Pala di Ognissanti (Antonio Marinoni Gromo)

pala d'altare
Pala Ognissanti
Pala Ognissanti -Antonio Marinoni.jpg
AutoreAntonio Marinoni
Data1545 - 1546
Tecnicatempera su tavola
Dimensioni240×160 cm
UbicazioneChiesa di San Giacomo e San Vincenzo, Gromo

La Pala di Ognissanti è un dipinto tempera su tavola di Antonio Marinoni databile 1545 e conservata nella Chiesa di San Giacomo e San Vincenzodi Gromo.

Le Pale di Ognissanti del '500 nella bergamascaModifica

Sono solo tre le pale presentiːnel territorio bergamasco raffiguranti Ognissanti[1] nel XVI secoloː la prima posta sull'altare a sinistra dell'altare maggiore nella Basilica di Santa Maria Maggiore opera di Antonio Boselli dipinta nel 1514[2]; una successiva nella chiesa di San Martino di Nembro[3] e ultima quella di Gromo, queste due, entrambe opera di Antonio Marinoni.
Piuttosto travagliata fu l'assegnazione di queste opere ai relativi autori; la pala in Santa Maria Maggiore venne prima considerata opera del Bramantino confondendolo con il Bramante, successivamente venne interpretato il carteggio sulla fascia di San Gerolamo FCUS ANCERIUS come la firma di un improbabile autore, fino a riconsiderare il testo del Francesco Tassi che riportava l'atto datato 9 febbraio 1514 tra i Presidenti della Venerabile misericordia e l'autore dell'opera ...& liquidandam mercedem Mag Antonii de Bosellis pictoris anchonae fuisse in accordio cum dicto M. Antonio in dinariis quinquaginta auri pro omni ejus mercede in pingendo dictam anchonam...[4], quindi Antonio Boselli sicuro autore dell'opera di Bergamo.
Da qui la confusione di indicare il medesimo autore anche per le altre due pale di Ognissanti, in particolare quella di Gromo che ha le medesime caratteristiche. La pubblicazione postuma del manoscritto Vite dei pittori, scultori e architetti bergamaschi (Bergamo, voll. 2)del Tassi, subì l'aggiornamento di alcune voci dai fratelli Marenzi e da Giacomo Carrara, che era un esperto collezionista, il quale assegnò per errore parecchie opere a Gio Giacomo Gavasio da Poscante, anche se il Tassi aveva giustamente indicato a questo autore sicure solo due opere. L'errore ebbe tale fama che tantissime opere furono a lui assegnate. Per avere la giusta assegnazione serve attendere il 1871 con Cavalcaselle e il 1957 con Bernard Berenson e il suo volume Italian Pictures of the Renaissance, che riportò ordine tra le opere del Poscante e quelle dei Marinoni.

Fu poi facile assegnare le opere ai Marinoni, anche alle due pale di Ognissanti di Nembro e di Gromo [5].

La storiaModifica

La pala di Ognissanti di Gromo venne commissionata in un periodo molto difficile e complesso della storia europea, un periodo di forti cambiamenti della chiesa e nell'arte, la cultura figurativa veneta aveva nei primi decenni del '500 fortemente condizionato l'arte bergamasca, ma a questo i Marinoni non si conformarono mantenendo invariato lo stile della bottega [6].
La bergamasca e l'alta valle subiva il clima di scisma luterano, presente in Europa, non mancavano focolai di eresia, in particolare si ricorda il notaio Gio.Antonio del Botto di Ardesio, che venne inquisito nel 1553 [7] e Cristino del Botto processato per eresia nel 1547 e nel 1549[nota 1], come pure il vescovo di Bergamo, Vittore Soranzo accusato di aver messo in discussione il culto dei santi durante una visita pastorale e processato per eresia [8], e in questo clima che il nobile Ginami ordina una pala di Ognissanti per l'altare di cui era devoto [nota 2], e scelse proprio la bottega del Marinoni che sicuramente avrebbe mantenuto la linea tradizionale pittorica, la pala di Gromo doveva risultare esentata da ogni novità figurativa così come desiderio espresso dal committente [9].

 
Pala Ognissanti - Antonio Boselli

Un testamento presente nell'archivio della parrocchiale di Gromo, dispone di un legato di una libra di olio di oliva per una cappella di Ognissanti nel 1527. È proprio degli anni 1525 e 1526 che viene documentata una forte pestilenza nella bergamasca[10], da qui nacque l'intensificarsi della devozione a tutti i santi[11].

Un successivo documento, allegato alla visita pastorale del vescovo Vittore Soranzo del 1546, nomina la presenza della tela con la famiglia di appartenenzaː casula tele teutonice capelle Omnium Sanctorum illorum de Ginamis.

DescrizioneModifica

Pala di Ognissanti in Santa Maria Maggiore (1514)Modifica

La pala è realizzata in olio du tavola. La scena è dominata da una mandorla dorata formata da una schiera di cherubini, al centro Gesù Cristo che con la destra benedice, mentre la sinistra tiene aperto un libro con la scritta PARVVS QVIDEM LABOR EST SED MVLTA REQVIES. Tutto intorno trentasei santi con Maria Vergine, collocati in un preciso ordine gerarchico.
La figure dei santi sono rese riconoscibili dagli attributi iconografici. In primo piano due figure in dialogo dominano la rappresentazione, a loro 'artista, consegna il messaggio politico della pala. I responsabili della Congregazione Misericordia Maggiore, che ordinarono la pala e ne saldarono il conto, erano due nobili Dondaio Colleoni, e Bertolino Bagnati, tra i maggiori rappresentanti del nuovo governo autonomo della città e filo-veneti, le due figure in primo piano rappresentano San Onofrio che si volge al santo Marco, protettore di Venezia, in attesa di un suo consiglio [12]. Il nuovo governo si era proprio insediato il giorno di Sant'Onofrio, il 12 giugno 1512, la pala è quindi un omaggio al nuovo governo del Boselli.

Con questo lavoro la congregazione diede inizio al nuovo progetto iconografico della chiesa che proseguì con le tarsie del coro e con la decorazione barocca.

Pala di Ognissanti chiesa di San Martino di Nembro (1537)Modifica

Il dipinto, tempera du tavola, fu sicuramente eseguito nel 1537, mentre dell'anno successivo risulta saldata l'opera a favore di Antonio Marinoni e al fiol de magistro Antonio[13], queste date risulterebbero riportate anche sui documenti posseduti dalla famiglia Gelmini di Gromo. La rappresentazione dei santi è molto diversa dalle altre tele, il Cristo posto nel centro, e le schiere dei santi disposte ad un livello inferiore, su due file, in ordine gerarchico, come un'armata militare [14].

Pala di Ognissanti Chiesa di San Giacomo e San Vincenzo di Gromo (1527-1540)Modifica

La pala di Gromo, olio su tavola, ha la rappresentazione simile a quella in Santa Maria Maggiore, al centro, posto in una mandorla di bianche nubi, nell'azzurro del cielo, l'immagine di Cristo seduto, mentre compie il gesto della benedizione, con la destra regge il mondo. Sopra di lui due schiere di angeli, mentre intorno i santi[15]. In primo piano i quattro dottori della legge, gli unici a figura interaː sant'Agostino, san Gregorio Magno, san Gerolamo e sant'Ambrogio. A livello superiore, ma poste in evidenza l'immagine di Maria e di san Giovanni Battista, e di san Giacomo patrono del paese. Questa scelta di rendere evidenti i santi quali intermediari presso Dio, è il massaggio politico della pala sia da parte del committente che del Marinoni.

I Marinoni, resteranno vincolati alla raffigurazione statica dell'arte senza riuscire a aggiornarsi seguendo le nuove mode pittoriche che venivano da Venezia con la pittura del Lotto, principalmente, del Previtali e di Palma il Vecchio. Il mancato rinnovamento artistico decreterò la fine della bottega dei Marinoni di Desenzano al Serio [16].
La pala è posta in una ancora importante, e ben conservata, sorretta da colonne e coperta da un timpano.

NoteModifica

Annotazioni
  1. ^ il libro Vittorio Soranzo Vescovo ed eretico scrive a pagina 349 Ad essi, a tutti noti come eretici, si affiancavano altre quattro o cinque persone sospette, tra cui Giorgio del Botto (un cervellino in una frascha) che non andava mai a messa a differenza del padre Giovanni Antonio
  2. ^ il libro Vittorio Soranzo,Vescovo ed eretico a pagina 417 cita eventuale risposta a sospetti di eresia è quasi sempre negativa (signor no per gratia di Idio). Anche personaggi in passato processati e condannati erano entrati nell'ortodossia come a Gromo dove altre volte ne fuono inquisiti alcuni cioè Zinino d'Abram et Augustino de Buceleni speciaro
Fonti
  1. ^ Facchinetti, p. 10.
  2. ^ Franco Pesenti, Pala di Ognissanti, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 14 luglio 2016.
  3. ^ La pittura in Lombardia, Il quattrocento. URL consultato il 14 luglio 2016.
  4. ^ Francesco Maria Tassi, Vite de' pittori, scultori e architetti bergamaschi, Bergamo.
  5. ^ Bernard Berenson, Italian Pictures of the Renaissance, 1957.
  6. ^ Giancluca Zanelli, Pala di Ognissanti, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 15 luglio 2016.
    «Le numerose opere accostate alla produzione della famiglia appaiono contrassegnate da un linguaggio alquanto stereotipato, talvolta connotato da evidenti accenti vernacolari».
  7. ^ Le visite pastorali dei vescovi di Bergamo (PDF), Comune di Ardesio. URL consultato il 15 luglio 2016.
  8. ^ Massimo Firpo, Vittore Soranzo Vescovo ed eretico, Laterza, 2006.
  9. ^ Facchinetti, p. 50.
  10. ^ Giuseppe Ronchetti, Memorie istoriche della città e delle chiese di Bergamo, su books.google.it, 1839. URL consultato il 16 luglio 2016.
  11. ^ Facchinetti, p. 58.
  12. ^ Facchinetti, p. 35.
  13. ^ Bernardo e Antonio Marinoni, Franco moro. URL consultato il 17 luglio 2016.
  14. ^ Facchinetti, p. 47.
  15. ^ Angelo Pinetti, Guida di Bergamo e delle sue valli, Bergamo, 1925.
    «Le gerarchie dei santi, disposti du quattro ordini in costumi di monaci, vescovi, cardinali, re e principi, con diversi atteggiamenti s'allineano sulla parte inferiore del quadro attorno al Redentore».
  16. ^ Facchinetti, p. 47 48 49.

BibliografiaModifica

  • Parrocchia di Gromo, La chiesa di Gromo, fede arte storia, Listostampa Istituto Grafico, 2004.
  • Simone Facchinetti, La pala di Ognissanti a Gromo San Giacomo, videocompːit, 2009.
  • Massimo Firpo, Vittore Sorarzo Vescovo ed eretico, Laterza, 2006, ISBN 8842081345.

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