Antonio Marinoni

pittore italiano

Antonio Marinoni (Desenzano al Serio, 1474 circa – Desenzano al Serio, 10 luglio 1541 circa) è stato un pittore italiano, il più attivo nella bottega paterna con il fratello Bernardino Marinoni e successivamente con il lavoro dei suoi figli Ambrogio e Francesco.

BiografiaModifica

Antonio Marinoni era il secondogenito di Giovanni e Giovannina, della famiglia di pittori da due generazioni. Sicuramente il più attivo e presente già in un documento del 1494 dove si dichiara ventenne. Da lui discende la terza generazione di pittori con i figli Francesco e Ambrogio che ebbe il prosieguo nella quarta che terminò negli ultimi anni del XVI secolo.

Dopo la morte del padre, i due fratelli che avevano ereditato la bottega, decisero di dividersi, e un atto del 5 aprile 1510 elenca la suddivisione dei beni e delle proprietà, confermando che la bottega di lavoro di Desenzano, restò ad Antonio in cambio avrebbe contribuito al pagamento dell'affitto della nuova bottega di Bernardino a Comenduno, dopo che, nel medesimo anno, ebbero affrescato insieme la chiesa superiore intitolata alla Madonna della Natività della convento di Santa Maria della Ripa ad Albino dove erano sepolti i genitori[1].

Antonio nel 1537 realizzò con il figlio Ambrogio, a Nembro per la chiesa di Santa Maria del Borgo, l'affrescatura della volta del presbiterio e l'arco trionfale, questa pittura certamente sua, permette lo studio delle opere della famiglia, cercando di cogliere quali siano quelle eseguite dai singoli rappresentanti, sapendo già che quelli precedenti il 1510, sono molto probabilmente realizzati a più mani.

I Marinoni

Molti furono i suoi lavori, non tutti recuperabili, interessante è il documento datato 24 febbraio 1531 che descrive l'artista come un buono e onesto amministratore di denaro per conto di Anexina de Bellis di Albino, la quale essendo moglie di Santino di Cene della famiglia Zanni, gli aeva affidato la gestione del suo testamento, e il Marinoni consegnò la somma indicata dalla De Bellis alle monache del monastero di Sant'Anna di Albino. La De Bellis era stata protagonista nella commissione dell'ancona per la chiesa di San Rocco di Cazzano Sant'Andrea.

 
Abbazia di Pontida affreschi di Antonio Marinoni con i figli

Il rinascimento veneto che arrivò prorompente a Bergamo nei primi anni del XVI secolo, portato dai diversi artisti come il Lorenzo Lotto o il Previali misero in secondo piano i lavori della bottega marinoniana che era rimasta di taglio tradizionale milanese, vicina al Foppa e allo Zanale, che, se poteva andar bene per i lavori precedenti il XVI secolo successivamente sembravano poveri, mancanti di plasticità, sarà per questo accusata di non sapersi riproporre con lavori nuovi, innovativi, motivi che portano a considerare i lavori di questi artisti di livello inferiore rispetto ai grandi dell'arte, ma che hanno però portato per un secolo colore e innovazione nelle chiese delle valli bergamasche.

Antonio ebbe cinque figli, il primogenito Giovanni nato verso il 1515 divenne medico e sposò Caterina Calegari, le figlie Giovannina che sposò Gio. Pietro fu Comino Degoldo Marinoni e Grata che aveva sposato Tomaso fu Marchiondo Zinere Marinon, Ambrogio e Francesco che proseguirono l'attività di famiglia[2]

Non si conosce la data esatta della morte di Antonio Marinoni, sicuramente era morto alla data del 10 luglio 1541, quando è registrato un pagamento per il polittico di San Bartolomeo della frazione Boario di Gromo pagata agli eredi (li eredi dal fu Antonio Marinoni).[3]

Le opereModifica

Numerose furono le opere realizzate con il padre Giovanni e il fratello Bernardino, molte sono anche le commissioni che lo vedono quale unico committente:

NoteModifica

  1. ^ Nell'archivio di Stato di Milano sono conservati gli annuali del convento manoscritti del 1600 da Orazio Guarguante che citano:Pitture sopra la porta dentro la chiesa di sopra fatte da Antonio e Bernardino
  2. ^ Paratico, p 44-45.
  3. ^ Paratico, p 43.
  4. ^ barba nel dialetto locale si riferisce a zio
  5. ^ Paratico, p 37.
  6. ^ Paratico, p 38.
  7. ^ Atto conservato nell'Archivio di Stato di Bergamo redatto dal notaio Giovanni Imberti, cartella 1905, citazione: ex causa et occasione resti mercedis picture facte in costruendo et faciendo anchonam domini Sancti Amdree in prefata ecclesia domini Sncti Anderee, quindi al giorno del pagamento la tela si trovava nella parrocchiale. Per chiudere la vertenza con i figli di Antonio, i Syndici er agentes nomine ecclesie dovettero vendere alcuni terreni per una somma di lire 75. La chiesa riuscirà a ricomprare quanto venduto solo dieci anni dopo con atto del 24 settemnre 1553.
  8. ^ Simone Facchinetti, la pala di Ognissanti a Gromo San Giacomo, videocompːit, 2009.

BibliografiaModifica

  • F. Moro, Bernardo e Antonio Marinoni, Osservatorio delle Arti, Bergamo, 1990, pp. 50-57.
  • Francesco Rossi, Biografie di Giovanni e Antonio e Bernardo Marinoni, Milano, Pittura a Bergamo dal Romanico al Neoclassicismo, 1991, pp. 231 e 239.
  • Francesco Rossi, Marinoni (bottega dei), in La pittura in Lombardia, vol. 2, Milano, Il Quattrocento, 1993, p. 465.
  • Chiara Paratico, La bottega dei Marinoni, pittori di Desenzano al Serio, sec. XV-XVI, Bolis, 2008, ISBN 978-88-7827-168-5.

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