alcuni copisti - per sottolinearne l'umanità anche nel testo lucano - aggiunsero quindi questo passo in cui si evidenzia un Gesù che prova profonde sofferenze umane. I Padri della chiesa Giustino, Ireneo e Ippolito usarono questi versi appunto per sostenere la visione cristologica cattolica.

FontiModifica

  1. ^ Warren W. Wiersbe, Bible Exposition Commentary, Vol. 1: New Testament, Chariot Victor Publishing, 1992, pp. 268–269, ISBN 978-1-56476-030-2.
  2. ^ Mc 14:32-42, su laparola.net.
  3. ^ Mt 26,36-46, su laparola.net.
  4. ^ Lc 22,39-46, su laparola.net.
  5. ^ Eb 5:7-8, su laparola.net.
  6. ^ Mc 14:32, su laparola.net.
  7. ^ Mt 26,36, su laparola.net.
  8. ^ Mc 14:33, su laparola.net.
  9. ^ Mt 26,37, su laparola.net.
  10. ^ Mc 14:34, su laparola.net.
  11. ^ Mt 26,38, su laparola.net.
  12. ^ Mc 14:35-36, su laparola.net.
  13. ^ Mt 26,39, su laparola.net.
  14. ^ Mc 14:37-38, su laparola.net.
  15. ^ Mt 26,40-41, su laparola.net.
  16. ^ Mc 14:39-40, su laparola.net.
  17. ^ Mt 26,42-43, su laparola.net.
  18. ^ Mc 14:41-42, su laparola.net.
  19. ^ Mt 26,44-46, su laparola.net.
  20. ^ Lc 22:39, su laparola.net.
  21. ^ Lc 22:40, su laparola.net.
  22. ^ Lc 22:41-42, su laparola.net.
  23. ^ Lc 22:43, su laparola.net.
  24. ^ Lc 22:44, su laparola.net.
  25. ^ Lc 22:45, su laparola.net.
  26. ^ Lc 22:41-42, su laparola.net.
  27. ^ Kurt Aland, e Barbara Aland, The Text of the New Testament: An Introduction to the Critical Editions and to the Theory and Practice of Modern Textual Criticism, William B. Eerdmans Publishing Company, Grand Rapids, Michigan, 1995, p. 310; Bruce Metzger, The Text of the New Testament: Its Transmission, Corruption, and Restoration (Oxford University Press: 2005), p. 286; Bart Ehrman, The Orthodox Corruption of Scripture (Oxford University Press: 1993), pp. 187-194; Bruce Metzger e Bart Ehrman, Il testo del Nuovo Testamento, Paideia Editrice, 2013, pp. 250-251, ISBN 978-88-394-0853-2; Bart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci Editore, 2015, pp. 26,162, ISBN 978-88-430-7821-9; Bart Ehrman, Gesù non l'ha mai detto - Millecinquecento anni di errori e manipolazioni nella traduzione dei vangeli, Mondadori, 2007, pp. 160-166, ISBN 978-88-04-57996-0.
  28. ^ Gv 18:1-2, su laparola.net.
  29. ^ Eb 5:7-8, su laparola.net.
  30. ^ Mc 14,37, su laparola.net.
  31. ^ Mt 26,40, su laparola.net.
  32. ^ Peter Stravinskas, Our Sunday Visitor's Catholic Encyclopedia, Huntingdon, Indiana, OSV Press, 1998, p. 498, ISBN 978-0-87973-669-9.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàLCCN (ENsh85070090 · J9U (ENHE987007293557505171